In Sicilia mancano all’appello 200 mila voti

Mentre Nello Musumeci si avvia a passo di carica verso la vittoria finale battendo il grillino Giancarlo Cancelleri si fa la conta dei voti che mancano: oltre la metà dei siciliani non è andata a votare nemmeno questa volta ma monta nel frattempo la polemica su quanto siano sul serio consistenti i dati e reali i numeri che riguardano gli astenuti.

Non votano coloro che sono all’estero o in Itala per ragioni di lavoro, non votano gli studenti in Erasmus, non votano le persone malate con difficoltà di deambulazione. Non votano in tanti insomma, in troppi, ed andrebbero ricalcolati i numeri che riguardano la quantità di siciliani chiamati alle urne per esprimere il proprio voto.

“Mia figlia non è andata a votare perché lavora a Londra” – dice un professionista che è attento osservatore di questioni politico elettorali. “io ho una zia ed un padre che non possono uscire da casa pur essendo perfettamente in grado di votare, e lo avrebbero fatto per i 5stelle se fossero potuti andare”.

Gli esperti in demografica consultati da più di una redazione isolana danno un numero a questo fenomeno. Potrebbero essere oltre 200 mila i siciliani che non sono andati a votare perché fuori sede o impossibilitati da ragioni di salute.

E’ vero che è possibile attivare il cosiddetto seggio speciale, ma l’informazione è annidata nelle pieghe di una burocrazia per nulla amica dei disabili e sono pochissimi quelli che posso soddisfare il proprio diritto al voto attivando il servizio previsto dalla pubblica amministrazione.

Se fosse vero che sono 200 mila i siciliani che non hanno votato perché non hanno potuto, si tratterebbe del 5% degli aventi diritto. Un numero enorme cui potrebbero andare incontro le istituzioni nelle prossime tornate elettorali. Istituzioni che insieme alla politica dimostrano ancora una volta di non fare nulla per rivolgere le proprie attenzioni verso coloro che disertano le urne e così facendo proseguiranno nel farlo.