E il notaio girgentano ne truffò duemila

Un notaio è riuscito a truffare oltre duemila persone in appena cinque anni, l’indagato ha percepito in maniera illecita 1, 8milioni di euro “frutto della ripetuta condotta truffaldina perpetrata in danno degli ignari clienti”. La Guardia di Finanza dopo una complessa attività investigativa è riuscita ad intercettare e fermare un sistema di truffa che andava avanti da tempo. L’operazione “Two face” ha portato ad un decreto di sequestro preventivo di numerosi conti correnti bancari nonché fondi di risparmio intestati ad un notaio con studio nel distretto di Agrigento-Sciacca.

In particolare, il professionista a seguito delle prestazioni rese ai clienti, come la stipula di atti quali compravendite immobiliari, successioni, donazioni e tanto altro, emetteva la fattura indicando due voci ben distinte: la prima inerente l’onorario professionale (sempre di basso importo) soggetta a tassazione, la seconda (esclusa dalla base imponibile) relativa agli importi trattenuti a nome e per conto del cliente ricomprendenti le imposte da versare all’Erario, tasse notarili ed eventuali ulteriori costi sostenuti. 

Dagli accertamenti eseguiti è emerso che la somma che il notaio si faceva consegnare dai clienti per gli asseriti adempimenti fiscali era notevolmente superiore alle imposte (catastali, ipotecarie e di registro) che avrebbe dovuto versare al fisco.

Quello che all’apparenza sembrava un normale documento fiscale nascondeva, in realtà, un vero e proprio artifizio che permetteva, al professionista, di trattenere per sé la parte della somma versata dal cliente ma in realtà non dovuta. Il sistema posto in essere si rilevava di difficile individuazione per i clienti in quanto le somme effettivamente dovute all’Erario venivano versate dal notaio e la consegna al professionista degli importi da quest’ultimo indicati in fattura quali obblighi fiscali avvenivano nell’assoluta convinzione e fiducia che queste fossero quelle corrette.

Le indagini della compagnia della Guardia di Finanza, coordinate dalla Procura di Sciacca, sono consistite nell’esame di ingente mole di documentazione contabile ed extracontabile del professionista e in una complessa attività di riscontro tramite accertamenti presso l’Agenzia delle Entrate.

Sono stati quindi individuati oltre 2mila casi in cui il meccanismo è stato posto in essere dal notaio in danno dei suoi clienti, persone e società residenti ed operanti, per lo più, nell’agrigentino; tra questi, professionisti, dipendenti pubblici, comuni, società di piccole e grandi dimensioni.

“A titolo meramente esemplificativo – spiega la Guardia di Finanza –  si riporta il caso del sig. Rossi (nome di fantasia) il quale nel 2012 acquistava la sua prima casa per 112.000,00 euro, con l’accensione di un mutuo ipotecario. Il signor Rossi oltre a versare le imposte dovute e coprire i costi dell’onorario (2.162,00 Euro) consegnava ignaro al notaio ulteriori 4.870,00 Euro che gli venivano indicati come necessari per versare le imposte (gonfiate) all’Erario ma che, in realtà, venivano incassati dal “professionista”. Il professionista, inoltre, è stato sottoposto ad una verifica fiscale che, per il solo anno d’imposta 2012, ha permesso di constatare oltre 407.000,00 euro di base imponibile sottratta a tassazione ed una imposta evasa complessiva di circa 290.000 Euro; a tal riguardo il notaio ha già corrisposto all’erario la cifra di 304.000,00 euro, pagati in un’unica soluzione.

Agrigento
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Procura di Sciacca
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