Bollette d’oro a San Cipirello (Palermo). Indagato il sindaco: “Ho massima fiducia nella Magistratura”

L’avviso di garanzia è arrivato anche all’attuale presidente del consiglio comunale e a un’impiegata. La vicenda inizia nel 2012, quando i servizi telefonici vennero affidati alla Telecom che consegna una dotazione di schede e cellulari ad amministratori e dipendenti

L’otto novembre il sindaco di San Cipirello, nel palermitano, Vincenzo Geluso e il presidente del consiglio comunale Giovanni Randazzo dovranno presentarsi presso la stazione dei carabinieri del paese per essere informati su un’indagine della Procura di Palermo che grava sulle loro spalle sul caso di un presunto uso improprio dei telefoni cellulari a disposizione di amministratori e dipendenti comunali. L’informativa di garanzia con molta probabilità sarà notificata anche ad altri interessati nel corso dei prossimi giorni.

La vicenda, che riguarda alcune bollette salate giunte agli uffici del piccolo Comune della Valle dello Jato, inizia nel 2012, quando i servizi telefonici vennero affidati alla Telecom che consegna una dotazione di schede telefoniche e cellulari ad amministratori e dipendenti comunali. Geluso all’epoca ricopriva la carica di presidente del consiglio comunale, Randazzo era invece capogruppo di maggioranza. I due, insieme ad un’altra dipendente comunale, avrebbero, secondo gli investigatori, utilizzato il servizio di telefonia in maniera spropositata facendo arrivare all’ente fatture per migliaia di euro. La società infatti vanterebbe con il comune di San Cipirello un credito che si aggira attorno ai 130 mila euro.

Intanto Geluso annuncia di voler chiedere, una volta chiarita la propria posizione, il risarcimento dei danni causati alla propria immagine. «Sono stato messo alla gogna e spero che presto uscirà fuori la verità – dice -. Ho massima fiducia nella magistratura che ha il compito di fare luce su questi fatti».

Vincenzo Geluso sindaco
Vincenzo Geluso sindaco