Sandro Gazia, del club Kiwanis di Capo d’Orlando, è il Chair del service “HAPPY CHILD” per il Sud-Italia e la Sicilia.

Il nuovo anno Kiwaniano porta un nuovo e forse anche il più grande Progetto di Service Europeo: Happy Child!  Si tratta del più importante Service Distrettuale dell’anno sociale 2017-2018, ideato nel novembre 2016 a Indianapolis e fortemente sponsorizzato dal Presidente Europeo Piero Grasso, nell’ambito del Board europeo e delle proposte di service che potessero dare maggiore e concreta visibilità al KIWANIS e alla sua nobile mission  “Serving the children of the world”. In Europa ogni giorno bambini rifugiati, senza genitori, arrivano nei nostri paesi ed i kiwaniani, prima che siano preda di organizzazioni criminali, hanno sentito il dovere di mettere insieme le loro forze per salvarli. Il progetto “Happy Child”, pur nascendo come Service Europeo, sarà declinato e raccordato secondo le specificità di ogni paese membro del KIWANIS International che lo ha sposato, con la comune priorità  che nessun bambino migrante rifugiato rimanga da solo nel suo percorso di crescita e integrazione nei paesi ospitanti. Per passare dalle parole ai fatti, il KIWANIS Distretto Italia San Marino ha siglato un accordo di partnership con UNICEF per sostenere questo nobile progetto che il Comitato Italiano per l’UNICEF Onlus ha denominato “Emergenza Bambini Migranti in Italia – Dal primo soccorso all’accoglienza e all’inclusione”.

L’UNICEF stima che entro il 2017 saranno fra 200.000 e 250.000 i migranti in arrivo in Italia, di cui il 15% minori stranieri non accompagnati (circa 30.000 – 37.500). Nove bambini su dieci che hanno attraversato il Mediterraneo l’anno scorso erano non accompagnati; in totale, 25.846 bambini hanno compiuto la traversata, ovvero il doppio rispetto all’anno precedente. Secondo le stime, soltanto l’anno scorso 4.579 persone, tra cui oltre 700 bambini, sono morte attraversando il Mediterraneo tra la Libia e l’Italia. Proteggere e tutelare questi bambini e ragazzi, vittime di gravi violenze sessuali e abusi fisici e psicologici, a rischio di sfruttamento e provenienti da situazioni di schiavitù e violenza nel loro viaggio verso l’Europa,  è il principale obiettivo del progetto Happy Child. I bambini migranti, già traumatizzati dai conflitti e dalle violenze da cui scappano, si trovano poi da soli ad affrontare un viaggio molto rischioso, che mette a serio rischio la loro vita a causa di annegamento, disidratazione e malnutrizione e di gravi forme di violenze. In  particolare, i minori  non  accompagnati sono fra le principali vittime di   trafficanti di esseri umani e vengono sottoposti a forme estreme di abusi e privazioni nel corso del viaggio. Il progetto “Happy Child” non si limita solamente a fornire un supporto di pronto intervento e di gestione dell’emergenza, ma, si prefigge anche di garantire un’assistenza sociale e psicologica ai bambini migranti, nelle fasi successive dell’accoglienza e dell’inclusione. Secondo gli ultimi dati aggiornati del Governo (Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Novembre 2016), la ripartizione dei Minori Stranieri Non Accompagnati (MSNA) tra le regioni italiane registra la  Sicilia  al  primo  posto  (7.052 MSNA,  il 40,9%  del  totale),  seguita  da  Calabria (1.460).

L’accordo tra KIWANIS Distretto Italia San Marino e UNICEF, firmato dal Governatore in carica Giuseppe Cristaldi, dal Governatore Eletto Franco Gagliardini e dal Direttore Generale di UNICEF Italia Paolo Rozera, a partire dalla data di sottoscrizione di giorno 07 ottobre u.s., e fino al 30 settembre 2018 ha i seguenti obiettivi:

  1. a bordo di 5 navi della guardia costiera: migliorare le condizioni di viaggio dei bambini migranti attraverso attività ludiche e di appoggio psicosociale e la fornitura di un “Dignity Kit” ovvero un set di vestiti puliti, sapone, assorbenti igienici, e una “Children Bag” contenente matite, pastelli, libri da colorare e palloni.
  2. nei punti di sbarco: facilitare il riconoscimento di vittime di abusi e di sfruttamento, grazie ai dati raccolti a bordo e la riunione delle famiglie separate; provvedere alla prima assistenza medica e al trasferimento ai centri sanitari dei casi più gravi;  garantire presenza di un medico aggiuntivo (ginecologa e mediatrice culturale) a supporto dell’unico medico presente.
  3. su tutto il territorio italiano: creare e formare team mobili costituiti da operatori sociali e mediatori culturali per l’identificazione e la ricerca di dialogo con i minori che hanno abbandonato o evitano il sistema formale; promuovere un sistema di assistenza e cure alternative, individuando famiglie affidatarie e gruppi di minori da inserire in “appartamenti di gruppo” in cui i ragazzi possano vivere in semi-indipendenza accompagnati dal supporto di operatori sociali specializzati; formare gli operatori e i volontari sul tema dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e sulle best practices nel processo di accoglienza dei migranti.

Il KIWANIS International Distretto Italia San Marino si impegna a favorire e a sollecitare la raccolta di fondi in favore del progetto, attraverso campagne di sensibilizzazione e diffusione delle finalità, utilizzando la propria organizzazione e la presenza su tutto il territorio nazionale delle Divisioni,  dei relativi Luogotenenti e dei Club Service.