“Violentava la figlia di sei anni”: condannato in appello a 9 anni e 6 mesi

I giudici della terza sezione d’Appello del tribunale di Palermo ribaltano la sentenza di primo grado in cui venne assolto M.M., 46 anni, dall’accusa di violenza sessuale aggravata nei confronti della figlia di sei anni e maltrattamenti nei confronti della moglie. Per la corte l’ex impiegato che vive in un comune della costa occidentale della provincia, è colpevole per entrambi i capi d’accusa ed è stato condannato a nove anni e mezzo di reclusione.

Le violenze secondo l’accusa risalirebbero al 2012, tutte consumate in casa della nonna e anche nella casa di famiglia. “Papà mi diceva che se raccontavo tutto la Madonna mi avrebbe punita e lui avrebbe ucciso la mamma. Allora stavo zitta”, ha detto la piccola durante l’incidente probatorio davanti al giudice, qualche mese dopo la denuncia. Accuse che il padre (difeso dagli avvocati Carmelo Garlisi e Roberto Falletta) ha sempre negato, sostenendo in ogni occasione di non aver mai toccato la figlia e mai aggredito l’ex moglie. La bambina e la donna, entrambe parti civili nel processo, erano assistite dall’avvocato Brigida Alaimo.

La denuncia degli abusi avviene nell’agosto 2013. La bimba che all’epoca aveva sei anni confida a un’amichetta: «Papà mi tocca, papà mi costringe a fare certe cose». La compagna, di poco più grande, la convince a parlarne alla madre. Abusi che secondo quanto la bambina racconta durerebbero da quando lei aveva quattro anni. Immediata scatta la denuncia della madre e partono le indagini nei confronti del padre che viene arrestato nel novembre dello stesso anno e rinviato

a giudizio il 28 gennaio 2015.