Tre messinesi prefetti: un fatto senza precedenti

Tre messinesi prefetti, due promossi e l’altro riconfermato e di nuovo operativo presso un Palazzo di Governo. . Non è evento “normale” ma un segnale preciso: la città dello stretto, istituzionalmente, mostra i denti. Se per Carmelo Gugliotta, classe 1955, origini pattesi, già questore di Messina, è il colpo di coda di una carriera che è a un passo dalla conclusione, per donna Mizzi , all’anagrafe Maria Antonietta Cerniglia la promozione per BAT, che sta per Barletta-Andria-Trani, è il giusto premio – a 58 anni- per i sacrifici compiuti e la sofferenza interna dopo lo sfregio subito da Renato Accorinti che ” impose” al comandante della Divisione Culqualber, il generale di Corpo d’Armata Zottin di abbandonare il piazzale in armi e la Cerniglia uscì con il fine onori reso dal comandante Legrottaglie, capitano di vascello. Per intenderci, discorso e bandiera della pace nel giorno dell’Unità Nazionale .Giusto ricordare anche l’interregno da vicario tra Trotta, il prefetto definito ” un cretino” da un assessore comunale e la Ferrandino e l’aver fatto da parafulmine tra Palazzo del Governo e la Provincia. Ha detto a Gazzetta del Sud di aver sempre avuto un ottimo rapporto con il sindaco e ciò spiega perché decise di non andare oltre e non tutelarsi quando Accorinti si macchiò di vilipendio al Capo dello Stato, vilipendio alla Bandiera, vilipendio alle Forze Armate e nei suoi confronti. Giovanni Bruno, invece, è stato un baluardo dello Stato a Vibo Valentia, poi è passato ad un incarico di grande importanza ai vertici del Corpo dei Vigili del Fuoco e ora torna a rappresentare lo Stato da prefetto a Viterbo.

Carmelo Gugliotta
Carmelo Gugliotta