Klaus Davì, Messina intitoli strade a gay mazzarroti

Ucciso da due sicari perché era gay e si travestiva da donna. Assassinato se non proprio dalla mafia, per effetto del barbaro sostrato sottoculturale di una classica mentalità mafiosa. Accadde il 13 agosto 1993 a Mazzarrà Sant’Andrea . Il ragazzo in questione si chiamava Giuseppe Mandanici aveva 32 anni ed era figlio di un noto vivaista di quel paesino.

Il padre di Giuseppe , Vincenzo (che mori suicida anni dopo), non si faceva una ragione della omosessualità del figlio e giunse ad assoldare due sicari per ucciderlo anche se poi in Corte d’appello fu assolto nel 95 nonostante le inequivocabili ammissioni dei due killers e nonostante le proteste dell’Arci Gay che fece una dura battaglia . Secondo le cronache di allora i due raggiunsero il ragazzo nel luogo dove si prostituiva poco fuori paese e gli spararono ferendolo di striscio. Ma dopo 31 giorni, Giuseppe mori per effetto di quei colpi. In quelle ore che lo separavano dalla morte , ancora lucido, dichiarò “la vita con mio padre è stata orribile. Lui non mi accettava e la mia vita è diventata un inferno. Sono solo come un cane.”

“Giuseppe è una vittima del pregiudizio, proprio come Ferdinando Caristena trucidato dalla ‘Ndrangheta a Gioia Tauro anche lui per la sua omosessualità e alla cui memoria il comune di Gioia ha intitolato una via il 5 novembre scorso . Per questo darò vita a una raccolta di firme affinché la città di Messina gli riconosca una via. Quella Messina il cui sindaco ha destinato ben due edifici confiscati consegnandoli all’Arci Gay e quindi città illuminata e sensibile ai diritti” ha dichiarato il giornalista Klaus Davi.