Carlo Taormina e le “testate”

L’espressione infelice di Carlo Taormina, dopo l’interrogatorio di garanzia di Cateno De Luca e il riferimento alle ” terstate di Ostia”, rientra nel solito contesto antigiornalistico . Per chi non lo sapesse: nel marzo 2016 Taormina ha annunciato la propria iscrizione al Movimento 5 Stelle, che aveva già sostenuto alle elezioni europee del 2014.

Uscita, dunque, molto grillina. Ma solo chi conosce i fatti giudiziari dello Stretto, doppia sponda in vero, ha capito a cosa volesse riferirsi. Invitando i cronisti a non sposare solo una linea: quella della Procura. Taormina sa benissimo quel che accadde nel 2012 quando la stampa messinese, con la sola eccezione di chi verga queste note, accettò di “sostituire” un presidente di Corte d’Appello accoltellato a Maregrosso con un 33enne romeno. Poi, ci sono fin troppi episodi di copertura, non sempre involontaria, di superporcatone dei magistrati della Corte d’Appello di Messina. Certo, occorre anche dire come è stato “eliminato” il giornalista di 109PressEnzo Basso e, magari, assolvere tutti perché immolarsi non è sempre eroico. Ma Giulio Francese, presidente dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia, scaverà più a fondo e capirà che certe ” sparate”, sempre da condannare, sono legate a iter giudiziari che fanno poi parlare di complotto. Ah, Taormina – punzecchiato a dovere- ha pure detto che anche per l’evasione fiscali De Luca sarà sotto scopa per 6 anni.