Beppe Picciolo out per la lite a Rometta con la Catanzaro

Diciamolo chiaramente: il vero perdente a Messina è Beppe Picciolo. Magari farà ricorso per i 150 voti non assegnatigli ma perdere l’ARS per un pugno di suffragi non riversati alla lista è dura da digerire. Certo, con sette in lista non trovi qualche voto facile. E così viri su Rometta Marea, ovvero Maria Catanzaro e il gran rifiuto di candidarsi. E i voti che non ” escono” più. Ripercorriamo i fatti con l’aiuto del numero 4 di Fenomeno. L’intervista è di Enzo Cicero.

Una Romettese doc, Maria Catanzaro, professionista quarantenne con una passione viscerale per la politica. L’ho vista nascere, siamo cognati non affini, e abbiamo condiviso oltre vent’anni di iniziative culturali, sociali e politiche. Perciò la conversazione che segue non può che essere fuori dagli schemi mediatici ordinari.

La mattina del 6 ottobre scorso il tuo nome è apparso nella lista messinese di Sicilia Futura per le elezioni regionali. Poi ti sei ritirata: perché?

L’iniziativa di sottoporre l’ipotesi di una mia candidatura al leader di Sicilia Futura, Beppe Picciolo, e al suo gruppo romettese di riferimento, era nata con un’intenzione politica precisa, tutt’altro che velleitaria. Sono convinta – e questa convinzione non è solo mia – che a Rometta un movimento alternativo all’attuale amministrazione comunale dell’avvocato . Merlino debba elaborare un progetto politico di lunga durata: un strategia condivisa che preveda delle mosse congiunte concordate fase per fase fino alle prossime elezioni amministrative della primavera 2019, e che nello stesso tempo prepari la futura classe dirigente romettese.

E questa intenzione politica è stata resa esplicita? Sì. Picciolo si è dichiarato subito d’accordo, trasmettendo

il suo entusiasmo anche al gruppo romettese di Sicilia Futura.

Però qualcosa non dev’essere andato interamente per il verso giusto se, dopo la presenza iniziale nella lista, ti sei ritirata mercoledì 11 ottobre. Ci sono stati indubbiamente alcuni problemi di comunicazione: non tanto interni al gruppo, quanto piuttosto di diffusione incontrollata di informazioni inesatte all’esterno. A ogni modo, mentre eravamo ancora in fase di valutazione dell’opportunità di candidarmi, l’esuberanza e generosità di Beppe Picciolo

hanno impresso alla vicenda un’accelerazione irresistibile: mi sono così ritrovata in lista proprio mentre le condizioni politiche generali rendevano non più indispensabile il mio impegno diretto.

Puoi spiegare meglio questo passaggio?

È mia ferma convinzione che in politica si debba essere pronti a ogni evenienza; anche a costo di rimetterci qualcosa in termini di immagine. Ecco, la mia candidatura avrebbe avuto un senso politico forte in un quadro d’insieme diverso da quello che si è poi venuto definendo. Ho fatto allora ulteriori valutazioni, le ho condivise con Picciolo e con il gruppo, e abbiamo deciso per il ritiro. Alla luce dell’intenso dibattito interno che s’è aperto attorno alla vicenda, il bilancio finale si può riassumere parafrasando e Andrè: è stato meglio ritirarmi, che

non essermi mai candidata.

Il tuo ritiro non significa allora la rinuncia anche all’intenzione progettuale di cui parlavi?

No, per niente! Ne sono convinta più che mai. Nonostante questa occasione delle elezioni regionali

sia stata sfruttata poco, sono sicura che dal 6 novembre in poi ci si potrà dedicare con maggiore serenità

all’elaborazione del progetto comune, alternativo a Merlino, per le comunali del 2019. Senza dimenticare che intanto la primavera del 2018 sarà anch’essa piena di appuntamenti elettorali importanti, dalle provinciali alle nazionali.

Tra i Romettesi godi di un indubbio prestigio personale: infatti l’eccellente esperienza con l’assessorato alle politiche sociali nell’amministrazione Abbadessa, nel biennio 2013-14, ti ha fatto guadagnare notevoli consensi, in buona parte spontanei, alle ultime comunali. Che ruolo pensi di svolgere nel progetto comune alternativo?

Nessun ruolo che non sia condiviso anche da tutti o comunque dalla grande maggioranza degli elementi

del movimento di cui ho parlato, e che ha in Sicilia Futura Rometta una componente importante. Intanto

continuerò a adempiere alla funzione di consigliera di opposizione con l’impegno, la coerenza e la trasparenza di sempre, almeno nei limiti concessimi dal mio lavoro fuorisede.

Già, la tua professione di assistente sociale, che attualmente svolgi a Francavilla di Sicilia.

Da quasi tre anni, sì. Con sacrifici inenarrabili, ma anche con estrema soddisfazione per i risultati ottenuti:

infatti mi occupo pure di tutta la parte amministrativa correlata alla funzione di assistente sociale.

Questa lavoro è parte integrante e preponderante della mia vita, ma la sola possibilità di agire per

il cambiamento e il miglioramento della vita degli altri è per me il giusto premio per le fatiche quotidiane.