Acireale (Catania) Il calcio che sparisce e la città che muore

Acireale ha circa 53.000 abitanti e, in queste ore, soffre perchè, nonostante il secondo posto in classifica a 4 punti dal Troina, il rischio di perdere la D è altissimo. Con i dirigenti in fuga, è il sindaco acese Barbagallo a cercare soci, sponsor, uomini di mercato come Ciro Femiano, convincere i proprietari degli appartamenti affittati ai giocatori a tener duro. Gli abbonati domenica scorsa han pagato. Pietro Infantino, che ricorda il precedente di Messina 2010-2011 e gli euro persi per strada a Gela, ha voglia di combattere.

Ma invita tutti a tornare con i piedi per terra: c’è un buco da 130.000 euro. Il rischio è che a dicembre i migliori si accaseranno ma è stata disegnata una realtà non rispondente ai fatti. E in città non vogliono più avventurieri. E’ pur sempre il posto dove sono nati o vivono i Garozzo e Fichera, scherma mondiale, l’attrice Miriam Leone, accademici, politici di rango e portafoglio. Acireale dovrebbe formattare l’antica Aquilia, con tanti centri che in nome di Aci formano un’unica area urbana senza soluzione di continuità di oltre 130.000 abitanti.

Acireale è nota per il suo carnevale, per il barocco e, fino a pochi anni fa, per le sue terme. Vicina all’Etna, comprende nel suo territorio una serie di borghi marinari dotati di porticciolo, tra cui Santa Maria la Scala e Capo Mulini. Se sparisce anche il calcio muore. Come le Terme, lo storico albergo Aloha, con tante saracinesche abbassate sul corso e la villa transennata. Sì, il calcio è la vetrina sociale di una città due volte in B. Che rimpiange come non mai Rino Nicolosi.

Miriam Leone
Miriam Leone