ARS, la proposta di Fava: L’obbligo dei deputati massoni di dichiararsi. Presentato un disegno di legge. L’esponente della sinistra si candida alla guida dell’Antimafia

L’obbligo di dichiarare entro tre mesi dalla proclamazione al parlamento regionale l’eventuale appartenenza ad associazioni massoniche o similari che prevedano vincoli gerarchici e di obbedienza. È il contenuto di uno dei quattro disegni di legge presentati oggi da Claudio Fava all’Ars.

Unico esponente  dei movimenti di sinistra al parlamento regionale, Fava ha presentato altri tre disegni di legge  sui temi della lotta alla povertà, sul diritto allo studio e su nuove prerogative della commissione antimafia regionale.  “L’obbligo dichiarativo risponde ad un dovere di trasparenza nei confronti delle istituzioni e del corpo elettorale – ha detto – il disegno di legge prevede una dichiarazione, anche negativa, sull’eventuale appartenenza a qualsiasi titolo ad associazioni segrete o massoniche per le quali è previsto un vincolo di segretezza e obbedienza. Entro due mesi dall’entrata in vigore della legge il presidente dell’Ars stabilirebbe le sanzioni collegate al mancato deposito della dichiarazione”.

Fava, inoltre, ha detto di volersi candidare alla guida della commissione regionale antimafia: “Metto a disposizione la mia esperienza di cose conosciute e apprese in questi cinque anni di antimafia nazionale”, ha detto. Fava anche proposto di rilanciare il “codice Musumeci”: “Ho visto il codice etico dell’antimafia regionale – ha poi aggiunto, facendo riferimento al codice voluto da Nello Musumeci e approvato dall’antimafia regionale nel 2015, ma mai arrivato in Aula – ho anche chiesto i rilievi di merito degli uffici. E’ di certo da riprendere”. Per Fava, inoltre, bisogna mettere mano alla legge elettorale per le Regionali: “Non va bene il fatto che l’assegnazione dei seggi dipenda dalla cabala dei resti, da calcoli che hanno a che fare con la divisione geografica piuttosto che dal numero reale dei voti ottenuti l’attuale sistema elettorale e’ un sistema antidemocratico, dobbiamo cambiarlo”.

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