OPERAZIONI DI POLIZIA GIUDIZIARIA 2017

9 GENNAIO 2017 – MESSINA. LE DÀ FUOCO. UNA STORIA TORMENTATA QUELLA TRA LA VITTIMA E IL SUO AGGRESSORE. INDAGINI LAMPO DELLA POLIZIA DI STATO PERMETTONO DI INDIVIDUARE IL RESPONSABILE

Una storia difficile quella tra A. M., 25 anni, messinese e la giovane donna, sua ex fidanzata, 22 anni alla quale, ieri mattina, avrebbe dato fuoco procurandole ustioni per cui la stessa è al momento in prognosi riservata.

Nessuna denuncia presentata in passato però. L’immediato intervento dei poliziotti della Squadra Mobile di Messina ha permesso di chiarire le dinamiche di quanto accaduto e le responsabilità del M., ricercato attivamente sino a quando, lo stesso, ieri, sentitosi braccato dagli agenti, ha deciso, in serata, di presentarsi in Questura, accompagnato dal suo legale. Il venticinquenne ha scelto di non rispondere agli investigatori.

La ricostruzione dei fatti è stata possibile grazie al minuzioso lavoro svolto dalla Polizia di Stato, segnatamente, oltre che dalle Volanti intervenute sul luogo, dalla Sezione della Squadra Mobile specializzata nella trattazione dei reati in danno delle vittime vulnerabili: i poliziotti hanno proceduto infatti in tempi brevissimi, in stretto coordinamento con la Procura, all’escussione di diverse persone, parenti, medici e vicini di casa compresi, ed al sopralluogo nell’appartamento della vittima, effettuato dalla Polizia Scientifica, raccogliendo così numerosi elementi. Il venticinquenne, recatosi nell’appartamento dell’ex, l’avrebbe gettata a terra ed in pochi istanti l’avrebbe cosparsa di liquido infiammabile, verosimilmente benzina, dandole poi fuoco con un accendino e fuggendo subito dopo.

I vicini di casa cui la ragazza aveva chiesto aiuto, compresa la gravità dei fatti, richiedevano l’intervento dei sanitari del 118: la vittima, pur gravemente ustionata, sarebbe riuscita a scampare alla morte liberandosi dei vestiti in fiamme e chiedendo soccorso. In seguito, veniva trasferita presso l’Ospedale Universitario Policlinico di Messina a bordo di ambulanza.

L’autore della terribile aggressione è stato sottoposto a fermo per tentato omicidio pluriaggravato e trasferito presso la casa Circondariale di Gazzi su disposizione del Procuratore Aggiunto D.ssa Giovannella Scaminaci e del Sostituto Procuratore D.ssa Antonella Fradà della Procura della Repubblica di Messina, che coordinano le indagini, tuttora in corso, in attesa della udienza di convalida da parte del G.I.P.

11 GENNAIO 2017 – ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE IN CARCERE EMESSA A CARICO DI MANTINEO ALESSIO A SEGUITO DI UDIENZA DI CONVALIDA

Rimane in carcere MANTINEO Alessio, accusato di tentato omicidio premeditato ai danni della ex fidanzata Ylenia Grazia Bonavera.

Il Giudice per le Indagini Preliminari, pur non convalidando il fermo di P.G. per mancanza del pericolo di fuga, ha però ritenuto certa l’identificazione dell’indagato quale autore del reato, confermando la qualificazione giuridica del fatto quale tentato omicidio aggravato dalla premeditazione e dalla crudeltà e affermando la sussistenza del gravissimo pericolo di reiterazione di analoghe condotte criminose.

Numerosi gli elementi di prova raccolti grazie all’attenta e rapidissima attività investigativa della Squadra Mobile della Questura di Messina, Sezione Reati contro la Persona diretta dalla Dr.ssa Rosaria Di Blasi e coordinata dalla Procura della Repubblica, che hanno consentito di evidenziare un quadro chiaro ed una ricostruzione attendibile dei fatti: la registrazione della telefonata al 118; l’escussione dei numerosi testimoni e le risultanze del sopralluogo nell’appartamento della vittima; l’acquisizione delle immagini provenienti dalle telecamere site nei pressi del distributore di benzina ove l’indagato si procurava il liquido infiammabile, ed infine la inverosimiglianza delle ricostruzioni difensive, tutto ha portato all’emissione da parte del Giudice di una ordinanza custodiale in carcere, motivata dalla estrema gravità del fatto e dall’altissimo pericolo di reiterazione da parte del MANTINEO di simili delitti.

La mancata collaborazione della persona offesa, sia essa determinata dal persistente legame sentimentale con l’indagato o dovuta al timore ed alla debolezza psicologica legata allo stato di shock, lungi dal procurare dubbi nel decidente, ha semmai dimostrato la situazione particolarmente allarmante in cui ancora versa la vittima ed il grave quadro cautelare a carico dell’indagato.

Le indagini proseguono a completamento degli elementi già acquisiti.

12 GENNAIO 2017 – OPERAZIONE “LINEA D’ADDIO”. LA POLIZIA DI STATO BLOCCA PERICOLOSA BANDA DI RAPINATORI

RISOLTO IL GIALLO DEI CONIUGI SEQUESTRATI IN CASA LO SCORSO OTTOBRE AD UCRIA

Sono stati arrestati stamani gli autori della rapina ai danni di una coppia di coniugi sequestrati nella loro casa di Ucria lo scorso ottobre.

I poliziotti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Patti, coadiuvati dai colleghi delle Squadre Mobili di Messina, Palermo e dei Commissariati P.S. Capo d’Orlando, Termini Imerese e Partinico, hanno eseguito all’alba la misura cautelare emessa dal GIP, dr. Andrea La Spada, su richiesta del Sostituto Procuratore D.ssa Giorgia Orlando, con la quale risultano chiare le responsabilità di nove individui.

Cinque sono gli esponenti della banda raggiunti da misura cautelare in carcere:

  • AIOANI Robert Costantin, nato in Romania nel 1995;
  • HATOS Iulian Georgian, nato in Romania nel 1994;
  • LA BUA Antonino, classe 1989 di Termini Imerese;
  • TERRANA Gianluca, classe 1986 di Termini Imerese, ritenuto il capo della banda);
  • Un minorenne di nazionalità rumena.

Due le persone sottoposte agli arresti domiciliari:

  • AUGETTO Giuseppe, classe 1987 di Termini Imerese;
  • LAMIA Francesco, classe 1988 di Termini Imerese;

Due le persone sottoposte all’obbligo di dimora, considerati i basisti:

  • GALATI RANDO Franco, classe 1969, residente a Tortorici;
  • INCARDONA Angelo, classe 1976 di Campofelice di Roccella.

Un piano ordito nei minimi dettagli, un’azione criminosa spietata e brutale che nella notte tra il 15 e il 16 ottobre scorso i nove malviventi non hanno esitato a mettere in atto nei confronti di una coppia di signori orlandini, in vacanza nella loro casa di campagna, tra Ucria e Floresta.

Incappucciati e armati di coltello e mannaia hanno sorpreso nel sonno marito e moglie, derubandoli di tutto ciò che di valore i due possedevano in casa, compresi i gioielli che avevano addosso. Si sono poi fatti consegnare le chiavi di casa dell’abitazione di Capo d’Orlando estorcendo loro i dettagli necessari per trovare e aprire la cassaforte.

E mentre una parte della banda raggiungeva Capo d’Orlando e svuotava il secondo appartamento, i compari sequestravano in casa loro le vittime. Se ne sono andati solo dopo lunghe ore di terrore, portando via telefonini e persino l’auto di famiglia.

L’allarme è scattato quando i due malcapitati, in stato di choc per quanto subito, sono riusciti a raggiungere il centro di Ucria.

Immediate le indagini della Polizia di Stato, coordinata dalla Procura della Repubblica di Patti: i poliziotti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Patti hanno avviato una ricerca a 360 gradi, per scoprire ogni utile spunto o indizio che permettesse di ricostruire la dinamica della rapina e del sequestro.

Gli investigatori sono partiti dal traffico veicolare su strade ed autostrade e dall’analisi delle immagini di decine di sistemi di videosorveglianza installati nei vari comuni presumibilmente attraversati, o anche solo sfiorati dai malviventi.

Nulla è stato tralasciato, contatti più o meno recenti avuti dalle vittime compresi, abitudini di vita e spostamenti.

Si è poi passati allo scrupoloso ed analitico studio del voluminoso traffico telefonico agganciato nella notte del delitto dalle celle dei gestori telefonici sul territorio di decine di comuni di più province siciliane e, infine, all’intercettazione delle conversazioni registrate su alcune utenze sapientemente individuate come sospette.

Il poderoso lavoro investigativo ha condotto i poliziotti a rintracciare tracce apparentemente invisibili, inavvertitamente lasciate dai malviventi, peraltro rivelatisi estremamente cauti ed attentissimi.

I primi risultati hanno permesso di concentrarsi sulla figura del basista, identificato in un noto pregiudicato tortoriciano e sull’ipotesi investigativa che la rapina di Ucria rientrasse in una serie di fatti delittuosi della stessa specie, ascrivibili ad una cerchia di professionisti del crimine.

I fatti di Ucria riconducevano infatti ad una banda costituita da uomini del palermitano e cittadini rumeni, operante nella provincia del capoluogo siciliano ma abituata a frequenti incursioni anche in quelle limitrofe e segnatamente in quella messinese, avvalendosi di una rete di fonti che selezionavano gli obiettivi sul territorio e mettevano a disposizione dei complici le informazioni utili, a fronte di una quota di partecipazione agli utili delle successive imprese  criminali.

Imprese criminali sapientemente dissimulate, nelle conversazioni pianificatorie captate tra i sodali, col ricorso a metafore calcistiche (“belle partite da giocare” […] “un intero campionato bellissimo”) che, nei concitati momenti dell’esecuzione materiale dei colpi, cedevano il passo ad un più operativo gergo militare (“operazione Linea d’Addio è incominciata, già è aperta! [….]Stiamo iniziando l’intervento, già l’hanno cominciato ad aprire, già è a posto, aperta!”).

Un gruppo pericoloso, quindi, perfettamente organizzato e autore di molti altri furti in abitazioni, per lo più ville isolate, tentati o consumati, tra i quali quello avvenuto nella prima mattinata del 14 novembre 2016 a Sant’Agata MiIitello: nella circostanza, peraltro, alcuni componenti della banda, sorpresi dai sistemi di allarme e dal successivo intervento della Polizia del locale Commissariato, erano costretti a darsi ad una rocambolesca fuga ed a nascondersi in casolari di campagna prima di essere recuperati da complici arrivati appositamente da Palermo con un borsone di abiti puliti necessari per eludere i controlli delle forze di polizia.

Sulla scorta di tali corpose acquisizioni investigative, la Procura della Repubblica di Patti ha richiesto ed ottenuto dal GIP dello stesso Tribunale l’ordinanza cautelare eseguita stamani. Analogo provvedimento è stato emesso dal GIP presso il Tribunale per i Minorenni di Messina su richiesta della Procura Minorile peloritana, Sostituto Procuratore Dott. Andrea Pagano, a carico del minore di nazionalità rumena, già collocato in una struttura di accoglienza, rivelatosi coinvolto fattivamente nei colpi ed indicato dai complici come “spiderman”, per le differenziali capacità atletiche che lo rendevano agilissimo ed idoneo alle incursioni nelle case violate.

L’operazione della Polizia di Stato ha fermato la pericolosissima banda criminale in un momento di piena attività ed in cui non si esclude che stesse organizzandosi per elevare ulteriormente il livello di aggressività e pericolosità della sua azione, indirizzandosi su modelli di devianza criminale di attualissimo allarme sociale quali quelli connessi al fenomeno internazionale di avvistamenti di autori di crimini vestiti da Clown.

Tra le conversazioni intercettate dagli investigatori del Commissariato di Patti se ne evidenziano indicanti l’intento di alcuni componenti della banda (in particolare un rumeno) di reperire tute bianche del tipo da imbianchino nonché parrucche e maschere da clown, destinate esplicitamente ad essere indossate in azioni illecite. Indicative della circostanza, del resto, le stesse immagini che campeggiavano sui profili facebook degli indagati in concomitanza con le stesse conversazioni telefoniche.

Durante le perquisizioni domiciliari effettuate stamani dai poliziotti è stata rinvenuta una pistola calibro 6,35 con relativo munizionamento, due pistole giocattolo e la somma di 3.000 euro.

13 GENNAIO 2017- DROGA. TRADITI DAL TELEFONO. LA POLIZIA ARRESTA TRE SPACCIATORI

Le indagini hanno avuto inizio nel marzo del 2014, quando uno dei tre arrestati era stato ferito alle gambe: colpi di arma da fuoco esplosi da uno scooter in movimento in via Gerobino Pilli. Il successivo lavoro d’indagine dei poliziotti della Squadra Mobile, coordinato dalla Procura della Repubblica di Messina ha portato, giorno dopo giorno, all’acquisizione di dettagli importanti e al delinearsi dell’attività di spaccio in cui la stessa vittima era coinvolta.

Trattasi di SPADARO Giuseppe, 22 anni, messinese. Con lui sono stati oggi arrestati ABATE Giuseppe e ROMEO Roberto, entrambi 23 anni, messinesi, tutti pregiudicati. Il reato contestato con ordinanza di misura cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Messina, d.ssa Monica Marino su richiesta del Sostituto Procuratore d.ssa Antonella Fradà è detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, in concorso, perpetrato nell’arco temporale compreso tra il mese di aprile ed il mese di giugno del 2014.

Fondamentali, ai fini delle indagini dei poliziotti, le intercettazioni a carico dei tre arrestati. Nonostante i tentativi di utilizzare un lessico concordato, i riferimenti allo spaccio di droga (“mi devi fare il favore di preparare due birre….le due birre mettile in due buste diverse…”), in particolare cocaina, sono evidenti. Così come i dettagli sull’utilizzo di attrezzatura per il confezionamento delle singole dosi (il bilancino veniva indicato come “orologio”) e sul luogo dove la droga veniva smerciata, ritrovi cittadini.

Risale al 16 maggio del 2014 l’arresto dello Spadaro per droga. Il giovane, ad un controllo in via Garibaldi, fu trovato in possesso di quattro dosi di cocaina nascoste nella tasca del giubbotto. La successiva perquisizione domiciliare permise il rinvenimento ed il sequestro di altre sette dosi della stessa sostanza stupefacente e di un bilancino di precisione con evidenti tracce di cocaina.

Ulteriori accertamenti hanno evidenziato che erano i tre arrestati di stamani a confezionare le dosi: 0,45 grammi circa di cocaina per pezzo, da rivendere al prezzo di 50 euro ciascuna.

Un iter consolidato e reiterato nel tempo che funzionava grazie anche a “clienti personali” che nei tre arrestati trovavano un sicuro punto di riferimento.

Sono stati trasferiti stamani presso la locale casa circondariale.

14 GENNAIO 2017 – AMORE MALATO. LA POLIZIA ARRESTA 21ENNE PER STALKING E INCENDIO

PERSEGUITA L’EX E INCENDIA L’AUTO DI UN AMICO

Un forte boato, poi le fiamme che hanno distrutto completamente l’auto presa di mira e lambito alcuni tubi del gas della rete cittadina. E’ successo lo scorso dicembre, nella zona nord della città.

L’autore dell’incendio è un giovane messinese, M.T. di 21 anni, arrestato dagli agenti delle Volanti a seguito di esecuzione dell’ordinanza di misura cautelare  emessa dal GIP del Tribunale di Messina, d.ssa Maria Vermiglio, su richiesta del Sostituto Procuratore, dr. Piero Vinci.

A spingere il ventunenne a provocare l’incendio un’insana gelosia nei confronti dell’ex fidanzata, una coetanea, con la quale aveva chiuso a novembre e che aveva continuato a perseguitare sino alla notte dell’incendio.

Inizialmente le minacce erano arrivate via WhatsApp, indirizzate all’ex e a tutti i suoi amici. Dal display ai muri sotto casa e sul posto di lavoro sui quali aveva imbrattato il nome e il cognome della ragazza seguiti da insulti erano seguiti gli appostamenti sotto casa: il ventunenne era stato sorpreso a lanciare sassi contro la finestra di casa dell’ex da un vicino al quale, per ripicca, aveva tentato di dare fuoco all’auto. Infine l’atto finale, quello di dicembre scorso.

Quando il ventunenne ha visto rientrare a casa l’ex con un amico, ne ha incendiato l’auto.

I successivi accertamenti dei poliziotti delle Volanti hanno permesso di ricostruire la vicenda e arrivare alla misura cautelare oggi eseguita.

Il ventunenne è al momento agli arresti domiciliari. Danneggiamento aggravato, seguito da incendio e atti persecutori i reati contestati.

16 GENNAIO 2017 – RINTRACCIATA ROBERTA, LA 15ENNE ALLONTANATASI DA CASA NEI GIORNI SCORSI

I poliziotti delle Volanti l’hanno trovata in buone condizioni fisiche in un appartamento in zona viale Boccetta. Roberta Pace, la quindicenne scomparsa da casa mercoledì sera scorso, è stata raggiunta poche ore fa dai poliziotti allertati dalla telefonata del fidanzato e accorsi immediatamente.

La ragazzina, subito visitata da personale del 118, è stata trasferita in via precauzionale presso un ospedale cittadino dove è stato attivato il codice rosa, così come previsto dai protocolli sanitari in circostanze di questo tipo.

Continuano le indagini della Squadra Mobile per ricostruire i contorni della vicenda su cui gli investigatori mantengono il massimo riserbo a tutela della giovanissima età della protagonista.

18 GENNAIO 2017 – TELECAMERE PER ELUDERE I CONTROLLI DELLE FORZE DELL’ORDINE. LA POLIZIA ARRESTA PER EVASIONE MESSINESE AI DOMICILIARI

Lo hanno arrestato ieri pomeriggio, intorno alle 18.00, per il reato di evasione. I poliziotti delle Volanti lo hanno sorpreso in un garage intento a foderare un sedile per motociclo. Bombaci Carmelo, messinese, 35 anni, era sottoposto al regime degli arresti domiciliari dal maggio scorso, quando fu arrestato insieme ad altre 34 persone, tra cui 26 raggiunte da ordine di custodia cautelare in carcere e 8 sottoposte agli arresti domiciliari, nell’ambito dell’operazione Matassa, vasta operazione di polizia, condotta dalla Squadra Mobile e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Messina .

Allora le indagini fecero luce sul legame tra consorterie mafiose messinesi di spicco ed una parte del mondo politico e si concentrarono su un’evidente realtà criminale dedita a estorsioni in danno di commercianti e imprenditori ma anche, come nella fattispecie del Bombaci, a furti  di ingenti somme di denaro sottratte ai titolari di sale da gioco. Nelle sale da gioco erano infatti installate slot machine da cui veniva trafugato il denaro utilizzando chiavi adulterine. Altro reato emerso era quello di ricettazione di telai e pezzi di ricambio di autovetture.

Il sopralluogo effettuato ieri dai poliziotti delle Volanti a seguito dell’arresto in flagranza del Bombaci ha rivelato un accurato sistema di videosorveglianza che l’uomo aveva allestito nel box e lungo il percorso che collegava il suddetto garage al suo appartamento, attraverso scale interne e un terrazzo condominiale.  In caso di controllo da parte delle Forze dell’Ordine, l’uomo poteva muoversi indisturbato e rientrare in casa senza passare dalla pubblica via. Le telecamere erano posizionate lungo il percorso alternativo, nel garage in cui è stato sorpreso e ovviamente al portone principale. Tutte collegate a un hard disk della camera da letto con relativo monitor e al telefonino personale, attraverso cui l’arrestato aveva sotto controllo l’intero perimetro.

Il Bombaci ha dichiarato di utilizzare il box, fornito di acqua e luce, per effettuare piccoli lavori di tappezzeria.

Su disposizione del Sostituto Procuratore della Repubblica di Messina, dott.ssa Rosanna Casabona, l’uomo sarà giudicato stamani con rito direttissimo.

3 FEBBRAIO 2017 – RAPINATORI SERIALI ARRESTATI DALLA POLIZIA

SPREGIUDICATI E VIOLENTI. RAPINE IN TUTTA LA CITTÀ E IN POCO TEMPO

Sono gli autori delle rapine ai danni di cinque esercizi commerciali messinesi, messe a segno tra settembre e gennaio scorsi, due delle quali perpetrate in rapida successione, a venti minuti di distanza una dall’altra.

A seguito della intensa attività di indagine condotta dai poliziotti della Squadra Mobile di Messina, il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Messina, dott.ssa Daniela Urbani, su richiesta del Sostituto Procuratore, dr. Piero Vinci, ha emesso ordinanza di misura cautelare in carcere, nei confronti di:

  1. DI PAOLA Salvatore, nato a Messina il 21/08/1988, pregiudicato;
  2. MANGANO Antonino, nato a Messina il 28/10/1982, pregiudicato;
  3. GIACALONE Andrea, nato a Messina il 18/06/1986, pregiudicato;
  4. NUNNARI Vincenzo, nato a Messina il 12/01/1957, pregiudicato.

Diversi i reati contestati, a vario titolo, tra cui rapina aggravata, detenzione e porto abusivo di arma da fuoco, sequestro di persona, favoreggiamento personale, ricettazione.

L’inizio delle indagini dei poliziotti , coordinate dal Sostituto Procuratore, risale al 1° settembre quando, a finire nel mirino dei rapinatori, ci fu una gioielleria del viale San Martino, assaltata in pieno giorno, intorno alle 13.00. Un bottino importante in quel caso, gioielli per un valore complessivo di più di 50.000 euro. E una spregiudicatezza evidente già al primo episodio: i criminali costrinsero le dipendenti dell’esercizio commerciale ad aprire le vetrine afferrandole per il collo. Rastrellarono velocemente i preziosi per poi dileguarsi.

Colpite il 13 dicembre una macelleria e un tabacchi, la prima alle 18.50 in corso Cavour, la seconda, venti minuti dopo, in piazza San Clemente. Circa 7.000 euro racimolati insieme ad altri valori, un portafogli griffato, carte di credito e tagliandi per il parcheggio in città. Stavolta i rapinatori hanno utilizzato un’arma, una pistola con una canna piuttosto sporgente ed evidente, ripresa dalle telecamere di videosorveglianza e rinvenuta dai poliziotti dopo il quarto colpo, lo scorso 29 dicembre, ai danni di un’agenzia assicurativa. Una Bernardelli semiautomatica calibro 7,65 con la matricola abrasa che uno dei malviventi perse durante la fuga, insieme ad una scarpa.

La pistola aveva cinque cartucce nel serbatoio e una camerata in canna, pronta a fare fuoco. I malviventi la puntarono contro i dipendenti dell’agenzia di assicurazioni, minacciando di usarla perché “noi in Romania facciamo così”. Più volte infatti i criminali raggiunti oggi da ordinanza si sono spacciati per cittadini rumeni, ostentando un accento straniero e ripetendo, più volte, durante le rapine, di esserlo.

Un dettaglio importante rilevato dai poliziotti durante le indagini che si è andato sommando ad altri legati al mezzo usato per scappare dopo i colpi, ai tratti somatici e alle fattezze dei criminali, nonché all’abbigliamento usato. Un abbigliamento su cui le successive intercettazioni telefoniche hanno dimostrato che i rapinatori sceglievano in base al colore che avrebbe “portato più o meno male” al buon esito del colpo.

Ultima rapina perpetrata dagli odierni arrestati quella del 12 gennaio scorso, intorno alle 19.00 –  la più violenta – ai danni di Messinsaldo. I dipendenti sono stati minacciati con coltelli, spinti a terra e rapinati di tutto –  borsa, preziosi, cellulari, orologio – razziati dopo aver preso il contenuto della cassaforte, circa 900 euro in tutto. Sono stati rinchiusi dentro il bagno dell’ufficio da cui, solo in seguito, sono riusciti a dare l’allarme.

Grazie al lavoro di indagine dei poliziotti gli autori delle cinque rapine sono ora in carcere. Una quinta persona raggiunta oggi da misura cautelare agli arresti domiciliari, è latitante ed attivamente ricercata dalle forze di polizia.

4 FEBBRAIO 2017 – SALGONO A CINQUE GLI ARRESTI DELLA POLIZIA DI STATO PER LE RAPINE MESSE A SEGNO A MESSINA NEI MESI SCORSI

LA POLIZIA HA ARRESTATO IL QUINTO UOMO RICERCATO DA IERI

Nella tarda serata di ieri i poliziotti della Squadra Mobile di Messina hanno arrestato PUGLISI Alfio Alessandro, nato a Catania il 19/10/1973. E’ il quinto uomo raggiunto da misura cautelare eseguita ieri all’alba dalla Polizia di Stato.

La misura, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Messina, dott.ssa Daniela Urbani, su richiesta del Sostituto Procuratore, dr. Piero Vinci, ha permesso l’arresto di quattro pericolosi rapinatori e del Puglisi, considerato responsabile del reato di favoreggiamento reale, perpetrato a Messina il 03.09.2016, due giorni dopo la rapina messa a segno in una gioielleria del centro città.

Le indagini della Polizia, coordinate dalla Procura della Repubblica hanno infatti dimostrato che fu lui, il quinto uomo, ad accompagnare uno dei rapinatori, il Di Paola Salvatore, presso un laboratorio gioielleria messinese chiedendo la stima di due bracciali “tennis”e di un anello “solitario” con ancora tanto di cartellino, trafugati due giorni prima.

Come da ordinanza, l’uomo è stato sottoposto agli arresti domiciliari.

 

9 FEBBRAIO 2017 – FURBETTI DEL CARTELLINO. LE INDAGINI DELLA POLIZIA  FANNO SALIRE IL NUMERO DEI DIPENDENTI RAGGIUNTI DA MISURA CAUTELARE 

Ancora un dipendente comunale a Furci Siculo, coinvolto nelle indagini della Polizia di Stato, che oggi viene raggiunto dalla misura cautelare dell’obbligo di presentazione. La stessa misura era stata decisa dal GIP presso il Tribunale di Messina, d.ssa Monica Marino, su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica, Dr. Roberto Conte ed eseguita lo scorso novembre a carico di 16 persone, evidenziando una cronica, diffusa e generalizzata attitudine all’assenteismo. Le indagini dei poliziotti del Commissariato di P.S. di Taormina, coordinati dalla Procura della Repubblica di Messina, avevano infatti fatto emergere un fenomeno che interessava in maniera trasversale personale con incarichi e posizione differenti nell’organigramma. Pedinamenti e appostamenti messi in atto dai poliziotti nei confronti dei 65 indagati per truffa ai danni della Pubblica Amministrazione e per violazione dell’articolo 55 quinques del decreto Legislativo 165/2001, relativo alle assenze dal servizio dei pubblici dipendenti, a cui si erano aggiunti i filmati e l’analisi dei registri interni alla struttura municipale, avevano comprovato l’abitudine reiterata e ripetuta quotidianamente a strisciare il badge per certificare l’entrata in ufficio senza poi effettivamente metterci piede o presentandosi solo dopo molto tempo. Alcuni filmati riprendevano personale che si presentava con le buste della spesa appena fatta. Altri che non si presentavano affatto affidando il badge a colleghi che strisciavano più tesserini. In altri casi, l’assenza ingiustificata veniva registrata come assenza per servizio esterno, apponendo un codice specifico.Ulteriori accertamenti della Polizia hanno permesso che la misura fosse estesa oggi ad un altro dipendente. Anche per quest’ultimo obbligo di presentazione alla P.G.

13 FEBBRAIO 2017 – LETOJANNI. ARRESTATI DUE MEDICI DEL SERVIZIO DI EMERGENZA SANITARIE 118.

ACCERTATE DALLA POLIZIA REITERATE ASSENZE DAL POSTO DI LAVORO E FALSE SOTTOSCRIZIONI.

Sono stati arrestati all’alba di stamani due medici del Servizio di Emergenza Sanitaria del 118 del Comune di Letojanni. Nei loro confronti è stata eseguita dai poliziotti del Commissariato P.S. di Taormina una ordinanza di misure cautelari in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Messina, dr. Salvatore Mastroeni, su richiesta del Sostituto Procuratore della locale Procura della Repubblica, d.ssa Anna Maria Arena. Con metodi sistematici e consolidati nel tempo, i due medici in servizio di emergenza sanitaria 118, abusando dei propri uffici, con artifici e raggiri, si assentavano dal posto di lavoro, simulandone la loro presenza per interi turni di servizio notturno di 12 ore e provvedendo a sottoscrivere l’apposito registro. In realtà durante i turni di servizio notturno gli stessi, come accertato, risultavano presenti nelle proprie abitazioni o in altri luoghi, ben lontani dalla sede di lavoro.

L’accurata attività di indagine condotta dai poliziotti del Commissariato P.S. di Taormina, coordinati dalla Procura della Repubblica di Messina, ha permesso di accertare una continuità di consumazione di illecite condotte a partire dal 2014 e riscontrata fino all’agosto 2016, che ha denotato una personalità alquanto spavalda e prepotente in capo ai due indagati, che agivano con fare consolidato, quasi imposto a colleghi e subordinati.

Il lavoro svolto dagli investigatori attraverso servizi di osservazione, con telecamere poste nella sede di lavoro, acquisizioni di copie dei registri di presenza dei sanitari, intercettazioni telefoniche e minuziosa attività di analisi dei tabulati delle utenze telefoniche ha permesso di smascherare una sistematicità di spudorate assenze dei due medici dal posto di lavoro in contrasto con le firme presenza apposte sui registri successivamente al turno di servizio. Ben 40 gli episodi accertati in capo a un medico  e 36 quelli attribuibili all’altro.

In particolare i sanitari si “mettevano” nei turni, coprendosi a vicenda ed, alternandosi, non effettuavano del tutto la notte in cui restava in servizio uno solo, accordandosi, così, dello “scarabocchio” da apporre sul registro delle presenza. Senza preoccuparsi di nascondere le illecite condotte, ponevano in essere atteggiamenti di sfida nei confronti dei colleghi di lavoro e/o di chiunque provasse a contrastarli “…è la mia parola contro la sua…

Disposto, altresì, dal GIP a carico di ciascuno degli indagati il sequestro preventivo per equivalente di somme di denaro pari a oltre 16 mila euro per l’uno e quasi 15 mila euro per l’altro, quale danno arrecato alla Pubblica Amministrazione quantificabile per ogni singolo episodio accertato in capo ai due medici, che dovranno rispondere dei reati di truffa aggravata e falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici.

23 FEBBRAIO 2017 – OPERAZIONE TROLLEY. LA POLIZIA FA LUCE SU TRAFFICO DI DROGA

VALIGIE PIENE DI “ROBBE NUOVE”DALLA CALABRIA

Sono scattate stamani, all’alba, le manette per quattro persone ritenute responsabili del reato, in concorso, di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, per le quali il Giudice per le Indagini Preliminari, d.ssa Monica Marino, su richiesta del Procuratore Aggiunto Dott. Sebastiano Ardita e del Sostituto Procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia, dr. Fabrizio Monaco, ha emesso la misura cautelare degli arresti domiciliari.

Trattasi di:

  1. CONDO’ Salvatore, nato a Locri (RC) il 28/10/1988;
  2. CONDO’ Claudio, nato a Locri (RC) il 17/06/1993;
  3. ERRIGO Gaetano, nato a Reggio Calabria il 08/05/1992;
  4.   SERGI Vincenzo, nato a Careri (RC) il 18/07/1971.

Le indagini dei poliziotti della Squadra Mobile di Messina, coordinate dal Sostituto Procuratore dr. Monaco, hanno fatto emergere evidenti responsabilità in merito al trasporto di ingenti quantitativi di sostanza stupefacente del tipo marijuana che gli odierni arrestati, tutti di origine calabrese, trasferivano dalla Calabria in Sicilia. Intercettazioni telefoniche e ambientali raccontano dei trasferimenti della marijuana in carichi che si aggiravano, ogni volta, sui 5 chili, facilmente trasportabili in valigie e trolley sui traghetti che collegano le due sponde. Risale al 6 ottobre del 2015 l’arresto di Gaetano Errigo, sorpreso agli imbarcaderi messinesi dai poliziotti della Squadra Mobile con più di 5 chili di erba pronta ad essere smerciata. Era stato fermato presso la rada San Francesco, a piedi, con al seguito un comune trolley nero. Dentro i poliziotti avevano trovato 9 confezioni sotto vuoto ed una avvolta in un sacco di plastica contenenti 5 chilogrammi e duecento circa di derivato della canapa indiana, il tutto custodito in un sacco di carta per mangimi. Il quadro d’insieme ricostruito dai poliziotti conferma che non si era trattato di un caso isolato. Gli odierni arrestati, due dei quali studenti universitari presso la locale facoltà d’Economia e di fatto residenti a Messina, non erano spacciatori improvvisati. Le conversazioni intercettate, per quanto camuffate da un linguaggio criptico e dall’uso di termini relativi a capi d’abbigliamento che sostituivano quelli relativi a qualità e peso della sostanza stupefacente da trasportare, rivelano un ripetuto traffico di valigie di “robbe nuove”, e dei rischi e degli escamotages da usare nel caso di controlli delle forze di polizia o di poliziotti in transito su traghetti e aliscafi. I quattro arresti sono stati eseguiti stamani dai poliziotti della Squadra Mobile di Messina, coadiuvati da quelli della Squadra Mobile di Reggio Calabria, del Reparto Prevenzione Crimine Calabria Meridionale e dei Commissariati di Pubblica Sicurezza presenti nella provincia di Reggio Calabria. Al momento, altre due persone interessate dall’odierna ordinanza di misura cautelare sono irreperibili ed attivamente ricercati.Nel corso degli arresti di stamani, i poliziotti hanno trovato in casa dei fratelli Condò, qui a Messina, un chilo e 800 grammi di marijuana e l’occorrente per il confezionamento delle singole dosi: un bilancino di precisione, buste in cellophane e una macchinetta per il sottovuoto. Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, i due sono stati trasferiti in carcere.

23 FEBBRAIO 2017 – SERVIZI ANTI-DROGA. ALTRI 5 KG D’ERBA E 270 GRAMMI DI COCAINA SEQUESTRATI DALLA POLIZIA

ARRESTATO 34ENNE MESSINESE

Ancora un arresto per droga, ieri sera, che va ad aggiungersi ai quattro di stamani, operato dai poliziotti della locale Squadra Mobile. Stavolta l’arrestato è un messinese, 34 anni, Bonanno Antonino, ritenuto responsabile del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Nel corso di una perquisizione presso l’abitazione del 34enne i poliziotti hanno trovato un borsone contenente Kg 4,880 di marijuana ed un sacchetto con dentro 270 grammi di cocaina.

24 FEBBRAIO 2017 – OPERAZIONE TROLLEY. AGLI ARRESTI DOMICILIARI IL QUINTO UOMO COINVOLTO NEL TRAFFICO DI DROGA

Salgono a cinque le persone arrestate nell’ambito dell’operazione Trolley eseguita ieri dalla Polizia di Stato su disposizione del Giudice per le Indagini Preliminari, d.ssa Monica Marino, su richiesta del Procuratore Aggiunto Dott. Sebastiano Ardita e del Sostituto Procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia, dr. Fabrizio Monaco.

Arresti domiciliari per il quinto uomo TRIMBOLI Natale, nato a Locri il 24.06.1988, coinvolto come gli altri 4, arrestati ieri all’alba, nel traffico di droga dalla Calabria alla Sicilia emerso grazie alle indagini della Squadra Mobile di Messina.

25 FEBBRAIO 2017 – OPERAZIONE TROLLEY. AGLI ARRESTI DOMICILIARI IL SESTO UOMO COINVOLTO NEL TRAFFICO DI DROGA

Arresti domiciliari anche per LEGGIO Virgilio Manolo, nato a Locri il 10.03.1982, coinvolto nel traffico di droga dalla Calabria alla Sicilia emerso grazie alle indagini della Squadra Mobile di Messina.

L’uomo è una delle sei persone raggiunte dall’ordinanza emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari, d.ssa Monica Marino, su richiesta del Procuratore Aggiunto Dott. Sebastiano Ardita e del Sostituto Procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia, dr. Fabrizio Monaco, eseguita dalla Polizia di Stato lo scorso 23 febbraio.

4 MARZO 2017 – RAPINA ALLA GIOIELLERIA DI VIA CAVOUR. LA POLIZIA ARRESTA UNO DEI RAPINATORI

BRACCATO SOTTO UN’AUTO. ERA IN PERMESSO PREMIO

Bono, mi pigghiasti – ha detto così CANNAVO’ Giuseppe, messinese, 30 anni, il rapinatore che ieri sera ha tentato la rapina alla gioielleria Burrascano, in corso Cavour. I poliziotti delle Volanti lo hanno inseguito e braccato nel palazzo Giordano di corso Cavour comunemente detto “palazzo di vetro”, nel garage su tre piani interrati e per altro non illuminati all’interno.

Stava acquattato sotto un’auto il trentenne, con numerosi precedenti per reati contro il patrimonio, la persona, in violazione della normativa che disciplina le armi, nonché in materia di stupefacenti. In atto detenuto presso la casa di reclusione di Favignana, Cannavò Giuseppe era in permesso premio fino al 6 marzo prossimo, da trascorrere al suo domicilio.

Ieri sera, intorno alle 19.30 ha tentato il colpo nella gioielleria e quando ha capito di essere stato beccato dai poliziotti delle Volanti con casco in testa e fucile in mano, non ha esitato , insieme al complice, a sparare, incurante di passanti e cittadini, prima di scappare lungo Via della Zecca, via XXIV Maggio e via Oratorio San Francesco. I poliziotti lo hanno trovato poco dopo e arrestato.

Procedono le ricerche del complice di Cannavò. Sequestrati, oltre il fucile, i caschi dei due rapinatori, alcuni indumenti tra cui lo scaldacollo utilizzato come passamontagna, coi due fori ad altezza occhi e il motorino con cui i malviventi hanno raggiunto l’esercizio commerciale preso di mira.

16 MARZO 2017 – IRREFRENABILE VIOLENZA. LA POLIZIA DI STATO ARRESTA MARITO VIOLENTO E PIROMANE

SEQUESTRATA DROGA E MATERIALE PER IL CONFEZIONAMENTO DELLE SINGOLE DOSI

 Irrefrenabile violenza quella che ieri ha portato le Volanti della Questura di Messina, dirette dal dott. Simone Scalzo, all’arresto di un quarantenne G.B..

Dopo aver minacciato la moglie e averla colpita ripetutamente con calci e schiaffi, l’arrestato bruciava l’autovettura che la signora aveva posteggiata sotto casa.

Proseguiva negli insulti nonostante la presenza dei poliziotti ai quali si presentava visibilmente alterato, con una ferita alle nocche della mano destra, sanguinante e odorante di liquido infiammabile.

Si procedeva ad una perquisizione domiciliare a seguito della quale si rinvenivano 4 coltelli di varia lunghezza, un tirapugni, una mazza da baseball, un sacchetto di cellophane contenete 206,25 grammi di canapa indiana, una scatola di carta alluminio, un bilancino di precisione.

Come riferito dalla vittima, l’uomo in passato non aveva mancato di rivolgerle parole offensive, di percuoterla nonché pedinarla e controllarla per motivi di gelosia.

18 MARZO 2017 – IMMOBILI CONFISCATI ALLA CRIMINALITÀ

E’ dell’appena trascorso 16 marzo l’ultima di tre operazioni di sgombero portate a termine dalla Polizia di Stato. L’immobile interessato si trova nel rione Mangialupi.

Sono di pochi mesi fa, invece, e del mese di novembre per la precisione, due analoghi interventi che hanno sottratto alla criminalità e messo a disposizione della collettività rispettivamente un appartamento sito in via Don Orione e un altro in via Carbonaro, Tremestieri.

Tutte e tre gli sgomberi sono stati partoriti in sede di riunione tecnica di coordinamento interforze tenutasi in Prefettura e si sono conclusi nel rispetto della sicurezza e dell’ordine pubblico. Per ciascun immobile è stata disposta la consegna all’amministrazione comunale messinese e il trasferimento al patrimonio indisponibile dello stesso Comune affinché sia destinato a finalità sociali e istituzionali.

 

20 MARZO 2017 – CONTINUANO I CONTROLLI AI MEZZI ADIBITI AL TRASPORTO DI ALIMENTI

SEQUESTRATI 900 KG DI SURGELATI DESTINATI A LOCALI DI RISTORAZIONE. DENUNCIATE TRE PERSONE.

Gli agenti del Distaccamento della Polizia Stradale di Barcellona P.G., nell’ambito di specifici servizi mirati al controllo di mezzi adibiti al trasporto di alimenti, al fine di verificarne l’esatta conservazione, hanno sequestrato circa 900 Kg di alimenti surgelati non idonei al consumo umano, denunciando il conducente del mezzo su cui sono stati rinvenuti e i due titolari della ditta che ne curava la distribuzione. Inoltre, è stato sottoposto a fermo amministrativo un camion frigo e nei confronti dei trasgressori sono state elevate sanzioni per migliaia di euro.

Dai controlli operati su un mezzo di una società di distribuzione all’ingrosso di alimenti, effettuati con l’ausilio di personale del servizio veterinario dell’ASP 5, è emerso che gli alimenti surgelati trasportati (prodotti ittici, ricotta e latticini, rustici, verdura, frutta prodotti da forno pasta fresca, carne, pizza, ecc.), destinati ad attività commerciali di Barcellona P.G., Milazzo, Villafranca Tirrena, Rometta e Messina, erano conservati a temperatura non idonea e secondo modalità che ne avrebbero causato lo stato di alterazione.

22 MARZO 2017 – ALTRA TENTATA RAPINA SVENTATA DALLA POLIZIA DI STATO

A finire in manette stavolta Sottile Gaetano, un trentaseienne catanese pluripregiudicato, che a volto scoperto ed incurante del rischio ha tentato in pieno centro di rapinare il titolare di un’edicola. Erano circa le 20.30 quando la vittima si apprestava a chiudere l’esercizio commerciale. Sopraggiunto da dietro, l’arrestato gli puntava un coltello alla schiena intimandogli la consegna di tutto quanto in suo possesso. Riuscito a fuggire, nonostante la resistenza dell’aggressore, il malcapitato trovava rifugio presso un tabacchi, da dove notava l’arrivo tempestivo delle Volanti.

I poliziotti circondavano Piazza Cairoli, luogo della tentata rapina, visionavano in tempo reale le immagini delle telecamere presenti e raccoglievano la testimonianza dell’aggredito.

Riuscivano, in tal modo, ad individuare il Sottile che, pertanto, veniva bloccato e sottoposto a perquisizione.

Si procedeva, conseguentemente, al sequestro del coltello trovatogli addosso ed all’arresto.

28 MARZO 2017 – INFERNO TRA LE MURA DOMESTICHE. ARRESTATO MARITO VIOLENTO

Le aveva reso la vita un inferno. Un matrimonio lungo 22 anni durante i quali lei aveva subito ogni tipo di sopruso sino a quando ha deciso di denunciare e chiedere aiuto alla Polizia.

Le indagini portate avanti dai poliziotti delle Volanti hanno permesso di ricostruire una realtà quotidiana fatta di violenze e maltrattamenti. La vittima era costretta a subire percosse e insulti, violenze fisiche e verbali.

Gli scatti d’ira del marito, improvvisi e immotivati, spesso riconducibili all’abuso di alcool e sempre più frequenti, hanno avuto seguito anche dopo la separazione, nel 2016. L’uomo ha infatti continuato a perseguitare e molestare la donna.

Ieri è scattato l’arresto. Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, con ordinanza di misura cautelare, l’uomo è stato sottoposto agli arresti domiciliari presso domicilio diverso da quello familiare.

28 APRILE – PATTI. TRUFFA DELLA FALSA EREDITÀ. LA POLIZIA RECUPERA LA SOMMA TRUFFATA E ARRESTA I DUE RESPONSABILI

Ce l’avevano fatta. Erano riusciti a truffare al malcapitato la bellezza di 15.000 euro. DISCOLPA Carmelo e MICALI Antonino, messinesi, entrambi 67 anni, personaggi già noti alle forze di polizia, sono gli autori della cosiddetta “truffa dell’eredità”, messa  a segno ieri mattina, a Patti, ai danni di un settantaseienne.

Il canovaccio è sempre lo stesso: uno dei due truffatori avvicina la vittima in strada chiedendole se conosce il signor “x”, in questo caso un inesistente medico che in passato ha curato e guarito il padre anziano, prossimo alla dipartita e intenzionato a donare al medico una grossa somma per ricompensarlo. A questo punto entra in scena il secondo truffatore che conosce il medico e comunica che lo stesso è deceduto anni addietro. Cosa fare della grossa donazione? Il primo truffatore è disposto a cederne un’ingente parte ai due incontrati per strada ma serve denaro contante per ratificare l’atto dal notaio. Se la vittima ci casca, i truffatori convincono la stessa a prevelare la somma necessaria e una volta ottenutala, scompaiono nel nulla.

E’ andata così anche ieri. I due truffatori si sono fatti consegnare i 15.000 euro e hanno convinto la vittima a scendere dalla macchina per comprare delle marche da bollo in un tabacchi. Poi la fuga.

A cambiare il finale è però intervenuto il caso che ha fatto sì che la vittima incontrasse la figlia mentre la truffa era in atto. La donna ha capito che qualcosa non andava e ha chiesto aiuto ai poliziotti del Commissariato di P.S. di Patti, fornendo loro preziose informazioni sull’auto dei truffatori e sui loro spostamenti.

I poliziotti li hanno tallonati sino a Falcone, via autostrada, riuscendo a bloccarli poco fuori il centro abitato. Avevano ancora i 15.000 euro, poi riconsegnati al proprietario. Uno dei due malviventi teneva nella tasca dei pantaloni l’ulteriore somma di 900 euro sulla cui provenienza non ha saputo fornire alcuna spiegazione e pertanto è stata sottoposta a sequestro.

I truffatori sono stati arrestati e, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, sottoposti agli arresti domiciliari.

16 MAGGIO 2017 – SCAPPA E CHIEDE AIUTO DOPO L’ENNESIMA VIOLENZA

LA POLIZIA ARRESTA COMPAGNO VIOLENTO

I poliziotti delle Volanti impegnati nel controllo del territorio l’hanno soccorsa in strada ieri pomeriggio, intorno alle 16.00. La donna aveva un vistoso ematoma in fronte ed era in evidente stato di choc.

L’hanno immediatamente accompagnata presso il più vicino pronto soccorso ospedaliero dove è stata medicata e hanno quindi raggiunto a casa l’autore delle lesioni riportate dalla vittima. Trattasi del compagno da cui era scappata dopo essere stata picchiata. Ulteriori accertamenti hanno fatto emergere altri episodi di violenza. In un caso l’uomo le aveva procurato la frattura di due costole.

I poliziotti hanno pertanto proceduto all’arresto dell’uomo per i reati di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, lo stesso è stato sottoposto agli arresti domiciliari presso un indirizzo diverso da quello condiviso con la donna sino al rito direttissimo previsto per stamani.

23 MAGGIO 2017 – ARRESTATI DALLA POLIZIA DI PATTI I RESPONSABILI DELLA GRAVE AGGRESSIONE AI DANNI DI UN ULTRAOTTANTENNE DI GIOIOSA MAREA.

UNA DONNA ED UN DICIASETTENNE DOVRANNO RISPONDERE DI TENTATO OMICIDIO E RAPINA AGGRAVATA.

Hanno agito con premeditazione e con incredibile violenza gli autori del tentato omicidio e della rapina ai danni di un ultra-ottantenne aggredito nella serata dello scorso 15 aprile.

Scenario dei fatti è il comune di Gioiosa Marea, contrada Palombaro, in aperta campagna, dove la vittima vive. Stava mungendo una capra nell’ovile, adiacente alla sua abitazione, quando è stato raggiunto da uno dei due autori dell’aggressione, un diciassettenne, originario di Corleone, che lo ha colpito ripetutamente alle spalle con un bastone. Quando la vittima ha tentato di reagire è entrata in scena la complice, PORCARO Angela, trentenne nata a Termini Imerese, con precedenti per minacce, molestie e oltraggio a pubblico ufficiale, che non ha esitato a colpire violentemente l’ultraottantenne con delle pietre. Gli hanno quindi sfilato portafogli e chiavi di casa che l’uomo teneva in tasca e sono scappati via, lasciando la vittima esanime a terra con una frattura al cranio, numerose ferite lacero contuse ed escoriazioni nel resto del corpo.

Ai due responsabili sono risaliti i poliziotti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Patti, attraverso un capillare lavoro investigativo, partendo da un “pizzino”, una traccia lasciata dal diciasettenne che aveva già avvicinato la vittima nella stessa giornata dell’aggressione. Si era, infatti, presentato a casa sua nello stesso pomeriggio con un bimbo di pochi anni, chiedendo dell’olio da comprare. La vittima lo aveva fatto accomodare, gli aveva offerto da bere e dato un dolcetto al bambino. Aveva chiesto poi al diciassettenne di lasciargli il numero di telefono per poterlo contattare una volta trovato il venditore d’olio. Numero di telefono che il diciassettenne ha scritto su un foglietto, indicando nome di battesimo e luogo di origine.

La articolata attività investigativa condotta dai poliziotti, attraverso la descrizione fornita dalla vittima, che, anche se sorpreso alle spalle, era riuscito a riconoscere nell’aggressore il ragazzo accolto in casa poche ore prima, insieme alle testimonianze di alcuni vicini e ai riscontri calligrafici ha permesso l’emissione di due distinte misure cautelari a carico degli autori del grave episodio criminale.

La prima, emessa dal GIP presso il Tribunale di Patti, dottor Andrea La Spada, su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica, dottoressa Giorgia Orlando, è a carico di PORCARO Angela e ne ha disposto il trasferimento in carcere presso la casa circondariale di Palermo.

La seconda, emessa dal GIP presso il Tribunale per i minorenni di Messina, dottor Michele Saya, su richiesta del Sostituto Procuratore, dottor Andrea Pagano, ha disposto la detenzione del diciassettenne presso l’istituto di custodia per minorenni di Palermo.

All’alba di stamani le misure sono state seguite dagli agenti del Commissariato di Patti, con la collaborazione dei colleghi dei Commissariati di Termini Imerese e di Corleone.

27 MAGGIO 2017 – Sono stati individuati dagli agenti della Squadra Mobile gli autori della cruenta aggressione perpetrata nei confronti di un ventinovenne la notte tra sabato e domenica scorsa nelle vie dove nei fine settimana si concentra la movida cittadina

Gli investigatori, dopo una articolata e tempestiva attività, hanno chiuso il cerchio su cinque giovanissimi responsabili dell’efferato gesto, scaturito da un banale diverbio che, nato aH’interno di un locale, scatenava l’ira del gruppo.

IL malcapitato, insieme ad un amico che era in sua compagnia, veniva violentemente aggredito dal branco a calci e pugni, rimanendo inerme e sanguinante a terra e pertanto ricoverato in prognosi riservata

La triste scena tuttavia veniva immortalata dai sistemi di video – sorveglianza che insistono nella centralissima zona , la cui accurata visione permetteva di ricostruire le dinamiche deirincresciosa vicenda nonché di individuare i responsabili in:

  • TAVILLA Giovanni di anni 19 con precedenti per reati contro il patrimonio e lesioni personali
  • DODDIS Alessio di anni 20 incensurato;
  • DI STEFANO Giosuè di anni anni 18 incensurato;
  • BRUNO Luigi di anni 18 incensurato;
  • LEGGIO Michele di anni 21 incensurato.

Gli stessi nella mattinata odierna sono stati condotti in carcere a seguito dell’ordinanza di misura cautelare emessa dal GIP – Dott.ssa Monia DE FRANCESCO e su richiesta del Sost. Procuratore – Dott.ssa Alessia GIORGIANNI.

 

 

29 MAGGIO 2017 SPARATORIA VILLAGGIO MATTEOTTI. LA POLIZIA INDIVIDUA IL RESPONSABILE

Risale a ieri pomeriggio l’arresto eseguito dalla Squadra Mobile della Questura di Messina nei confronti di SANTAMARIA Giacomo, messinese trentanovenne, pluripregiudicato.

E’ lui l’autore della gambizzazione avvenuta sabato notte su viale Annunziata.

Tempestiva l’attività investigativa dei poliziotti che ha permesso di risalire all’autore dell’efferato gesto. Raggiunto presso la propria abitazione nascondeva l’arma utilizzata per la commissione del fatto e gli indumenti indossati quella notte oltre che un fucile a canne mozze.

E’ stato condotto presso la locale casa circondariale di Gazzi in attesa di giudizio.

31 MAGGIO 2017 – MESSINA. LA POLIZIA DI STATO SGOMINA UNA PERICOLOSA BANDA DI RAPINATORI. ARRESTATI, FRA GLI ALTRI, UN IMPIEGATO DI BANCA ED UNA GUARDIA PARTICOLARE GIURATA

Nelle prime ore di stamattina, personale della Squadra Mobile di Messina sotto la direzione del Procuratore della Repubblica del Tribunale di Barcellona P.G. Dr. Emanuele CRESCENTI, ha dato esecuzione alle ordinanze di applicazione della Misura della Custodia Cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Barcellona P.G. Dr Salvatore PUGLIESE, su richiesta dei Sostituti Procuratori D.ssa Sarah Caiazzo e Dr Alessandro Liprino, nei confronti di sei soggetti, dei quali due già detenuti, ritenuti responsabili a vario titolo ed in concorso tra loro dei reati di tentata rapina aggravata, lesioni personali aggravate, porto illegale di arma e rapina aggravata:

  • NUNNARI Vincenzo, nato a Messina il 12.01.1957
  • DI PAOLA Salvatore, nato a Messina il 21.08.1998
  • CORTESE Giovanni, furto, nato a Messina il 02.01.1974
  • MAZZA Rosario, nato a Messina il 24.11.1955
  • MASCARESE Antonio, nato a Messina il 20.07.1971
  • SILVESTRI Mirko, nato a Messina il 20.07.1983

L’attività di indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto, trae origine dal tentativo di rapina commesso in data 01.12.2016, intorno alle ore 6.30, presso la biglietteria degli aliscafi Liberty Lines di Milazzo, quando tre individui travisati ed armati di pistola aggredivano due Guardie Giurate che, addette al servizio di trasporto valori alle Isole Eolie, trasportavano ingenti somme di denaro custodite in uno zaino ed in un trolley.

In particolare uno dei malviventi colpiva con il calcio della pistola più volte una delle guardie provocandogli una ferita scomposta alla clavicola ed un trauma cranico con prognosi di 20 giorni.

Al fine di difendere il collega, l’altra guardia instaurava un conflitto a fuoco con i rapinatori che, dopo aver risposto allo stesso modo, desistevano dall’intento criminoso e fuggivano senza riuscire a impossessarsi della refurtiva.

Grazie alla visione delle immagini di videosorveglianza insistenti nella zona si individuava l’autovettura utilizzata dai malfattori,  una mini cooper oggetto di furto.

Dal monitoraggio dei movimenti del mezzo in questione si deduceva che i rapinatori fossero a conoscenza di tutti gli spostamenti del furgone portavalori sul quale viaggiavano le due guardie giurate prima di parcheggiarlo nei pressi del porto di Milazzo.

Attività tecniche di intercettazione consentivano di individuare nelle gpg  MAZZA Rosario e MASCARESE Antonio i basisti.

MASCARESE dipendente della società Sicurtrasport di Messina tra l’altro la stessa mattina si trovava a bordo di uno dei furgoni della ditta che era partito contemporaneamente a quello sul quale viaggiavano le due guardie successivamente aggredite. Dopo un primo tratto di strada percorso insieme i due mezzi si separavano all’altezza del casello di Milazzo.

Si riusciva altresì, tramite la medesima attività intercettiva ad individuare due dei tre assalitori che si identificavano in NUNNARI Vincenzo e DI PAOLA Salvatore.

L’attività menzionata ha permesso di prevenire la perpetrazione di ulteriori rapine fino al 28.03.2017 quando invece veniva consumata rapina presso l’istituto Banca di Credito Peloritano di Barcellona P.G.

In tale circostanza intorno alle ore 11.30 un malvivente travisato da donna ed armato di taglierino, si introduceva all’interno della banca, dopo che il cassiere, Silvestri Mirko apriva la porta di sicurezza nonostante indossasse una parrucca, segno visibile di camuffamento.

Una volta all’interno armato di taglierino simulava, dinnanzi agli altri dipendenti, di minacciare il medesimo cassiere che sbloccava il sistema di sicurezza dell’ingresso permettendo anche al secondo complice travisato con un casco di accedere all’interno dell’istituto bancario e prelevare la somma di 420.000 euro posti  fuori dalla cassaforte, perché in attesa di essere prelevati dal portavalori della ditta sopra indicata.

Dalle intercettazioni di precedenti conversazioni tra MAZZA E MASCARESE emergevano due elementi importanti: il loro coinvolgimento anche in tale fatto delittuoso poiché concordavano la ripartizione del bottino e menzionavano esplicitamente l’istituto di credito in questione; la sostituzione di NUNNARI, nel frattempo arrestato insieme al Di Paola da questa Squadra Mobile per altri reati contro il patrimonio commessi in Messina, con un nuovo referente del gruppo criminale, individuato in CORTESE Giovanni. Le responsabilità contestate per questo secondo evento criminoso sono quelle di ideatori per CORTESE Giovanni, NUNNARI Vincenzo e DI Paola Salvatore, di basisti anche in questa occasione per le due gpg MASCARESE e MAZZA e quelle di correo avendo consentito l’ingresso nell’istituto bancario per il cassiere SILVESTRI.

L’attività della Squadra Mobile esperita nelle prime fasi con i Commissariati di Pubblica Sicurezza di Milazzo e di Barcellona P.G. ha consentito così di sgominare una pericolosa banda dedita a rapine di rilievo sul territorio tirrenico.

3 GIUGNO 2017 PATTI: INTENTI A DEPREDARE L’AREA ARCHEOLOGICA DI TINDARI. FERMATI DALLA POLIZIA DUE TRAFUGATORI DI BENI ANTICHI

Ieri 2 giugno, i poliziotti del Commissariato di P.S. di Patti hanno tratto in arresto in flagranza GULISANO Gaetano, 54 anni, di Paternò (CT), e denunciato, altro catanese di 57 anni, residente a Paternò, perché sorpresi a scavare con un piccone ed una vanga all’interno del sito archeologico di Tindari (area protetta dai Beni Culturali) e dunque di interesse storico ed archeologico, così danneggiandola, nel tentativo di impossessarsi illecitamente di beni antichi.

La segnalazione è giunta al 113 di Patti nella notte tra l’1 ed il 2 giugno da parte dei custodi del sito archeologico di Tindari che avevano notato nel cuore della notte due persone che stavano scavando abusivamente nei pressi del Teatro greco. Venivano immediatamente avviate le ricerche da parte dei poliziotti anche con l’ausilio dei militari dell’Arma dei Carabinieri.

Giunti sul posto ed individuata la posizione dei malfattori, che si trovavano lungo un costone di roccia in una zona impervia da raggiungere, e valutate le possibili vie di fuga, senza perdere di vista quanto stessero facendo, continuamente impegnati nelle operazioni di scavo, i poliziotti li hanno attesi lungo una delle vie di fuga, aspettando che gli stessi risalissero dal costone, in modo tale da non permettere che si dileguassero lungo la scarpata. Una volta riusciti a guadagnare una breve distanza da essi, non senza difficoltà, considerata la zona scoscesa, riuscivano a bloccarne uno, mentre l’altro individuo, si dava alla fuga per la scarpata, riuscendo ad allontanarsi.

La persona bloccata è stata successivamente identificata in GULISANO Gaetano, il quale, a seguito di perquisizione, risultava in possesso di una lampadina tascabile a led di colore azzurro, oltre ad un piccone ed una vanga per scavare.

Nel frattempo, altro personale intervenuto, si portava immediatamente nei pressi dell’area sottostante al Teatro Greco, alla ricerca del fuggitivo, rintracciato poco dopo, ai piedi di Tindari, nei pressi dell’autovettura che i due avevano utilizzato per portarsi sul luogo.

Entrambi venivano accompagnati presso gli Uffici del Commissariato di P.S. di Patti per il disbrigo delle ulteriori formalità. GULISANO Gaetano è stato tratto in arresto e, su disposizione del Sostituto Procuratore della Procura della Repubblica di Patti dr.ssa Francesca Bonanzinga, verrà giudicato nella mattinata odierna con rito direttissimo, denunciato il complice.

Dovranno rispondere di tentato furto aggravato.

12 GIUGNO 2017 – LA POLIZIA ARRESTA TOPI D’APPARTAMENTO IN AZIONE

Sono stati arrestati sabato sera, intorno alle 22.00, per tentato furto aggravato in concorso in flagranza di reato. NERONI Domenico Giovanni, 28 anni e STRACUZZI Silvio, 36 anni, entrambi messinesi, con numerosi precedenti tra cui furto in appartamento, sono stati immediatamente riconosciuti dagli agenti delle Volanti, allertati dalla segnalazione di  un cittadino.

Le persiane dell’appartamento preso di mira erano state già forzate e aperte quando i poliziotti sono intervenuti. I due hanno tentato di defilarsi ma sono stati bloccati ed arrestati. Uno dei due aveva ancora addosso una torcia, un paio di guanti e un cacciavite. Materiale similare è stato trovato nel vano sottosella dello scooter dell’altro, parcheggiato a pochi metri e col motore ancora caldo.

Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, i malviventi sono stati sottoposti agli arresti domiciliari in attesa di rito direttissimo con il quale è stato convalidato l’arresto. Lo scooter, peraltro privo di copertura assicurativa, è stato sequestrato.

12 GIUGNO 2017 – STRAORDINARI CONTROLLI NEL WEEK-END. NEL MIRINO DELLA POLIZIA LA GUIDA SOTTO L’EFFETTO DI ALCOOL E DROGA

Servizi specifici, di contrasto al fenomeno della guida in stato di ebbrezza alcolica o di alterazione dopo aver assunto sostanze stupefacenti o psicotrope, sono stati organizzati e messi in atto dalla Questura di Messina nello scorso week-end. La Polizia di Stato (Polizia Stradale e Volanti) ha effettuato serrati controlli sugli automobilisti in città, specie nelle zone maggiormente frequentate.  Presente anche un team cinofili antidroga.

I controlli sono stati effettuati con l’ausilio di un’equipe composta da medico e personale paramedico dell’ufficio sanitario della Questura di Messina. L’attività di accertamento delle condizioni psico-fisiche dei conducenti è stata infatti svolta impiegando test qualitativi monouso a bordo di idoneo automezzo sanitario della Polizia di Stato per garantire la dovuta riservatezza. Sono stati utilizzati i precursori per lo screening veloce per verificare la positività derivante dall’assunzione di sostanze alcoliche e stupefacenti nonché gli etilometri per l’accertamento della guida in stato di ebbrezza alcolica.

Tutti i conducenti dei veicoli controllati sono stati controllati e sottoposti a drug e alcool test. Tra questi una persona è risultata positiva all’alcool test, un’altra al drug test. Quest’ultima è stata denunciata all’Autorità Giudiziaria per guida sotto l’effetto di sostanze psicotrope.

Sono state inoltre accertate numerose infrazioni al Codice della Strada: due le patenti ritirate ed una carta di circolazione sospesa.

I servizi specifici, di contrasto al fenomeno della guida in stato di ebbrezza alcolica o dopo aver assunto sostanze stupefacenti, proseguiranno nelle prossime settimane.

19 GIUGNO 2017 – 6 ARRESTI IN SOLI DUE GIORNI. EFFICACE ATTIVITÀ DI CONTROLLO DEL TERRITORIO DA PARTE DELLA POLIZIA DI STATO 

L’intensa e costante attività di controllo dl territorio ha portato la Polizia di Stato a trarre in arresto sei individui in soli due giorni. E’ di sabato scorso l’arresto per tentata estorsione e lesioni aggravate di due marocchini, madre e figlio, ai danni di una 30enne loro connazionale.

Si tratta di GHAZI Hnia e CHAFIK Mohamed, rispettivamente di 57 e 29 anni.

L’attività congiunta dei poliziotti dell’U.P.G.S.P. e del Commissariato Messina-Nord ha posto fine ad una lunga serie di aggressioni e minacce ai danni della giovane donna che, all’arrivo dei poliziotti e, nonostante la loro presenza, veniva ripetutamente spintonata sebbene in compagnia dei due figli di tenera età.

Traumi al volto, escoriazioni ed ematomi in varie parti del corpo, con prognosi di 20 giorni, i segni della violenza.

Come riferito dalla vittima l’episodio è solo l’ultimo di una serie di minacce ed aggressioni a lei ed al marito.

Una violenza volta a farla desistere dal vendere la propria merce, regolarmente autorizzata, in una zona dove prepotentemente gli autori del fatto rivendicavano l’esclusiva.

Da ciò un’escalation di azioni aggressive che grazie ai poliziotti si è conclusa sabato mattina con l’arresto dei due nordafricani condotti preso la casa circondariale Messina Gazzi e messi a disposizione dell’A.G.

E’ di ieri mattina, invece, l’intervento delle Volanti, sul viale Giostra, nell’area dell’ex Mandalari, a seguito di una segnalazione di persona accoltellata.

Giunti sul posto viene subito individuata la vittima di nazionalità tunisina, dalla quale si apprende che a seguito di una lite per futili motivi un suo connazionale lo aveva colpito al petto con un coltello procurandogli un ferita, successivamente giudicata guaribile in gg. 10.

Gli immediati accertamenti esperiti permettono di risalire all’identità dell’aggressore rintracciato poco dopo nei pressi del luogo ove è sua abitudine dimorare.

Si tratta di Ben Amir Anis tunisino di 36 anni, che annovera a suo carico numerosi precedenti per droga e reati contro la persona e la giustizia.

Il trentaseienne è stato arresto per lesioni personali aggravate, e su disposizione dell’A.G. è stato trattenuto presso le camere di sicurezza in attesa di essere giudicato stamani con rito direttissimo.

Ed ancora nel pomeriggio di domenica, i poliziotti arrestano in flagranza di reato due minorenni di 15 e 16 anni e Bruno Luigi, messinese di 19 anni, già arrestato dalla Polizia perché coinvolto nella rissa del 21 maggio scorso. I reati a loro contestato tentata rapina pluriaggravata e lesioni personali aggravate in concorso ai danni di un cittadino extracomunitario.

In particolare gli agenti, a seguito di segnalazione per rissa a bordo di un autobus di linea ATM, intervenivano in località Paradiso, dove apprendevano dall’autista del mezzo che un cittadino straniero era stato aggredito da cinque ragazzi, due dei quali datisi alla fuga all’arrivo dei poliziotti, tre invece ancora sul bus, che venivano immediatamente fermati.

La vittima, un venditore ambulante di 38 anni, confermava di essere stato aggredito, con pugni e calci, da cinque giovani, il cui intento era quello di impossessarsi della merce da lui venduta.

Presentando una vistosa ferita sanguinante al volto veniva condotto presso il pronto soccorso del Policlinico dove gli veniva refertata la frattura delle ossa del naso e trauma bozza frontale guaribile in giorni 30.

Inaudita violenza al tentativo di opporsi della povera vittima.

Gli autori identificati ed arrestati venivano condotti rispettivamente i due minori presso il C.P.A del Viale Europa, Bruno Luigi presso la casa circondariale di Messina Gazzi a disposizione dell’A.G.

Sempre nel weekend la Polizia di Stato ha effettuato il controllo di 133 veicoli, ha identificato oltre 200 persone e verificato la regolarità della sottoposizione ad obblighi (arresti domiciliari, detenzione domiciliare, sorveglianza speciale) di una ventina di persone circa.

20 GIUGNO 2017 – PATTI: OPERAZIONE “LINEA D’ADDIO 2

CHIUSO IL CERCHIO PER I COMPONENTI DELLA BANDA DI RAPINATORI RESPONSABILI DI INCURSIONI CRIMINALI IN VILLE DEL MESSINESE E DEL PALERMITANO

SCOPERTA DALLA POLIZIA UNA VERA E PROPRIA ASSOCIAZIONE PER DELINQUERE FINALIZZATA A RAPINE E FURTI. OTTO LE PERSONE ARRESTATE

Sono stati definitivamente incastrati dalla Polizia i componenti della pericolosa banda, protagonisti di violente incursioni criminali in abitazioni del messinese e palermitano tra l’ottobre e dicembre scorsi.

All’odierno risultato si arriva a seguito di un minuzioso ed intenso lavoro investigativo svolto dai poliziotti del Commissariato di P.S. di Patti, coordinato dalla Procura della Repubblica di Patti che ha portato oggi a chiudere il cerchio e a smascherare le gravi responsabilità in capo ad una banda di malviventi, che privi di alcun scrupolo e con violente scorribande, si ingegnavano al fine di mettere a segno tutta una serie di colpi presso abitazioni private, per lo più ville isolate, del messinese e palermitano, spesso incutendo terrore alle loro vittime.

All’alba di stamani, i poliziotti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Patti, coadiuvati dai colleghi del Commissariato P.S. di Termini Imerese e del Posto Fisso di Polizia di Tortorici, hanno dato esecuzione all’ordinanza di misure cautelari emessa dal GIP, dr. Andrea La Spada, su richiesta del Sostituto Procuratore D.ssa Giorgia Orlando, con la quale risultano chiare le responsabilità di otto individui.

Sette sono gli esponenti della banda ad essere stati raggiunti da misura cautelare in carcere:

 

  • TERRANA Gianluca, classe 1986 di Termini Imerese (ritenuto il capo della banda);
  • INCARDONA Angelo, classe 1976 di Campofelice di Roccella
  • AUGETTO Giuseppe, classe 1987 di Termini Imerese;
  • LAMIA Francesco, classe 1988 di Termini Imerese;
  • LA BUA Antonino, classe 1989 di Termini Imerese;
  • AIOANI Robert Costantin, nato in Romania nel 1995;
  • HATOS Iulian Georgian, nato in Romania nel 1994.

Destinatario di misura cautelare degli arresti domiciliari è:

 

GALATI RANDO Franco, classe 1969, residente a Tortorici;

A seguito di una prima fase di indagine, scattata dopo la violenta rapina ai danni dei coniugi anziani di Ucria, sorpresi in piena notte nel sonno, nell’ottobre 2016, nella loro abitazione dai malviventi, che incappucciati e armati di coltello e mannaia, li derubavano con violenza di tutto ciò che di valore i due possedevano in casa e addosso, tenendoli, altresì, sotto sequestro, mentre i malviventi raggiungevano e razziavano una seconda abitazione sita a Capo D’Orlando, i poliziotti riuscivano nello scorso mese di gennaio, a bloccare i pericolosi criminali, individuando a loro carico tutta una serie di responsabilità non solo per la predetta rapina, ma anche per la commissione di altri furti in abitazione, messi a segno a Termini Imerese e a Sant’Agata di Militello.

Da allora, grazie al prosieguo di un poderoso lavoro investigativo, incessantemente condotto dai poliziotti, è stato possibile individuare e rivelare una pluralità di soggetti, risultati assiduamente impegnati in una frenetica attività di procacciamento di illeciti profitti, nonché a delineare i contorni di un sodalizio criminoso ben costituito ed organizzato, oggi ritenuto responsabile non solo dei fatti già accertati nella prima fase di indagine, ma di tutta una serie di nuovi fatti, commessi anche attraverso violenza diretta alle vittime.

L’attività investigativa sviluppata attraverso capillari operazioni di intercettazione telefoniche e di una attenta disamina dei tabulati telefonici, ulteriormente corroborate da preziosissimi elementi acquisiti, soprattutto in questa seconda fase, dall’analisi dei supporti telefonici sequestrati ai soggetti colpiti dalla prima ordinanza di misure cautelari (foto, messaggi vocali e conversazioni istantanee del tipo chat dell’applicativo whatsapp…), ha consentito di cristallizzare in capo ai malviventi una vera e propria associazione per delinquere dedita alla commissione di reati contro il patrimonio e la persona, facendo emergere la sussistenza di saldi legami tra gli associati, rafforzati da un stretta condivisione di interessi, da una assidua frequentazione personale, nonché da prassi operative condivise e reiterate. Una organizzazione che passa attraverso un collaudato modus operandi che parte dalla condivisione informativa dei luoghi e delle abitazioni da colpire, passando poi dai relativi sopralluoghi fino al raggiungimento degli illeciti, emergendo, così, il sistematico ricorso a veri e propri “copioni”, messi in atto mediante il sapiente coordinamento dell’operato di più persone dislocate in posti diversi con specifica ripartizione di ruoli. 

Infatti, nell’articolazione emergente all’interno del sodalizio criminoso sono isolabili posizioni marcatamente distinte e precise.

Tra loro spicca, certamente, la figura di TERRANA Gianluca, a cui è attribuibile un ruolo carismatico. Dotato di una evidente carica propulsiva rispetto alle attività illecite del sodalizio, è il promotore ed organizzatore delle attività illecite imputabili alla banda. Svolge una funzione di minuziosa pianificazione e preparazione dei “colpi” da eseguire, sia tenendo i contatti a monte con i “basisti” INCARDONA E GALATI RANDO dai quali acquisisce le informazioni necessarie all’individuazione degli obiettivi e alla esecuzione degli illeciti, sia procedendo ad accurati sopralluoghi preventivi sui luoghi prescelti, studiandone i relativi percorsi. Funge da raccordo delle attività dei sodali e, generalmente, rimane all’esterno delle abitazioni delle vittime a coordinare le materiali condotte dei complici durante gli assalti criminali, rivolgendo loro precisi ordinativi che vengono dagli stessi eseguiti, recuperando gli uomini alla fine o nel momento della fuga. Accompagna sui luoghi gli associati, dallo stesso ritenuti abili e affidabili per operare nelle incursioni nelle case prescelte, decidendo addirittura l’abbigliamento da indossare. Dispone, organizza e dirige attraverso un collaudato linguaggio metaforico, denominando le azioni criminali  come “campionato di calcetto”, ovvero definendo le stesse, soprattutto nella loro fase operativa, come “operazioni” mutuando chiaramente la terminologia dal gergo militare.

La sua personalità spregiudicata e caratura criminale è facilmente intuibile laddove lo stesso, come estrapolato dall’analisi del proprio apparecchio telefonico, si ritrae fotografandosi, mentre ostenta un notevole quantitativo di banconote di grosso taglio, provento di una delle tante incursioni, sintomatico della sua spavalderia.

LA BUA Antonino, LAMIA Francesco e AUGETTO Giuseppe sono collaboratori perfettamente a conoscenza delle attività del sodalizio, cui partecipano di volta in volta fattivamente, conseguendone parte dei proventi. Rappresentano i fedeli collaboratori di TERRANA, quasi sempre presenti fisicamente nell’esecuzione dei colpi; mettono a disposizione i propri veicoli per gli spostamenti, per i sopralluoghi e per l’esecuzione dei delitti.

INCARDONA Angelo è soggetto di vertice che, alla stregua di conoscenze imputabili ad attività personale o discendenti da qualificate relazioni con ulteriori fonti, dispone di un preciso patrimonio informativo connesso a selezionati obiettivi per le azioni criminali del gruppo e le mette a disposizione di esso dietro corrispettivo, interloquendo tendenzialmente con TERRANA. Partecipa personalmente a taluni colpi e, comunque, interviene direttamente al bisogno per assicurare la fuga dei sodali.

Altra figura di “basista” può certamente individuarsi in GALATI RANDO Franco, fonte di cui ci si avvale per la selezione di obiettivi per attività criminali da compiere nel messinese e segnatamente nel territorio nebroideo.

Infine, i rumeni AIOANI Robert Costantin e HATOS Iulian Georgian costituiscono manifestamente la pericolosa manovalanza delle cui attitudini ed abilità fisiche il sodalizio si avvale, disponendone secondo le esigenze, governandone i movimenti, conducendoli sui luoghi del delitto e recuperandoli a conclusioni delle operazioni criminali o in caso di fuga.

L’intensa attività di indagine ulteriormente svolta ha permesso di evidenziare la pericolosità del gruppo e di individuarne le responsabilità dei sodali in relazione ad una serie infinita di scorribande, oltre quelle già evidenziate.

Tra questi, tre furti in abitazione perpetrati nella notte tra il 2 ed il 3 dicembre scorsi a Lascari ed altro nella notte del 14 dicembre a Campofelice di Roccella, ove emergono chiare le modalità sistematiche di intervento del gruppo criminale, che opera, con metodi ben definiti e tempistiche ravvicinate.

L’organizzazione della banda e la sua pericolosità emergono ampiamente nella violenta tentata rapina in abitazione a Termini Imerese la sera del 10 dicembre, laddove i malviventi, questa volta, armati di pistole e tutti travisati, con scuri passamontagna, sciarpe e guanti facevano irruzione all’interno di una abitazione sita in zona di campagna, intimando, sotto la minaccia delle armi, alle tre donne anziane presenti di entrare nella stanza accanto. La riluttanza opposta da una delle donne, colpita da malore, scatenava la aggressività dei criminali, che iniziavano a schiaffeggiare le malcapitate, scaraventandole per terra. La brutale azione criminosa veniva interrotta ed i tre erano costretti a darsi a precipitosa fuga nelle campagne circostanti, grazie alle grida lanciate dalle donne, che attiravano l’attenzione di parenti, vicini di abitazione, che intervenivano in soccorso, ritrovandosi anche essi coinvolti nell’aggressione e ricevendo dai malviventi violente percosse. In questa occasione, un ulteriore elemento di carica criminosa è rappresentato dal nuovo e più evoluto modus operandi della banda, che, per la prima volta, dall’inizio dell’osservazione del sodalizio, ha fatto ricorso all’utilizzo di armi.

23 GIUGNO 2017 – FURTI DI RAME SULLA LINEA FERRATA: ARRESTATI DALLA POLIZIA TRE PREGIUDICATI MESSINESI.

2 MILA KG DI CAVI IN RAME SEQUESTRATI

Sono finiti in manette con l’accusa di furto aggravato in concorso i tre messinesi che ieri sera sono stati fermati dagli uomini della Polizia Ferroviaria di Messina, mentre asportavano dalla stazione RFI di Contesse  circa due tonnellate di cavi contenenti rame.

Si tratta di Lucio CORTESE, 33 anni, Vincenzo ROMEO, 43 ANNI e Maurizio ROMEO, 53 anni. Tutti già ampiamente conosciuti alle forze dell’ordine.

Il primo passo per impossessarsi dell’oro rosso era stato compiuto la scorsa settimana, verosimilmente proprio dai tre arrestati, quando si erano introdotti nella stazione ferroviaria e, scoperchiando una botola, avevano sezionato oltre 2.500 metri di cavi, lasciandoli poi lì pronti ad essere asportati in seguito.

Accortosi dell’anomalia il personale della Rete Ferroviaria Italiana aveva denunciato l’accaduto allertando i poliziotti della Polfer che, dopo diversi giorni di indagini, sopralluoghi ed osservazioni, intorno alle 21.30 di ieri sera sono riusciti ad intercettare i ladri.

I poliziotti sono arrivati mentre i tre erano intenti ad estrarre i cavi da una botola e, appostatisi nelle vicinanze, li hanno osservati mentre, metodicamente, li sezionavano e li arrotolavano in matasse più maneggevoli, per poi trasportarli in un magazzino in disuso. Attività questa durata circa due ore e costantemente osservata dai poliziotti, nonostante i tre tentassero di prendere tutte le precauzioni assicurandosi di non essere osservati. Terminato il lavoro i ladri hanno caricato parte del materiale in un’autovettura e uno di loro si è messo alla guida allontanandosi dalla stazione. A quel punto i poliziotti sono intervenuti e hanno bloccato al contempo sia la macchina con a bordo i cavi elettrici, sia i due uomini che erano rimasti nel magazzino dove era stata stipata una parte della refurtiva.

Gli arrestati, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, sono stati accompagnati in Tribunale per essere sottoposti a procedimento penale per direttissima.

LA POLIZIA ARRESTA TOPI D’APPARTAMENTO IN AZIONE

Sono stati arrestati sabato sera, intorno alle 22.00, per tentato furto aggravato in concorso in flagranza di reato. NERONI Domenico Giovanni, 28 anni e STRACUZZI Silvio, 36 anni, entrambi messinesi, con numerosi precedenti tra cui furto in appartamento, sono stati immediatamente riconosciuti dagli agenti delle Volanti, allertati dalla segnalazione di  un cittadino.

Le persiane dell’appartamento preso di mira erano state già forzate e aperte quando i poliziotti sono intervenuti. I due hanno tentato di defilarsi ma sono stati bloccati ed arrestati. Uno dei due aveva ancora addosso una torcia, un paio di guanti e un cacciavite. Materiale similare è stato trovato nel vano sottosella dello scooter dell’altro, parcheggiato a pochi metri e col motore ancora caldo.

Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, i malviventi sono stati sottoposti agli arresti domiciliari in attesa di rito direttissimo con il quale è stato convalidato l’arresto. Lo scooter, peraltro privo di copertura assicurativa, è stato sequestrato.

27 GIUGNO 2017 – SALUTE PUBBLICA. LA POLIZIA SEQUESTRA 2000 KG DI ALIMENTI ALTERATI

Mozzarella, burro, pasta filata e formaggi di vario tipo. 2000 chili di alimenti trasportati a bordo di un camion frigo ad una temperatura tre volte superiore a quella prevista per una corretta conservazione.

Il mezzo è stato fermato e sottoposto a controllo dagli agenti del Distaccamento Polizia Stradale di Barcellona Pozzo di Gotto, ieri pomeriggio, durante specifici servizi predisposti nell’area vicino la stazione ferroviaria con l’ausilio del Centro Mobile di Revisione del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti.

La successiva verifica operata da personale del servizio veterinario ASP 5 di Barcellona Pozzo di Gotto ha confermato lo stato di alterazione dei prodotti e la non idoneità per il consumo umano.

I poliziotti hanno pertanto proceduto alla denuncia in stato di libertà del conducente del camion frigo e del titolare della società di distribuzione. La merce, destinata ad attività commerciali e di ristorazione di Barcellona Pozzo di Gotto e Milazzo è stata sequestrata. Ritirata la carta di circolazione del mezzo ed elevate sanzioni per oltre 2.000 euro.

Ulteriori violazioni al Codice della Strada sono state accertate e contravvenzionate nel corso dei servizi.

1 LUGLIO 2017 – TELECAMERE A SORVEGLIANZA DEL PERIMETRO DELL’ABITAZIONE DOVE NASCONDEVA LA DROGA. ARRESTATO

E’ Arrigo Antonino, genovese di origine ma residente a Messina, il quarantatreenne tratto in arresto per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio ieri dalla Squadra Mobile della Città della Stretto con la collaborazione dell’unità cinofila del locale Gruppo della Guardia di Finanza.

Una perquisizione presso l’abitazione del predetto portava al rinvenimento di un ingente quantitativo di cocaina, marijuana ed hashish oltre ad un’agenda con manoscritti di conteggi e nominativi e la cifra contanti di € 1.000.00 conservata nella tasca di un indumento riposto nell’armadio della stanza da letto.

Un’organizzazione da vero professionista del campo evidenziata da un sofisticato sistema di sorveglianza: 4 telecamere posizionate sul tetto della palazzina e collegate a due televisori, collocati uno nel salone d’ingresso l’altro in cucina, davano un’ampia panoramica sia del piazzale condominiale che del retro.

L’Arrigo aveva in tal modo la possibilità non solo di monitorare ed organizzare il flusso dei clienti ma anche di vigilare costantemente l’accesso  all’area condominiale per eventualmente disfarsi degli stupefacenti in caso di sortite delle Forze dell’Ordine, come effettivamente tentava di fare nel corso dell’attività di polizia.

Ed infatti la sostanza meglio sopra precisata veniva lanciata all’interno di un sacchetto di plastica dalla finestra dell’abitazione e raccolta prontamente dagli operatori di polizia che molto opportunamente avevano circondato il perimetro della palazzina.

Sostanza stupefacente veniva rinvenuta anche all’interno dell’abitazione e più precisamente in un portacenere avvolta in della carta stagnola.

Agli arresti domiciliari presso l’abitazione di residenza, l’Arrigo, nella mattinata odierna, sarà sottoposto a processo per direttissima.

3 LUGLIO 2017 – “MANI DI FATA” TRADITO DALLE TELECAMERE. SVALIGIÒ APPARTAMENTO A PASQUA IN ZONA NORD, OGGI IN CARCERE

Aveva ripulito l’intero appartamento. Cassaforte depredata, argenti di famiglia trafugati. Approfittando della giornata festiva e dell’assenza dei padroni di casa, il topo d’appartamento aveva forzato il cancello d’ingresso e, con tutta calma, razziato anche carte di credito e computer.

E’ successo a Pasqua, il 16 aprile scorso, in un appartamento della zona nord. Fallito il tentativo di ripulire anche il centro estetico del pian terreno. Sono state le telecamere presenti nell’esercizio commerciale a tradire il ladro e a permetterne l’individuazione.

Trattasi di MONDELLO Paolo, 55 anni, messinese, soggetto già noto alle forze di polizia, con plurimi precedenti per reati contro il patrimonio e meglio conosciuto come “Mani di fata”.

I poliziotti delle Volanti, visionando le immagini del sistema di videosorveglianza, lo avevano riconosciuto e denunciato. Erano anche riusciti a recuperare parte della refurtiva.

Ieri gli stessi agenti delle Volanti hanno eseguito la misura cautelare emessa dal Tribunale di Messina trasferendo l’uomo presso la casa Circondariale Messina Gazzi.

24 LUGLIO 2017 – FIAMME SULLE COLLINE DI FONDO FUCILE. MINORENNI I RESPONSABILI BLOCCATI DALLA POLIZIA

Una ragazzina di 14 anni e due coetanei di 13 e 15 sono i responsabili dell’incendio che sabato pomeriggio ha interessato le colline dell’area di Fondo Fucile.

Avevano ancora nelle tasche gli accendini con cui hanno appiccato il fuoco quando sono stati sorpresi dai poliziotti. Li hanno consegnati agli agenti e hanno confessato quando hanno capito di essere stati scoperti. “Abbiamo fatto una stupidaggine”, ha ammesso uno dei tre. Nessuno ha saputo dare una spiegazione a quanto fatto.

Gli agenti delle Volanti, impegnati nel controllo del territorio e subito intervenuti, erano stati allertati da numerose telefonate di cittadini preoccupati per le improvvise fiamme che velocemente si stavano propagando. Alcuni avevano notato i tre ragazzini muoversi su per la collina.

I Vigili del Fuoco, immediatamente interessati dalla Sala Operativa della Questura, sono riusciti a bloccare l’incendio e ad evitare che le fiamme raggiungessero le vicine abitazioni presenti ai piedi della collina. Una vasta porzione di vegetazione è comunque andata distrutta.

I tre responsabili, incensurati, sono stati deferiti alla competente Autorità Giudiziaria per i Minorenni per il reato di incendio boschivo e riaffidati ai congiunti.

28 LUGLIO 2017 – RAPINA AD ADDETTO CONSEGNA PIZZA EXPRESS. LA POLIZIA NE ARRESTA GLI AUTORI

Hanno cercato di perpetrare una seconda volta e con le stesse modalità la rapina ai danni del  dipendente di una pizzeria che consegna a domicilio. Questa volta ad attenderli i poliziotti delle volanti della Questura di Messina che prontamente ne hanno impedito la consumazione. Tutto ha inizio la notte del 26 luglio quando attraverso una nota applicazione on line venivano ordinate quattro pizze e altrettante bottiglie di coca cola in una pizzeria della città. La vittima del reato, che di lì a poco si sarebbe realizzato, giunta sul luogo concordato veniva accolta da quattro ragazzi stranieri uno dei quali, dopo essersi impossessato di quanto ordinato, le  sferrava un violento calcio all’addome. Il malcapitato ritornato in forze si dava alla fuga e lo stesso facevano l’aggressore ed i suoi complici dopo averlo per un breve  tratto inseguito. Il copione veniva ripetuto  l’indomani, più precisamente la notte del 27 luglio: stessa ordinazione online da stessa utenza telefonica, medesimo luogo di consegna. Da ciò la richiesta di intervento delle volanti che ponendosi a debita distanza dell’addetto alla consegna rintracciavano quattro persone successivamente riconosciute dalla vittima della rapina di cui sopra come autrici della stessa .Trattasi di tre maggiorenni Montalto Rico classe 1994, Nather Ewric classe 1998, Trifellner Meryem classe 1995 e di una minorenne  tutti di nazionalità tedesca a bordo di una Ford Focus station Wagon di colore nero intestata ad altro loro connazionale. La perquisizione del mezzo portava al sequestro di  tre coltelli, un’ascia, un seghetto, una sacca, due telefoni cellulari, un portafogli e due targhe  abbinate ad autovettura italiana di proprietà di un messinese che contattato telefonicamente, all’oscuro di quanto accaduto,ne confermava la paternità. Visti i gravi indizi di colpevolezza suffragati dal riconoscimento da parte della vittima degli autori della rapina  ai quali veniva altresì  contestato il reato di ricettazione si procedeva al fermo di P.G. e si informava di quanto accaduto l’A.G. I maggiorenni venivano condotti presso la Casa circondariale di Gazzi, la minorenne affidata ai servizi sociali del Comune.

 

1 AGOSTO 2017 – MILAZZO – DUPLICE ARRESTO ALLA FERMATA DEI BUS. LA POLIZIA SEQUESTRA 2 KG DI MARIJUANA NASCOSTI TRA PATATE E CIPOLLE

Atteggiamento guardingo, cauto e circospetto: questo quello che ieri pomeriggio insospettiva i poliziotti del Commissariato di Milazzo impegnati nei consueti servizi di prevenzione e repressione del traffico illecito di sostanze stupefacenti. Lui è Cuzzupè Andrea, quarantaduenne milazzese, pluripregiudicato che, in compagnia della compagna, Giunta Agata quarantaduenne di Alì, sceso da un pullman nei pressi della fermata dell’autobus sita nelle vicinanze del Centro Commerciale Milazzo, prelevava dal vano  bagagli una voluminosa busta, pesante al punto da dover chiedere aiuto alla donna per il trasporto. I poliziotti, fermati i due individui, procedevano a perquisizione accertando che all’interno della busta di cui sopra, in due sacchi neri del tipo usato per i rifiuti, tra cipolle e patate, si trovavano ben 2,010 kg di marijuana. Il Cuzzupè e la Giunta venivano, pertanto, tratti in arresto e condotti, dietro disposizione dell’A.G,  presso la casa circondariale di Barcellona P.G per essere sottoposti a rito per direttissima. La sostanza stupefacente veniva sottoposta a sequestro.

2 AGOSTO 2017 – PISTOLA CARICA E COCAINA SEQUESTRATE DALLA SQUADRA MOBILE DELLA QUESTURA DI MESSINA. ARRESTATO QUARANTA DOMENICO

Pistola semiautomatica marca Browning calibro 6.35 con matricola punzonata e più di mezzo kg di cocaina quello che ieri i poliziotti della Squadra Mobile di Messina hanno sequestrato all’interno di un casolare nella disponibilità del cinquantaseienne  messinese pluripregiudicato Quaranta Domenico. L’operazione condotta dai poliziotti a seguito di una costante attività di osservazione che  da tempo interessa, tra gli altri, il quartiere di Mangialupi, ha avuto inizio nella tarda mattinata quando gli operatori hanno sottoposto a perquisizione il vecchio immobile le cui chiavi venivano fornite dallo stesso indagato. Negli stipetti della cucina avvolta in numerosi involucri trasparenti veniva rinvenuta la sostanza stupefacente, una pochette con all’interno un bilancino di precisione perfettamente funzionante, numerosi ritagli di cellophane usati comunemente per il confezionamento delle dosi. Ed ancora sempre custodita nell’armadietto della cucina  veniva ritrovata l’arma precedentemente descritta con serbatoio caricatore contenente proiettili inesplosi. Sequestrata altresì una cospicua somma di denaro custodita dal Quaranta nella tasca del pantalone. Gli operatori della Squadra mobile procedevano pertanto all’arresto del predetto per i reati di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente e detenzione di arma comune da sparo clandestina.

 

4 AGOSTO 2017 – TRENTENNE IN CARCERE PER ESTORSIONE, LESIONI E VIOLENZA PRIVATA. VITTIME DELL’UOMO LA MADRE E LA COMPAGNA

Sono stati gli agenti delle Volanti ad eseguire ieri la misura di custodia cautelare in carcere nei confronti di un trentenne messinese  procedendo al suo trasferimento presso la casa circondariale Messina Gazzi. I reati contestati sono estorsione, lesioni personali e violenza privata. Alla misura si è arrivati attraverso la ricostruzione da parte degli stessi poliziotti della delicata vicenda familiare che vede protagonista l’odierno arrestato e la sua famiglia, in particolare la madre e la convivente.

Da mesi infatti il trentenne era diventato l’incubo delle due donne con reiterate richieste di denaro alla prima e continui scatti di rabbia caratterizzati da un’insana gelosia nei confronti della seconda.

Alla volontà di giustificare tale condotta tentando di far ragionare l’uomo è subentrata la paura per una crescente violenza dimostrata in più occasioni.

Quando il trentenne ha iniziato a minacciare le due donne e a distruggere mobilia e suppellettili è scattata la richiesta di aiuto alla Polizia. La situazione è ulteriormente degenerata quando al rifiuto di dare altri soldi, il figlio ha aggredito il genitore fisicamente stringendogli le braccia con forza e strattonandolo.

LA POLIZIA DI STATO ESEGUE MANDATO D’ARRESTO EUROPEO PER UNO DEI COMPLICI DELLA RAPINA ALL’ADDETTO CONSEGNA PIZZA EXPRESS

Risale a qualche giorno fa il fermo di P.G ai danni di quattro tedeschi, tre maggiorenni ed una minorenne,  per il reato di rapina ai danni di un pony express addetto alla consegna delle pizze.

I quattro erano a bordo di una Ford Focus station Wagon intestata ad un loro connazionale quando i poliziotti delle volanti ne interrompevano, assicurandoli alla giustizia, gli ulteriori propositi criminosi.

Gli operatori ,come di consueto, iniziavano un’approfondita attività di indagine riguardante anche il mezzo all’interno del quale erano state, tra l’altro, rinvenute due targhe abbinate ad autovettura italiana di proprietà di un messinese.

Ebbene è di ieri pomeriggio l’esecuzione di un mandato europeo dell’A.G. Tedesca eseguito, per la minore, dai poliziotti dell’U.P.G.S.P della Questura di Messina per i reati di rapina ed estorsione ai danni del proprietario dell’autovettura commessi all’estero lo scorso luglio.

Anche questa volta la banda ha operato con le stesse modalità: una scusa per avvicinare la vittima, calci,  pugni e la consegna da parte del malcapitato di quanto in suo possesso. Oltre a soldi, telefono, carta di credito, le chiavi della Ford di cui sopra.

11 AGOSTO 2017 – TRAGEDIA SFIORATA AL RINGO. LA POLIZIA DI STATO ARRESTA UN POLACCO

SERVIZI STRAORDINARI DI CONTROLLO DEL TERRITORIO NELLA ZONA NORD DELLA CITTÀ

Poteva finire in tragedia l’incauto gesto di un cittadino polacco arrestato ieri sera dai poliziotti dell’UPGSP della Questura di Messina.

Sono le 22.00 circa quando al 113 giungono delle segnalazioni in merito ad una lite nella spiaggia comunemente chiamata del Ringo sita nei pressi della rada S. Francesco.

Immediato l’intervento delle volanti che recatesi sul posto raccoglievano la testimonianza di un uomo il quale riferiva di essere stato aggredito e di avere avuto un acceso diverbio con uno straniero che si era però subito dopo  allontanato.

Gli operatori di polizia si erano appena messi alla ricerca del presunto aggressore quando alla sala operativa giungeva ulteriore segnalazione di un secondo diverbio tra gli stessi soggetti protagonisti di quelle arrivate precedentemente.

Questa volta lo scenario che si presenta ai poliziotti intervenuti nuovamente sul posto è di tutt’altro tipo: un uomo fermo sul marciapiede a pochi metri dalla spiaggia con, in una mano una bottiglia contenente alcol, nell’altra un accendino.

La bottiglia era semi vuota perché il liquido era stato gettato in terra per formare una striscia che terminando ai piedi della tenda dove alloggiava con la propria fidanzata la vittima, l’avrebbe dovuta incendiare. L’intento criminoso non trovava concretizzazione  sol perché il fuoco che, di fatto era stato appiccato, andava a morire sulla spiaggia.

Gli operatori di polizia, nonostante l’agitazione dell’uomo che tentava in tutti i modi di liberarsi non mancando di sferrare calci e pugni,  bloccavano  Bielecki Sebastian polacco di 35 anni dandone tempestiva informazione all’A.G competente.

Bottiglia ed accendino venivano sottoposti a sequestro mentre l’arrestato è stato trattenuto presso le camere di sicurezza in attesa di rito per direttissima.

Sempre ieri i poliziotti dell’UPGSP della Questura di Messina hanno effettuato plurimi controlli a persone e mezzi, nell’ambito di servizi straordinari del territorio volti a garantire una maggiore sicurezza nel periodo estivo. In particolare, nella giornata di ieri, solo nella zona nord di Messina venivano identificate 119 persone e sottoposte a controllo 18 soggetti con a carico misure restrittive della libertà personale e 136 vetture.

14 AGOSTO 2017 – MAROCCHINO 35ENNE SPARA A CONNAZIONALE IN PIENO GIORNO

SOTTOPOSTO A FERMO DI P.G. DALLA POLIZIA DOVRÀ RISPONDERE DI TENTATO OMICIDIO, PORTO E DETENZIONE DI ARMA DA FUOCO E SPARI IN LUOGO PUBBLICO

È successo ieri alle 12.30 a Ganzirri, un marocchino spara ad un connazionale.

Immediatamente sono intervenuti sul posto gli agenti delle Volanti, che unitamente agli investigatori della Squadra Mobile hanno individuato la vittima e dalle prime informazioni assunte sono riusciti a ricostruire la vicenda.

La vittima, un cittadino marocchino venditore ambulante, è stata aggredita da un suo connazionale, il quale per futili motivi legati probabilmente ad un precedente litigio avuto con il fratello, impugnando una pistola, gli ha esploso contro un colpo, fortunosamente senza ferirlo.

Nelle immediate vicinanze dell’evento criminoso i poliziotti hanno rinvenuto e sequestrato un bossolo di piccolo calibro.

Le rapide indagini avviate dagli investigatori della Squadra Mobile, coadiuvati dai colleghi delle Volanti, hanno permesso di risalire al responsabile.

Si tratta di SOUSSI KAID Najm Arab, 35 anni marocchino, in atto sottoposto all’affidamento in prova ai servizi sociali.

L’uomo, a seguito dei gravi indizi di colpevolezza riscontrati a suo carico, è stato sottoposto a fermo di Polizia Giudiziaria per tentato omicidio, porto e detenzione di arma da fuoco e spari in luogo pubblico, e su disposizione dell’A.G. condotto presso il carcere di Gazzi.

 

BARCELLONA P.G. – GIOVANE INVESTITO SULL’A20 DA UN’AUTO CHE NON SI È FERMATA.

IDENTIFICATO DALLA POLIZIA STRADALE IL PIRATA DELLA STRADA

Ieri mattina, gli agenti del Distaccamento della Polizia Stradale di Barcellona P.G. unitamente a Personale della Squadra Investigativa della Sezione Polizia Stradale di Messina, sono intervenuti sull’autostrada A/20 in località ricadente nel comune di Barcellona P.G. – direzione di marcia ME/PA – a seguito del gravissimo incidente che ha visto coinvolto un ventitreenne romano.

In particolare, alle ore 07.30 circa, un giovane di anni 23 residente a Roma, per circostanze ancora da chiarire, camminava appiedato sull’autostrada in corsia d’emergenza, ove veniva travolto violentemente da un’autovettura il cui conducente, probabilmente per un colpo di sonno, non si avvedeva del pedone e non si fermava a prestare il dovuto soccorso proseguendo la marcia. Nell’occorso la vittima dell’incidente riportava gravi lesioni, per le quali veniva ricoverato al reparto rianimazione del Policlinico di Messina in prognosi riservata riportando, tra l’altro, il distacco dell’avambraccio sinistro.

Sul luogo dell’incidente, i poliziotti della Polstrada hanno effettuato una minuziosa ricognizione della zona al fine di recuperare qualche indizio che potesse dare qualche ipotesi sulla dinamica del sinistro. Tale attenta e scrupolosa ricerca ha portato all’individuazione di un pezzo di carrozzeria, che ha consentito di poter risalire al modello ed al colore del veicolo investitore, una Fiat Punto di colore bianco.

Le successive intense indagini hanno consentito di individuare il mezzo che nel corso della fuga è stato immortalato dalle telecamere di sorveglianza del C.A.S.

Si è dunque risaliti al conducente, un giovane ventenne di Enna che stava recandosi in vacanza in un paese del litorale Pattese.

Le immediate ricerche intraprese dal personale della Polstrada di Barcellona e della Sezione di Messina in sinergia con altri Uffici di Polizia Stradale della Sezione di Enna e del Compartimento di Catania, al fine di rintracciare il mezzo ed il suo conducente, hanno dato esito positivo nella serata di ieri, in località Furnari,  dove è stata rinvenuta l’autovettura presso  un deposito di  un’officina meccanica, dove era stata lasciata per essere riparata,  e rintracciato ed identificato il pirata della strada resosi protagonista del grave incidente.

Il giovane ventenne è stato denunciato in stato di libertà e dovrà rispondere dei reati di lesioni gravi, omissione di soccorso e fuga, inoltre gli è stata ritirata la patente di guida e sequestrato il veicolo.

17 AGOSTO 2017 – FUOCHI D’ARTIFICIO, FALÒ E MUSICA……..IL CLIMA DI FESTA NON FERMA LA CRIMINALITÀ: LA POLIZIA DI STATO ARRESTA 6 PERSONE

Travisato, in pieno giorno, a bordo di un  motorino e con un’arma al seguito: questi gli elementi  che i poliziotti delle Volanti, della Squadra Mobile e della Scientifica della Questura di Messina hanno raccolto qualche giorno fa durante un’ ordinaria attività di controllo del territorio.

Lui è Soussi Kaid Najm Arab pluripregiudicato marocchino di trentacinque anni, la vittima un connazionale venditore ambulante di Ganzirri.

Sono le 11.30 circa quando un uomo con addosso un casco nero e degli occhiali scuri, di esile corporatura, in camicia bianca e pantaloncini, si avvicina al malcapitato, intento frattanto a vendere nella bancarella di cui è dipendente i suoi prodotti, proferendo frasi minacciose prima, ed esplodendogli un colpo di pistola subito dopo, colpo che, solo per un caso fortuito, non va a buon fine; si allontana pertanto velocemente a bordo di uno scooter di piccole dimensioni e di colore chiaro.

Un diverbio avuto il giorno prima con altro connazionale, fratello del fermato, la causa dell’ azione criminosa.

E’ questo quanto riferito alla polizia, intervenuta prontamente sul posto, dal miracolato in questione il quale, pur non conoscendo il suo aggressore, ne dà una dettagliata descrizione individuandolo espressamente in una foto, tra le tante, che gli operatori di polizia gli sottopongono in visione.

Si tratta proprio di Soussi Kaid Najm Arab già noto alle forze dell’ordine trovato nel suo appartamento insieme alla madre la quale riferisce di non essere stata in casa e di non sapere pertanto cosa avesse fatto il figlio durante la mattinata.

All’interno dell’abitazione poggiati su una mensola i poliziotti ritrovano un casco nero ed un paio di occhiali da sole scuri; il motorino di colore chiaro invece è posteggiato sotto casa e la proprietaria, messinese, riferisce di averlo dato in uso proprio al predetto.

Non solo questo quello che induce i poliziotti a sottoporre il presunto autore alla misura pre cautelare del fermo convalidato dall’A.G informata dell’accaduto: infatti sul luogo del fatto ritrovato anche un bossolo di ottone esploso di piccolo calibro.

Sedotto ed abbandonato ma non prima di avergli sottratto la collana d’oro portata al collo: è questo quello che accadeva ieri mattina nei pressi della chiesa di San Giacomo.

La vittima un anziano messinese, le autrici del fatto due rumene identificate dagli operatori delle violanti della Questura di Messina, intervenuti sul posto, in Balteanu Marinela di anni 26 e Alecsandru Ana Maria di anni 25.

Abbracci, carezze e parole dolci profuse in abbondanza all’interno dell’esercizio commerciale dell’anziano uomo che di lì a poco si sarebbe trovato senza la collana d’oro portata al collo: questa la tecnica usata per mettere a segno il colpo.

Le donne si sono già date alla fuga quando l’uomo prende consapevolezza delle loro reali intenzioni ma non si perde d’animo e  a bordo del proprio motorino le insegue.

Riesce a bloccarle non senza difficoltà ricevendo, oltre che insulti, calci e pugni.

Vano il tentativo delle due straniere di divincolarsi essendo frattanto accorsi gli operatori di polizia che, perlustrando la zona, trovano sotto un’autovettura, in sosta nel luogo dell’intervento,  giusto la collana poco prima rubata e immediatamente riconosciuta dalla vittima come quella portata al collo.

La polizia pertanto procede all’arresto delle due rumene dandone tempestiva comunicazione all’A.G. che ne dispone la traduzione presso la casa circondariale di Gazzi in attesa di convalida.

Due birre ad un tavolo e la richiesta di poter parlare con i proprietari di un noto locale della riviera messinese: è così che ha inizio la tentata estorsione ai danni dei malcapitati che, per fortuna solo per pochi giorni, hanno vissuto momenti di grande paura.

Astuto Vincenzo messinese di anni 36 e Scutellà Angelo compaesano di anni 31 entrambi pluripregiudicati gli autori del fatto, che ieri sera intimavano le vittime a pagare le “tasse” con la promessa di presto ritornare a riscuoterle.

Ad occuparsi del caso gli operatori della Squadra Mobile della Questura di Messina che intervenuti prontamente grazie anche alle telecamere di videosorveglianza traevano in arresto i malfattori.

Veniva immediatamente data comunicazione all’A.G. che disponeva la traduzione in carcere dei due.

30 AGOSTO 2017 – 9 APRILE 2017: SCONTRI NELLA RADA S. FRANCESCO A MESSINA

EMESSI 14 DASPO PER I TIFOSI DEL CATANIA

Risalgono allo scorso 9 aprile i tafferugli avvenuti presso gli imbarcaderi della Rada San Francesco della Caronte & Tourist tra le tifoserie del Catania e della Cavese.Viso coperto da sciarpe e cappucci, spranghe, fumogeni, calci, pugni, bombe carta: sono gli elementi di un modus operandi ricostruito scrupolosamente dai poliziotti delle Digos di Catania e Messina. Un episodio di grave violenza perpetrato da un gruppo di ultras catanese ai danni di un esiguo numero di tifosi cavesi che a bordo di un furgone era appena sbarcato a Messina dalla nave Zancle per assistere all’incontro Gela-Cavese che nel primo pomeriggio si sarebbe disputato nella cittadina nissena.

Ed è proprio durante le fasi di ormeggio dell’anzidetta nave che i tifosi del Catania sfogano tutta la loro ostilità non risparmiandosi neppure il lancio di bombe carta all’interno del furgone su cui viaggiavano alcuni tifosi della Cavese, dall’esplosione della quale rimaneva ferita una ragazza minorenne dichiarata guaribile dai medici del Pronto Soccorso in 15 gg.

Poderosa l’attività di ricostruzione e ricerca condotta dai poliziotti delle due DIGOS siciliane che, attraverso sopralluoghi effettuati nell’immediatezza dei fatti, la visione delle immagini registrate dalle telecamere e le informazioni raccolte da coloro che quella mattina erano presenti sul posto, sono riusciti oltre che a raccogliere il materiale usato per offendere anche ad identificare gli autori delle aggressioni.

A essere denunciati a vario titolo per i reati di lesioni personali nonché possesso ed utilizzo di oggetti pericolosi quali artifizi pirotecnici artigianali di origine vietata, fumogeni, bastoni di legno e di plastica, sono alcuni catanesi appartenenti ai gruppi denominati “ A sostegno di una fede” e “Skizzati” già noti alle Forze dell’Ordine perché dediti agli scontri con le tifoserie avversarie. Non a caso tra questi non mancano pregiudicati per reati commessi in occasione di manifestazioni sportive.

A coronamento dell’accurata attività di indagine condotta dagli operatori delle Digos di Catania e Messina sono stati adottati dal Questore di Messina, lo scorso 25 agosto, ben 14 Divieti di Accedere alle manifestazioni Sportive (DASPO).

Esemplare l’adozione di tre di tali provvedimenti a carico di altrettanti tifosi etnei della durata rispettivamente di 8 e 5 anni con l’imposizione dell’obbligo di comparizione presso gli uffici di polizia in occasione degli incontri di calcio disputati dal Catania, già convalidati dall’A.G.

7 SETTEMBRE 2017 – DUE I FURTI LAMPO IN CENTRO CITTÀ. LA POLIZIA NE INDIVIDUA IL PRESUNTO AUTORE IN POCHE ORE

Sono due i furti messi a segno nel pomeriggio del 5 settembre in via Tommaso Cannizzaro sotto al naso delle vittime che, in un momento di distrazione, hanno visto scomparire i propri averi.

Il primo è stato perpetrato all’interno di un panificio dove, in pochi attimi, il ladro ha preso di mira e sottratto la borsa di una dipendente. Bottino razziato: 200 euro circa, chiavi di casa, documenti personali,  telefonino, un anello che la vittima custodiva in borsa.

Stesso sistema per il secondo furto consumato poco dopo presso un rifornimento di benzina. Il ladro si è avvicinato ad un’auto in sosta ed approfittando della momentanea assenza del proprietario, ha afferrato il portafogli all’interno ed è scappato via.

Immediato l’intervento della Polizia di Stato che in poche ore ha individuato nei pressi della Stazione Ferroviaria il presunto autore dei due furti. L’uomo è stato bloccato dai poliziotti di Polfer e Volanti che ne hanno ricostruito l’identità grazie alle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nell’area in cui sono stati perpetrati i furti.

Trattasi di NDIAYE Modou, nato in Gambia il 20.01.1996, titolare di permesso di soggiorno per motivi umanitari, pregiudicato. Aveva nascosto nel calzino la somma di 275 euro e nella tasca dei pantaloni il telefonino e l’anello riconducibili al primo furto.

Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria e considerati i gravi indizi di colpevolezza, l’uomo è stato sottoposto a fermo e trasferito presso la locale casa circondariale.

8 SETTEMBRE 2017 – SOSPESE LE LICENZE DEI RISTORANTI PROTAGONISTI DELLA RISSA DI TAORMINA

Il Questore di Messina, Mario Finocchiaro, ha disposto la sospensione delle licenze di pubblico esercizio, ai sensi dell’art 100 TULPS, per motivi di ordine e sicurezza pubblica nei confronti dei titolari dei ristoranti “Gambero Rosso” e “Mamma Rosa” di Taormina, rispettivamente per 10 e 6 giorni.

Il provvedimento consegue ai gravi fatti verificatisi nella serata del 28 agosto scorso in quel centro allorche’ si consumava, tra titolari e dipendenti di tali esercizi, una rissa che determinava un grave turbamento della tranquillità pubblica con conseguente precipitoso allontanamento anche di turisti ed avventori dal luogo dove si era verificata.

Per tali fatti il Commissariato di P.S di Taormina ha denunciato all’A.G sette persone per rissa.

Il provvedimento è stato notificato agli esercenti nella serata di ieri e dello stesso è stato informato anche il Sindaco del Comune di Taormina.

9 SETTEMBRE 2017 – RAPINAVA GIOVANI DONNE. LA POLIZIA DI STATO ARRESTA UN GHANESE

Colpi messi a segno scegliendo con cura orari e vittime alle quali non risparmia azioni violente al fine di sottrarre quanto in loro possesso: questo il “modus operandi” del ghanese che i poliziotti dell’UPGSP – Sez. Volanti della Questura di Messina hanno tratto in arresto nella giornata di oggi.

La prima rapina risale allo scorso 6 settembre: è mattina presto quando due giovani donne vengono aggredite da un uomo di colore che dopo aver strappato la borsa ad una, e colpito con un pugno in pieno viso l’altra, intervenuta a difesa dell’amica, si allontana velocemente. Inizia da parte della polizia la caccia all’uomo: si raccolgono informazioni, si visionano immagini, si ricostruisce il profilo dell’autore dell’efferato gesto.

Risale alla nottata appena trascorsa, invece, la seconda rapina: anche questa volta a pagarne le conseguenze è una giovane donna. Sta per aprire il portone di casa quando l’aggressore le si scaglia contro e dopo averla strattonata, causandole escoriazioni e contusioni, si impossessa della sua borsa.

Immediato l’intervento degli operatori delle Volanti che bloccano l’autore a pochi metri dal luogo in cui si consumava il fatto.

Lui è Hismam Marjan ghanese di anni venti con a carico precedenti penali: quando viene fermato ha con sé un pacco di sigarette della stessa marca di quelle che la malcapitata aveva in borsa e la somma di euro 10,00 la stessa di quella che la vittima custodiva all’interno del portafogli. Ha inoltre uno zaino con all’interno un paio di ciabatte da donna di colore rosa corrispondenti a quelle calzate durante la rapina messa a segno il 6 settembre scorso.

Viene accompagnato presso gli Uffici di polizia e con l’ausilio di un mediatore si risale al luogo nel quale il predetto si è disfatto del cellulare della donna che prontamente viene recuperato.

Le fattezze dell’uomo corrispondono a quelle, ricostruite grazie alla descrizione delle vittime ed alla visione delle immagini delle telecamere presenti nel luogo in cui avveniva l’aggressione, dell’autore della prima rapina.

Arrestato per rapina e lesioni personali ed informata l’A.G competente lo stesso viene condotto presso la Casa Circondariale di Gazzi.

 

11 SETTEMBRE 2017 – TINDARI. ACCOLTELLA COMMERCIANTE PERCHÉ REDARGUITO E PERTANTO “UMILIATO”. LA POLIZIA ARRESTA DICIOTTENNE

I poliziotti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Patti hanno individuato MAIORANA Kevin Gabriele, un diciottenne nato a Milazzo e domiciliato a Patti, con ancora addosso gli abiti sporchi di sangue, poco distante dal luogo in cui, una quindicina di minuti prima, aveva accoltellato il gestore di uno degli esercizi commerciali presenti a Tindari, in località Locanda.

La vittima è stata colpita ad una mano con la quale ha istintivamente tentato di difendersi dall’arma impugnata dal diciottenne, descritta dai presenti come un coltello con lama di circa 10 cm, di quelli a scatto.

Grazie alle segnalazioni di numerosi cittadini, i poliziotti sono intervenuti prontamente bloccando il ragazzo e procedendo al suo arresto. Dalla ricostruzione dei fatti operata dagli agenti, a scatenare il folle gesto del diciottenne sarebbe stata l’“umiliazione” di essere stato rimproverato in strada dalla vittima perché, alla guida di un’auto, sfrecciava ad alta velocità nonostante il numero elevato di turisti e pellegrini.

Dopo appena una decina di minuti, il giovane, con precedenti di polizia, si è presentato presso l’esercizio commerciale della vittima e dopo un breve diverbio non ha esitato a vendicarsi tirando fuori l’arma.

Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, il diciottenne è stato sottoposto agli arresti domiciliari.

16 SETTEMBRE 2017 – DONNE VITTIME DI VIOLENZA. DUE MISURE CAUTELARI ESEGUITE DALLA POLIZIA DI STATO

Sono due i casi di donne vittime di violenza che hanno portato nei giorni scorsi a misure cautelari eseguite dai poliziotti delle Volanti. Alla misura cautelare si è arrivati grazie alle indagini e alla ricostruzione dei fatti relativi ad entrambe le storie, accomunate da un elemento: un amore malato che degenera in violenza.

Nel primo caso lei, ventenne, lascia lui, trentenne, al termine di una relazione che va avanti da un anno. Lui sembra inizialmente accettare la scelta della ex fidanzata ma poco dopo inizia a telefonarle ripetutamente. Messaggi spesso caratterizzati da minacce e insulti. Passa poi a seguirla, a presentarsi nei luoghi che lei generalmente frequenta. Avvicina amici e parenti perché la convincano a tornare sui suoi passi. Ai no della donna reagisce tirando pietre contro la finestra di casa sino all’ultimo episodio, il più grave, quando la raggiunge, la spinge contro un muro e la minaccia con un coltello.

Il secondo caso di violenza si consuma invece tra le mura domestiche. Lui, 44enne, non risparmia ripetutamente spinte, pugni e calci alla convivente, 49enne. Non esita a lanciarle contro oggetti minacciandola di morte, promettendole di romperle le gambe e di fargliela pagare. Si rifiuta di lasciare la casa e durante l’ultimo litigio, la aggredisce e pretende di essere pagato per andare via.

In entrambi i casi, gli autori delle violenze non potranno più avvicinare le vittime fisicamente, né tantomeno attraverso telefono o social network. Divieto assoluto anche per i luoghi abitualmente frequentati dalle ex compagne.

21 SETTEMBRE 2017 – CLONAZIONE DI CARTE DI CREDITO E MANOMISSIONE DI SPORTELLO BANCARIO: LA POLIZIA DI STATO ARRESTA IL RESPONSABILE

Apponeva un sofisticato congegno su uno sportello bancario per captare i codici delle tessere bancomat e poi clonarle: questa l’attività scoperta dai poliziotti del Commissariato di P.S di Taormina conclusasi ieri con l’arresto di un cittadino bulgaro.

Lui è Zhelyazkov Dragomir quarant’anni colto in flagranza di reato dagli operatori di polizia grazie ad un’attività di appostamento.

Si avvicinava allo sportello con fare sospetto e una volta prelevato il congegno veniva prontamente bloccato dai poliziotti.

Si procedeva alla perquisizione del suo alloggio e all’interno insieme ad un computer ed ad uno smartphone venivano trovate complesse apparecchiature elettroniche verosimilmente legate all’attività illecita messa in atto dal predetto.

Sarà giudicato stamane con rito direttissimo dall’A.G competente prontamente informata dell’accaduto.

23 SETTEMBRE 2017 – TENTA DI RAPINARE DUE DONNE. ARRESTATO DALLA POLIZIA DI STATO VENTINOVENNE TUNISINO

Gli agenti della Sezione Polizia ferroviaria hanno arrestato, nella tarda serata di ieri, Micri Mohamed tunisino di 29 anni, senza fissa dimora, per tentata rapina in danno di due donne e resistenza a P.U.

In particolare, alle 22.30 di ieri presso questa stazione ferroviaria, il ventinovenne, con precedenti per rapina, furto e resistenza a P.U., dopo avere tentato di strappare la borsa ad una donna aggredendola, ne aggrediva una seconda le cui urla lo mettevano in fuga, ed attiravano l’attenzione dei poliziotti in servizio di vigilanza stazione.

Immediatamente intervenuti gli agenti hanno appreso dalla vittima che l’uomo stringendola dal collo e schiaffeggiandola in volto aveva tentato di rubarle la borsa.

Grazie alle informazioni acquisite il tunisino è stato individuato e bloccato poco distante, non dopo aver cercato di darsi alla fuga, resistendo con violenza agli agenti che sono stati colpiti ripetutamente con calci e pugni.

23 SETTEMBRE 2017 – “QUARTIERI SICURI”: LA POLIZIA DI STATO RASTRELLA LA CITTÀ DI MESSINA

Ambizioso progetto quello messo in atto dalla Questura di Messina con l’obiettivo di garantire maggiore sicurezza nei quartieri della città dello stretto.

Iniziato lo scorso lunedì nella zona di Giostra si è concluso ieri nella villetta Royal ed ha visto la partecipazione sinergica dei poliziotti delle volanti dell’U.P.G.S.P, della scientifica, del Reparto Prevenzione Crimine di Catania oltre che di unità cinofile.

L’obiettivo è quello di scoraggiare la consumazione di reati primo fra tutti quello concernete l’uso e lo spaccio di sostanze stupefacenti restituendo anche e conseguentemente decoro alla città: prevenzione e repressione al servizio del cittadino.

Due gli arresti messi a segno nella frequentata piazza Cairoli, 80 le persone identificate, un uomo denunciato, contestate 12 infrazioni al codice della strada, perquisite diverse abitazioni.

Indispensabile nell’espletamento del servizio Jagus un pastore belga di sette anni che con fiuto esperto in ausilio ai poliziotti ha permesso di rinvenire all’interno della villetta Royal 12 involucri di sostanza psicotropa del tipo marijuana nascosta tra le aiuole e i giochi dei bambini, dentro un pacchetto di sigarette vuoto.

Trovate e sequestrate anche altre 17 dosi di “cannabis”.

27 SETTEMBRE 2017 – “QUARTIERI SICURI”: CONTINUA L’OPERA DI RASTRELLAMENTO AD OPERA DELLA POLIZIA DI SATO NELLA CITTÀ DI MESSINA

ARRESTATE ANCHE DUE PERSONE A MILAZZO

Continua l’operazione “Quartieri Sicuri” promossa dalla Questura di Messina nella città dello stretto.

All’attenzione dei poliziotti questa volta i quartieri di Santa Lucia sopra Contesse e Rione Taormina.

U.P.G.S.P. Reparto Prevenzione Crimine della Sicilia Orientale, Unità Cinofile anche della G.d.F. insieme per implementare il livello di sicurezza.

101 le persone identificate, 261 i veicoli controllati di cui uno sequestrato poiché privo di copertura assicurativa, molte le perquisizioni personali, ai mezzi e domiciliari: in una di queste ultime sequestrata sostanza psicotropa del tipo cocaina e marijuana e due bilancini cui ha fatto seguito la denuncia di due individui per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. Ed ancora controllate 16 persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale e due sale giochi.

In ultimo sanzionato amministrativamente un uomo colto a compiere atti osceni nel parcheggio adiacente lo stadio S. Filippo.

Restituire al cittadino la libertà di vivere senza alcun timore la città nella sua interezza ed alla città quella bellezza e quel decoro troppe volte minati dall’inciviltà e dalla prepotenza di qualcuno: questo l’obiettivo che i poliziotti stanno perseguendo con tenacia.

Due arresti messi a segno anche a Milazzo ad opera dei poliziotti del Commissariato di P.S della cittadina tirrenica.

Spaccio di sostanza stupefacente e detenzione ai fini di spaccio i reati contestati. Uno dei due è un minore già noto alle forze dell’ordine l’altro Giuffrida Stefano catanese di quarantacinquenne anni.

Nascondeva nel suo furgoncino usato per il trasporto di frutta ed ortaggi 50 grammi di marijuana che cedeva nei pressi della propria abitazione al minore giunto sul posto nel primo pomeriggio di ieri a bordo del suo motorino.

L’attività di appostamento messa in atto dai poliziotti permetteva di osservare la cessione da parte del Giuffrida di un involucro bianco che a seguito della perquisizione personale eseguita sul minore risultava contenere sostanza stupefacente del tipo di cui sopra.

 Informata prontamente l’A.G competente il Giuffrida veniva condotto presso la Casa Circondariale di Barcellona P.G mentre il minore presso il C.P.A di Messina.

4 OTTOBRE 2017 – “QUARTIERI SICURI”: ALTRA OPERAZIONE CONDOTTA DALLA POLIZIA DI STATO NELLA CITTÀ DI MESSINA

E’ la terza operazione condotta dalla Polizia di Stato della Questura di Messina per implementare la sicurezza dei quartieri della città dello stretto.

Interventi mirati spalmati sull’intero territorio che hanno interessato questa volta le zone di Camaro San Paolo, Camaro San Luigi, Camaro Superiore e Bisconte.

A lavoro 14 volanti,  2 equipaggi del reparto prevenzione crimine, un team di cinofili, operatori della  polizia amministrativa e di quartiere.

144 persone identificate; due i denunciati: uno per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, l’altro, sorvegliato con obbligo di soggiorno, per aver violato le prescrizioni cui era sottoposto; diverse le perquisizioni locali; ingenti i quantitativi di droga del tipo marijuana ed hashish sottoposti a sequestro; sequestrato anche un motociclo privo di copertura assicurativa; controllate 5 sale giochi; controllati 68 veicoli e 20 persone sottoposte a vario titolo a restrizioni della libertà personale.

Anche questa volta i poliziotti erano al servizio della città e dei suoi cittadini.

Lo avevamo sottolineato in passato e non possiamo non ribadirlo: restituire la libertà di vivere senza alcun timore la città nella sua interezza e riconsegnare alla città quella bellezza e quel decoro troppe volte minati dall’inciviltà e dalla prepotenza di qualcuno è l’obiettivo che il progetto “Quartieri Sicuri” della Polizia di Stato di Messina intende conseguire.

 

“QUARTIERI SICURI”: CONTROLLI EFFETTUATI DALLA POLIZIA DI STATO NELLA ZONA CENTRO DI MESSINA

119 le persone identificate, 16 quelle che, sottoposte a vario titolo a restrizioni della libertà personale, venivano controllate, un uomo arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e due denunciati uno per tentato furto, l’altro per riciclaggio.

Ed ancora numerose perquisizioni, controlli a 143 veicoli e due sale giochi, elevati 3 verbali del codice della strada e riconsegnati ai rispettivi proprietari altrettante autovetture rubate, sequestrate infine significative quantità di droga.

Sono questi i risultati raggiunti nella giornata di ieri dai poliziotti della Questura di Messina che continuano incessantemente l’operazione di controllo dei quartieri della città dello Stretto.

Questa volta l’attenzione dei poliziotti è stata riposta nella zona del centro ed in particolare nelle note ville Dante e Quasimodo dintorni inclusi.

Una giornata intensa che ha visto sul campo ben 20 pattuglie. Preziosa la collaborazione dei reparti prevenzione crimine e delle unità cinofile.

“Quartieri sicuri” non arresta la sua corsa, al servizio della città e dei suoi cittadini con un solo obiettivo: implementare la sicurezza.

16 OTTOBRE 2017 – “PERIFERIE SICURE”: LA POLIZIA DI STATO POTENZIA I CONTROLLI NELLE AREE PERIFERICHE DELLA CITTÀ DI MESSINA

Cambia il nome ma non la sostanza da “Quartieri Sicuri” a “Periferie Sicure” : la Questura di Messina non arresta l’opera di potenziamento del controllo del territorio.

Nella settimana appena trascorsa, nel mirino dei poliziotti, per l’appunto, non solo il centro ma anche e soprattutto  la periferia della città dello stretto.

Un massiccio spiegamento di forze al servizio del cittadino con un unico obiettivo: implementare la sicurezza.

U.P.G.S.P, reparti prevenzione crimine, unità cinofile, polizia amministrativa, squadra mobile, impegnati nella lotta alla criminalità; una sfida ardua i cui risultati continuano ad essere confortanti.

Legalità la parola chiave ma anche rispetto, decoro e bellezza da restituire alla città nella sua interezza senza dimenticare quelle aree che, per la naturale ubicazione e conformazione, risultano spesso scenario di episodi di degrado e delinquenza.

Giostra, Villaggio Aldisio, Gazzi ma anche Piazza Cairoli, Piazza della Repubblica, Piazza del Popolo sono solo alcuni dei luoghi passati a setaccio dagli operatori di polizia.

103 le pattuglie impiegate, circa 600 le persone controllate insieme a 403 veicoli, 4 dei quali sottoposti a sequestro. Ed ancora contestate non poche violazioni amministrative nei confronti anche di posteggiatori abusivi ai quali veniva applicata la misura dell’ allontanamento dal luogo per 48 ore, ritirate patenti, perquisite abitazioni, contestate infrazioni al c.d.s, sequestrate significative quantità di sostanza stupefacente, effettuati controlli nei confronti di soggetti sottoposti a vario titolo a misure restrittive della libertà personale.

Cinque denunce per furto e porto d’armi o oggetti atti ad offendere, invasione di terreni e fabbricati, omissione di soccorso e lesioni personali colpose, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Infine arrestato lo scorso 10 ottobre Spadaro Giuseppe per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

Ulteriori controlli anche in provincia. Nella notte tra sabato e domenica servizi straordinari del territorio eseguiti dai poliziotti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Capo d’Orlando hanno interessato il comune di Tortorici. 41 i veicoli controllati, 71 le persone identificate. Elevati inoltre verbali per violazioni al Codice della Strada ed eseguite due perquisizioni. Due gli esercizi commerciali sottoposti a verifica.

19 OTTOBRE 2017 – POLIZIA DI STATO – OPERAZIONE PERIFERIE SICURE

TOPO D’APPARTAMENTO BLOCCATO ED ARRESTATO. QUATTRO LE PERSONE DENUNCIATE A PIEDE LIBERO

Prosegue l’attività di controllo della Polizia di Stato con l’operazione Periferie Sicure che ieri ha portato all’arresto di un cittadino di nazionalità rumena, BABACIU Marian, 29 anni, sorpreso a rubare all’interno di un appartamento nella zona sud della città.

I poliziotti delle Volanti lo hanno sorpreso stanotte, intorno alle 04.00, pronto a scavalcare il muretto di recinzione dell’appartamento preso di mira e a fuggire con ancora in mano un attrezzo trafugato all’interno. Il sopralluogo successivo all’arresto ha rilevato la forzatura della porta di accesso ad un piccolo magazzino e di un pannello di alluminio già smontato. Ritrovato inoltre un borsello con il portafogli e i documenti dimenticato dal malvivente dentro casa. Preziosa la segnalazione di un cittadino che ha permesso un intervento tempestivo e risolutivo dei poliziotti.

Nel corso dei controlli effettuati ieri dalla Polizia di Stato – operazione Periferie Sicure – gli agenti delle Volanti hanno proceduto all’identificazione di 78 persone e al controllo di 97 veicoli di cui uno è stato sottoposto a sequestro. Sette i posti di blocco. Effettuato un controllo presso un esercizio commerciale.

A seguito dell’attività di controllo del territorio, sono quattro le persone denunciate a piede libero, tre per il reato di furto, una per resistenza a pubblico ufficiale.

19 OTTOBRE 2017 – LA POLIZIA DI STATO IMPEGNATA NELLA LOTTA CONTRO LA VIOLENZA DI GENERE: PRENDE IL VIA IL PROGETTO CAMPER

E’ la prevenzione il filo conduttore della nuova campagna dal nome “Progetto Camper” promossa dalla Questura di Messina in adesione ad un’iniziativa voluta dal Capo della Polizia.

La violenza di genere nelle sue diverse articolazioni il fenomeno da arginare ancora più efficacemente.

Fondamentale è il cambiamento culturale soprattutto tra le giovani generazioni spesso vittime inconsapevoli di fenomeni di violenza che trovano il loro naturale habitat all’interno delle mura domestiche.

Un’attenzione particolare è rivolta alle donne  ancora oggi purtroppo destinatarie di forme di amore malato.

La Questura di Messina ha voluto puntare sui giovani entrando a gamba tesa in quelle comunità che dopo la famiglia rappresentano i maggiori responsabili della loro formazione non solo culturale ma anche civica e morale: la scuola e la chiesa.

Cinque settimane la durata del progetto e per ogni settimana incontri con gli studenti delle scuole superiori della città dello stretto privilegiando quelle che per densità di frequentatori nonché per il luogo in cui risultano ubicate appaiono più vulnerabili al fenomeno in esame.

E poi gli oratori situati nei pressi degli istituti scolastici dove un camper con i colori di istituto presidiato da personale specializzato continuerà l’opera di divulgazione e sensibilizzazione della campagna sulla violenza di genere.

Accanto agli operatori della Squadra Mobile e dell’U.P.G.S.P anche assistenti sociali, rappresentanti dei centri antiviolenza, personale medico e paramedico al servizio dei ragazzi per dissipare dubbi, rispondere alle curiosità, far conoscere le modalità di intervento e i protocolli attivabili a tutela delle vittime vulnerabili.

Per ogni incontro ad ausilio dell’equipe specializzato opuscoli esplicativi, proiezione di filmati, questionari da compilare e testimonianze.

Il primo appuntamento è fissato per il prossimo 20 ottobre: due le scuole interessate, l’Istituto Professionale “Antonello” e l’Istituto Superiore “Majorana”, entrambi situati su Viale Giostra. Con noi il Cedav, l’ospedale Papardo, l’Evaluna ONLUS e Posto Occupato.

Nel pomeriggio a fare da scenario alla campagna di sensibilizzazione e di informazione l’oratorio S. Matteo dove sarà collocato a partire dalle ore 17:00 il Camper della Polizia di Stato.

Contrastare partendo dall’informazione è passaggio ineludibile se davvero si vogliono prevenire episodi di violenza non facili da riconoscere e pertanto da denunciare.

Abbattere le barriere del silenzio a favore dell’ascolto e della protezione: questa la missione che la Polizia di Stato in generale e la Questura di Messina in particolare tenacemente intendono perseguire.

 

 

21 OTTOBRE 2017 – VENERDÌ INTENSO PER LA POLIZIA DI STATO: TRA MESSINA E PROVINCIA CINQUE ARRESTI E DUE DENUNCE.

Tra città e provincia, nella giornata di ieri,  la Questura di Messina mette a segno cinque arresti.

Due sono a firma dell’UPGSP, tre del Commissariato di S.Agata di Miltiello e di Capo d’Orlando.

Nella città dello stretto a rendere necessario l’intervento degli operatori di polizia delle volanti sono due uomini entrambi messinesi: il primo di venticinque anni il secondo, Mollura Rosario, di ventisei.

Stesso il reato alla base dei provvedimenti precautelari: resistenza e violenza a pubblico ufficiale; diversi i contesti e le modalità di perpetrazione dei fatti.

Ed infatti il venticinquenne veniva tratto in arresto all’interno della sua abitazione per aver proferito frasi ingiuriose e minacciose agli operatori di polizia intervenuti per sedare una lite in famiglia. L’uomo non desisteva dal suo intento violento e distruttivo neanche al loro arrivo piuttosto vi si scagliava minacciosamente contro colpendone uno con un pugno all’addome.

Il Mollura veniva bloccato per strada durante un normale controllo al quale tentava di sottrarsi attaccando non solo verbalmente ma anche fisicamente gli operatori di polizia uno dei quali doveva ricorrere a cure mediche.

Per entrambi i fatti si dava pronta comunicazione all’A.G competente che disponeva il trattenimento nelle camere di sicurezza degli arrestati in attesa di rito direttissimo.

Nella stessa giornata di ieri denunciate, altresì, dall’UPGSP due persone: una per  i reati di ricettazione e resistenza a pubblico ufficiale. In particolare un minore, a bordo di un ciclomotore con telaio contraffatto e targa rubata, ha tentato di sottrarsi al controllo degli operatori dandosi alla fuga. Lo stesso è stato trovato in possesso di una modica quantità di sostanza stupefacente del tipo marijuana e pertanto deferito all’Autorità Amministrativa; l’altra denuncia invece per il reato di spendita nello stato di monete false.

Ed a tal proposito per lo stesso reato sono tre le persone arrestate a Sant’Agata di Militello grazie alla preziosa collaborazione del Commissariato di Capo d’ Orlando.

L’allarme è partito dal proprietario di una farmacia che ha chiesto l’aiuto della Polizia di Stato e ha raccontato di un uomo che, poco prima, intorno alle 19.00 di ieri, aveva tentato di pagare alcuni medicinali con una banconota falsa da 50 euro. Non c’era riuscito perché il titolare dell’esercizio commerciale aveva verificato l’autenticità del denaro con un sistema di rilevamento e, vistosi scoperto, se l’era data a gambe levate.

Le ricerche della Polizia sono partite subito e hanno visto impegnati i poliziotti dei Commissariati di Sant’Agata e Capo d’Orlando, sulle tracce di più individui che avevano già rifilato o tentato di rifilare altre banconote.

Intorno alle 20.00, gli agenti hanno infatti sorpreso la persona segnalata dal titolare della farmacia in una rosticceria, in compagnia di altre due persone, intento a consumare quanto era stato pagato con un’altra banconota falsa, anche stavolta da 50 euro. L’uomo e gli altri due avevano comperato panelle e arancini per un importo di 6 euro e il resto, in banconote assolutamente valide, se l’erano intascato. Addosso di banconote false da 50 euro ne avevano altre due, insieme ad altro denaro con ogni probabilità provento dell’attività illecita.

Sono stati pertanto arrestati in flagranza per il reato di spendita nello Stato di monete false. GATTO Luciano Alessandro, classe 1991, catanese, arrestato in passato per droga e spendita di banconote false, NICIFORO Sarah, classe 1997, catanese, arrestata in passato per spendita di banconote false, BONANNO Guido, classe 1987, catanese, arrestato in passato per spaccio di sostanze stupefacenti.

A conferma di quanto scoperto dai poliziotti, le immagini del sistema di video sorveglianza della farmacia hanno confermato l’identità di uno dei tre. Ulteriori indagini hanno evidenziato un altro tentativo, intorno alle 20.00, da parte degli indagati in un bar di Sant’Agata Militello, dove gli stessi cercavano di acquistare birra e acqua senza riuscirci. Anche in questo caso, una volta scoperta la falsità della banconota da parte del titolare, scappavano.

Le indagini congiunte dei Commissariati di Pubblica Sicurezza di S.Agata Militello e Capo d’Orlando proseguono, al fine di individuare ulteriori complici dei tre arrestati. Quest’ultimi, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, saranno giudicati stamani con rito direttissimo.

23 OTTOBRE 2017 – TENTANO IL COLPO IN UN APPARTAMENTO DI VIA DEL SANTO. LADRI SORPRESI E ARRESTATI DALLA POLIZIA DI STATO

Avrebbero ripulito l’intero appartamento. I due ladri arrestati sabato mattina in un appartamento di via del Santo, all’arrivo dei poliziotti delle Volanti, avevano già smontato una ventina di placche per  interruttori e un gran numero di tubi idraulici. Avevano persino divelto i sanitari di un bagno.

L’allarme è scattato grazie a un cittadino che, notata la presenza di intrusi all’interno dell’abitazione, ha chiesto l’intervento dei poliziotti. In pochi minuti gli agenti sono intervenuti bloccando e arrestando i malviventi.

Sono PALELLA Paolo, 32 anni, pregiudicato e CUSCINA’ Sergio, 25 anni, entrambi messinesi. Cercavano di scappare procedendo carponi dalla stessa porta finestra che avevano forzato per entrare in casa. Sequestrato un borsone con all’interno ogni tipo di arnese utile allo scasso: chiavi inglesi, un martello, un metro, tenaglie, seghetti, forbici, cacciaviti e un palanchino.

La refurtiva è stata riconsegnata al proprietario dell’appartamento. Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, i malviventi sono stati sottoposti agli arresti domiciliari in attesa di rito direttissimo che si celebrerà stamani.

 

 

 

24 OTTOBRE 2017 – ARMI ED ESPLOSIVI A MILAZZO: LA POLIZIA DI STATO ARRESTA DICIANNOVENNE

Si è recato al Commissariato di Milazzo, munito di porto d’armi ad uso sportivo, per denunciare l’acquisto di due fucili di cui uno a pompa. Nella stessa circostanza ha riferito di possedere atra arma, più precisamente una pistola, acquistata molti mesi prima ma mai dichiarata.

Tanto la mancata denuncia quanto la tipologia delle armi e la giovane età dell’uomo hanno indotto i poliziotti milazzesi a procedere, nella mattinata di ieri, ad ulteriori controlli ed accertamenti, perquisizione domiciliare compresa.

Nella camera da letto è stato rinvenuto un enorme quantitativo di materiale esplodente per il quale si è reso necessario l’intervento degli artificieri. Più precisamente circa 130 Kg di sostanza esplosiva mista a reagenti corrosivi, micce, artifici pirotecnici e razzi,  confezionata in modo alquanto approssimativo e con una elevata capacità distruttiva, erano nascosti all’interno di armadi e cassetti.

Numerosi gli ordigni di grosse dimensioni di fattura artigianale e tra questi uno addirittura di kg 6 ed ancora due fusti contenenti verosimilmente polvere da sparo forniti ciascuno di una miccia di innesco.

Per l’illecita detenzione degli esplosivi gli operatori di polizia hanno proceduto all’arresto di Munafò Antonio  diciannovenne di Milazzo.

Custoditi gelosamente dal giovane nella camera da letto, inoltre, i due fucili, uno a pompa ed uno semiautomatico, la pistola non denunciata, due carabine di cui una ad aria compressa, un macete, un’ascia, svariati coltelli e due balestre.

Un vero e proprio arsenale che gli operatori di polizia hanno sottoposto a sequestro insieme alla somma contante di € 29.610,00, a due cellulari, a diverse ricevute di corrieri e ditte di produzione di materiale pirotecnico, ad  un computer.

Proprio quest’ultimo, a dire dello stesso giovane, sarebbe la fonte dalla quale il Munafò attingeva informazioni relative alla costruzione di congegni esplosivi ed al procacciamento sul territorio di quanto necessario alla loro realizzazione.

Continuano a ritmo serrato le indagini dei poliziotti che hanno avvisato prontamente la Procura della Repubblica di Barcellona P.G.  su disposizione della quale l’arrestato è stato condotto presso la locale casa circondariale.

25 OTTOBRE 2017 – CONTROLLI DELLA POLIZIA DI STATO FINALIZZATI ALLA TUTELA DELLA SALUTE PUBBLICA E DELLA SICUREZZA ALIMENTARE

Continuano senza sosta i servizi della Polizia di Stato di Sant’Agata Militello finalizzati al contrasto del fenomeno della macellazione clandestina, nonché di tutela della salute pubblica e della sicurezza alimentare.

Nella giornata del 24 ottobre la squadra di polizia giudiziaria del Commissariato di Sant’Agata Militello, con la collaborazione del Servizio Veterinario di Mistretta, controllava un noto bar di un comune al confine con la Provincia di Palermo.

Nel corso dell’accertamento amministrativo veniva rinvenuto all’interno della cucina, sopra un bancone di lavoro, una vaschetta in plastica bianca con all’interno polmone, fegato e milza di bovino in fase di scongelamento, posti dentro un sacchetto dell’immondizia nero e altri all’interno di un sacchetto bianco, tutti in fase di scongelamento. Il titolare riferiva che la carne doveva essere preparata per cucinare la cosiddetta “meusa”. Dagli accertamenti documentali, l’attività non risultava essere autorizzata al congelamento degli alimenti.

Da un controllo più approfondito gli Agenti trovavano all’interno di congelatore per i gelati, un’elevatissima quantità di carne congelata, conservata addirittura in sacchi dell’immondizia, molta della quale presentava cattivo odore, evidenti bruciature da freddo, brina ed era priva di tracciabilità che indicasse l’origine regolare degli alimenti.

La suddetta carne, priva di bolli sanitari e in alcuni casi acquistata e conservata nel congelatore da oltre un anno, era costituita da polmoni, milza, fegato, interiora, polli, carne macinata e cosce e costate di suino, posta a contatto diretto con altri alimenti aperti e a rischio di contaminazione e insudiciamento (cornetti, e sfoglie pronto forno). Altra carne congelata e non tracciata, veniva ritrovata dagli agenti, nascosta all’interno di un doppio fondo posto alla base del congelatore. In totale venivano sequestrati oltre 120 chilogrammi di carne. Sono state elevate sanzioni amministrative per 1.500 euro per omessa tracciabilità dei prodotti alimentari. Inoltre il titolare veniva deferito all’Autorità Giudiziaria anche per i reati di ricettazione, macellazione clandestina, nonché detenzione di alimenti in cattivo stato di conservazione e destinati alla vendita al pubblico. L’impiego di carne congelata e quindi la qualità del prodotto non era indicata al cliente in alcun menù e pertanto è scattato anche il reato di tentata frode in commercio.

29 OTTOBRE 2017 -. BARCELLONA P.G. – OLTRE 10 KG DI MARIJUANA IN AUTO. ARRESTATO 29NNE

Non si fermano all’alt intimato dai poliziotti di Barcellona Pozzo di Gotto due uomini a bordo di una Fiat Panda nei pressi dello svincolo autostradale.

È successo nel pomeriggio di ieri nel corso di un consueto servizio di controllo del territorio.

I due, inseguiti dalla Volante, iniziano una folle corsa nel centro cittadino, durante la quale tentano di disfarsi di una grossa scatola, successivamente recuperata. Al suo interno Kg 10,200 di marijuana.

Dopo un lungo inseguimento, la Panda finisce contro un muro e i due malviventi cercano di fuggire a piedi. Uno riesce a far perdere le proprie tracce, l’altro viene fermato e arrestato.

Si tratta di Cannistrà Giuseppe, barcellonese di 29 anni, con precedenti di polizia.

L’uomo, su disposizione dell’A.G., è stato tradotto presso la casa circondariale di Barcellona P.G.. Dovrà rispondere dei reati di detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio e di resistenza a Pubblico Ufficiale.

 

30 OTTOBRE 2017 – LA POLIZIA DI STATO ARRESTA L’UOMO EVASO IERI DAL CARCERE DI BARCELLONA P.G.

SORPRESO E ARRESTATO DAI POLIZIOTTI SULLA A18

Ieri, intorno alle 20.00, i poliziotti del Distaccamento della Polizia Stradale di Barcellona P.G. hanno individuato ed arrestato uno dei due uomini evasi poche ore prima dalla Casa Circondariale di Barcellona P.G. Trattasi di MICRI Mohamed, cittadino di nazionalità tunisina, 29 anni, con precedenti per furto, rapina, lesioni personali, ricettazione, minaccia, recluso nel carcere di Barcellona P.G. dallo scorso 22 settembre, dove scontava una pena di tre anni inflittagli dal Tribunale di Messina.

La brillante operazione di Polizia è stata portata a termine sulla A18, in prossimità dei caselli di Barcellona P.G. quando, dopo  aver appreso della fuga dal carcere avvenuta intorno alle ore 18,30, i poliziotti mettevano in atto un’attenta vigilanza.  Vigilanza che dava pieno riscontro quando, al km.44 della A/18 Messina-Palermo, i poliziotti notavano un individuo camminare nella corsia di emergenza. L’uomo, notati i poliziotti, ha tentato la fuga nella campagna sottostante la corsia autostradale ma è stato raggiunto e bloccato.

2 NOVEMBRE 2017 – LA POLIZIA DI STATO COMMINA DUE “DASPO URBANI”: A FIRMARLI IL QUESTORE DI MESSINA.

MESSI A SEGNO ANCHE DUE ARRESTI PER EVASIONE

Il Questore di Messina, Mario Finocchiaro, aggiunge un nuovo importante tassello alla strategia, promossa con l’iniziativa “Quartieri Sicuri” avviata lo scorso settembre, volta ad innalzare il livello della sicurezza urbana.

Ha infatti disposto i primi due DASPO URBANI per la Città dello Stretto segno tangibile di un impegno costante finalizzato a prevenire quelle situazioni e comportamenti di illegalità incidenti sulla vivibilità di luoghi nevralgici della vita cittadina.

Favorire la cultura della legalità e affermare più elevati livelli di coesione e convivenza civile le ragioni alla base dei due provvedimenti resi possibili grazie all’incessante attività svolta dalla Divisione Anticrimine e dall’U.P.G.S.P.

I destinatari sono due parcheggiatori abusivi D.G., messinese di 58 anni e R.M., calatino di anni 44, sanzionati amministrativamente ai sensi dell’art 7 comma 15 bis del d.lgs 285/92 già il mese scorso.

In applicazione della nuova normativa, per l’attività illecita svolta in due zone centrali della città gli operatori di polizia avevano notificato loro anche l’ordine di allontanamento dalle aree nelle quali perpetravano la condotta antigiuridica senza sortire però l’effetto desiderato se si pensa che, contravvenendo a quanto ordinatogli, i due venivano sorpresi nello stesso abusivo esercizio che gli era stato interdetto e nella medesima  porzione di territorio.

Da ciò nuove sanzioni, nuovi ordini di allontanamento ed una consapevolezza: entrambi rappresentavano un pericolo per la sicurezza urbana.

Ed infatti con la loro condotta  generavano intralcio alla regolare circolazione dei veicoli oltre che malcontento e timore negli automobilisti costretti a subire le prepotenti ed illegali richieste di pagamento in denaro.

Una consapevolezza che viene tradotta, per l’appunto, nell’adozione dei due DASPO URBANI notificati prontamente agli interessati.

Trattasi di un nuovo strumento preventivo espressamente previsto dall’art. 10, commi 2 e 3 del d.l. 14/2017, che in caso di recidiva rimette al Questore la possibilità di intervenire in maniera più incisiva disponendo il divieto di accesso ad uno o più luoghi  per un periodo di tempo limitato la cui durata massima è espressamente prevista  dal legislatore.

Nel caso di specie i DASPO URBANI hanno: quello a carico di D.G durata di 3 mesi; l’altro a carico di  R.M. durata di 6 mesi essendo quest’ultimo condannato per reati contro il patrimonio  in via definitiva.

La Polizia di Messina continua, pertanto, la lotta contro le manifestazioni delinquenziali rinvenibili nel tessuto della città per implementare la sicurezza urbana e contrastare, a favore del cittadino, i comportamenti devianti.

La presenza sul territorio ed il controllo dello stesso hanno inoltre condotto i poliziotti dell’U.P.G.S.P. nella notte del 31 u.s a procedere all’arresto della pluripregiudicata Festa Rosaria.

Messinese di 43 anni sottoposta al regime della detenzione domiciliare si allontanava, contravvenendo alle prescrizioni dell’A.G, dalla propria abitazione.

Immediatamente allertate, le Volanti della Polizia di Stato, dopo un attento giro di perlustrazione, individuavano un’autovettura con a bordo 4 soggetti sospetti.

Due in particolare, seduti nei sedili posteriori, alla vista dei poliziotti tentavano invano di nascondersi. Tempestivi i controlli del mezzo e dei suoi passeggeri; tra questi Festa Rosaria che, tratta in arresto per evasione, veniva condotta presso gli uffici di polizia e sottoposta agli arresti domiciliari, come disposto dal Sostituto Procuratore competente prontamente informato dell’accaduto, in attesa di essere giudicata con rito direttissimo.

Gli altri passeggeri invece venivano denunciati in stato di libertà per il reato di procurata evasione.

E sempre per evasione, i poliziotti delle volanti nella mattina di ieri traevano in arresto Scivolone Giovanni, messinese pregiudicato di anni 52 sottoposto al regime degli arresti domiciliari.

Un normale controllo presso la sua abitazione e la scoperta che non si trovava in casa.

La ricerca è immediata e l’esito positivo: infatti, dopo pochi minuti, l’evaso viene assicurato alla giustizia.

Arrestato e condotto presso gli uffici di polizia l’A.G competente, notiziata del fatto, ne disponeva la sottoposizione agli arresti domiciliari in attesa del rito per direttissima.

8 NOVEMBRE 2017 – LA POLIZIA DI STATO EMETTE UNDICI AVVISI ORALI: A VOLERLI IL QUESTORE DI MESSINA

Incalza l’impegno della Questura di Messina nella lotta alla criminalità diffusa per implementare il livello di sicurezza in città.

Sono undici gli avvisi orali emessi nella giornata di ieri dal Questore di Messina.

I destinatari, pluripregiudicati prevalentemente per reati contro il patrimonio e violazione della disciplina in materia di sostanze stupefacenti, dagli elementi raccolti dalla Divisione Anticrimine, risultano dediti alla commissione di illeciti e pertanto pericolosi per la sicurezza e la tranquillità pubblica.

Questa la ragione che ha indotto il Questore, in applicazione dell’art 3 del d.lgs 159/2011, ad avvisarli oralmente circa l’esistenza di indizi a loro carico ed ad invitarli a tenere una condotta conforme alla legge.

La ratio dei provvedimenti è quella di scoraggiare la commissione di ulteriori condotte antigiuridiche in un’ottica di prevenzione paventando la possibilità di ulteriori e più gravi conseguenze espressamente previste dal legislatore che vanno dalla misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con, se del caso, divieto di soggiorno in uno o più comuni diversi da quelli di residenza o abituale dimora o in una o più province, fino all’obbligo di soggiorno nel comune di residenza o di dimora abituale.

11 NOVEMBRE 2017 – POLIZIA DI STATO. SICUREZZA IN CITTÀ E LOTTA ALLA CRIMINALITÀ

ARRESTATO IERI SPACCIATORE. EMESSI INOLTRE UN DASPO URBANO E 7 AVVISI ORALI

Un’attenta perquisizione domiciliare ha permesso ieri mattina ai poliziotti della Squadra Mobile di trovare e sequestrare 25 grammi di cocaina e circa 20 di marijuana e di arrestare COPPOLINO Alessio, 28 anni messinese, con precedenti specifici per droga.

All’arrivo dei poliziotti il ventottenne ha tentato maldestramente di disfarsi della sostanza stupefacente gettandola dalla finestra: il sacchetto che la conteneva, insieme ad un bilancino di precisione, è stato però recuperato dagli agenti che hanno quindi proseguito la perquisizione all’interno dell’abitazione rinvenendo una chiave.

La chiave, da successivi ed ulteriori accertamenti, apriva la porta di un appartamento al di sotto di quello in cui viveva il Coppolino e di cui quest’ultimo ammetteva di avere la disponibilità: all’interno due ulteriori bilancini di precisione. Sequestrata anche la somma di 950 euro, ritenuta verosimilmente provento di attività illecita.

Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, l’uomo è stato trattenuto presso le camere di sicurezza della caserma Calipari in attesa di rito direttissimo che si terrà stamani.

12 NOVEMBRE 2017 – LANCIO DI SASSI DAL CAVALCAVIA. LA POLIZIA DI STATO ARRESTA DUE DICIASSETTENNI

Tentato omicidio. E’ questo il reato di cui dovranno rispondere i due diciassettenni arrestati stanotte dai poliziotti della Sottosezione Polizia Stradale A20. Sono stati sorpresi a lanciare sassi da un cavalcavia sulla A20 Palermo Messina, zona Milazzo, al km 39+540, intorno alle 03.30.

Da giorni i poliziotti erano impegnati in servizi di controllo del territorio potenziati dopo il verificarsi di altri episodi similari registrati su tutto il territorio nazionale e che nel milanese hanno portato alla morte di una donna. L’attività operativa info-investigativa ha permesso stanotte di individuare e sorprendere i due diciassettenni che hanno tentato di allontanarsi dal cavalcavia ma sono stati raggiunti e arrestati.

I minorenni avevano già colpito un’auto in transito, raggiunta sul parabrezza da un pezzo di lastra di cemento utilizzata generalmente per la copertura dei canali di scolo delle acque piovane.  Il pezzo di cemento ha frantumato il parabrezza, ammaccato il cofano e sfondato la mascherina anteriore destinata all’areazione posta nel paraurti, dove è rimasto in parte incastrato. I detriti prodotti dall’impatto hanno danneggiato altre vetture in transito ma, fortunatamente, nessuno ha riportato lesioni. Solo una grande paura.

I due diciassettenni, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, sono stati trasferiti in un centro di prima accoglienza per minori.

17 NOVEMBRE 2017 – LA POLIZIA DI STATO ARRESTA RAPINATORE ROMENO

Nella mattina di ieri aveva studiato l’esercizio commerciale nel quale mettere a segno il colpo facendosi notare dalla vittima per l’atteggiamento inquietante.

E’ nel tardo pomeriggio però che Dimitru Florin romeno di 29 anni realizza il suo proposito criminoso prelevando dalla cassa una somma di denaro alla presenza della vittima, dipendente del negozio preso di mira e di alcuni clienti.

Vani i tentavi di farlo desistere: nonostante le urla della malcapitata infatti il giovane riesce a darsela a gambe non prima però di storcerle un braccio causandole lesioni all’arto.

Immediato l’intervento delle volanti dell’UPGSP  che raccolte le informazioni relative alle fattezze del giovane e visionate le immagini del sistema di video sorveglianza danno inizio alla caccia all’uomo.

Individuato poco dopo nei pressi della villetta Royal, il romeno alla vista dei poliziotti tenta di nascondersi all’interno di una piccola bottega. Gli agenti provvedono prontamente a bloccarlo e perquisirlo trovandogli addosso, custodito nella tasca del giubbotto, il bottino poco prima prelevato.

Dichiarato in stato di arresto per rapina e lesioni si dava comunicazione dell’accaduto alla competente autorità giudiziaria che ne disponeva il trattenimento presso la camera di sicurezza in attesa di giudizio per direttissima.

24 NOVEMBRE 2017 – LA POLIZIA DI STATO ARRESTA PERICOLOSO RAPINATORE: AVEVA SEMINATO IL PANICO IN CITTÀ

Ha seminato il panico aggredendo e minacciando, per pochi spiccioli, un anziano e diverse donne.

Inaudita violenza quella ai danni del povero uomo nei confronti del quale ha sferrato un pugno costatogli la tumefazione dello zigomo e tanta paura. Non pago si era subito dopo scagliato contro una donna colpendo, con pugni e calci, lo sportello dell’autovettura nella quale la stessa aveva trovato rifugio. Ed ancora a distanza di poco, brandendo una bottiglia di birra, proferendo frasi ingiuriose, aggrediva due ragazze per impossessarsi di una esigua somma di denaro. Stesse modalità e medesimo importo si ripetevano nei confronti di ulteriori due giovani minacciate altresì di morte.

Spostamenti rapidi, appiedati, con zaino a spalla ed i peggiori propositi: queste le modalità che hanno contraddistinto l’azione delittuosa dell’uomo arrestato ieri dalle volanti della Questura di Messina. Immediato l’intervento dei poliziotti che, dopo aver rassicurato le vittime e raccolto le loro testimonianze, hanno messo a setaccio l’intera città alla ricerca del colpevole.

Louro Schlup Josè Alejandro nato in Svizzera di anni trenta è stato bloccato dagli operatori di polizia in prossimità della villetta Largo dei Marinai Russi con addosso quei pochi spiccioli sottratti con violenza ai malcapitati.

Dell’accaduto veniva informata l’A.G competente che disponeva venisse condotto presso la Casa Circondariale di Messina Gazzi in attesa di giudizio.

27 NOVEMBRE 2017 – LA POLIZIA DI STATO FERMA TRE PRESUNTI SCAFISTI

Allo sbarco dei 619 migranti approdati venerdì scorso a bordo della nave della Capitaneria di Porto “Diciotti CP 941” sulla coste della Città dello Stretto c’era anche la Squadra Mobile della Questura di Messina.

Immediate le attività di indagine svolte dai poliziotti alla ricerca di presunti scafisti. In particolare gli investigatori riscontravano elementi degni di  approfondimento in due degli eventi oggetto dell’attività di soccorso a mare.  Grazie anche alle informazioni fornite dagli operatori della nave intervenuta nel salvataggio dei migranti, tre soggetti di origine marocchina risultavano alquanto sospetti.

Questi, dalle numerose testimonianze dei migranti sottoposti ad intervista, venivano  individuati come i vigilanti dei locali insistenti in una non specificata località libica nei quali molti erano stati rinchiusi in attesa di intraprendere il “viaggio della speranza” verso le coste italiane.

I tre inoltre venivano indicati come coloro che durante la prigionia distribuivano i pasti e discutevano in modo confidenziale con i libici responsabili dell’accampamento.

Sempre dalle testimonianze raccolte in sede di indagini, supportate per di più  da immagini video estrapolate da alcuni cellulari in possesso dei migranti,  gli operatori di polizia individuavano in due dei tre suddetti marocchini coloro che, alternandosi alla guida, avevano condotto il natante, nel terzo, invece, colui che era in possesso di un telefono satellitare.

Il quadro probatorio ricostruito in modo chiaro, preciso e concordante permetteva, pertanto, ai poliziotti della Squadra Mobile di procedere al fermo di P.G nei confronti di Nena Al Kbir di 47 anni, El Ouafi Abdellatif, di anni 40 e Gerwawy Anwar Rachid di anni 30.

Dell’accaduto si informava prontamente il Sost. Proc. della Repubblica competente il quale disponeva la traduzione dei tre marocchini presso la Casa Circondariale di Gazzi, in attesa della convalida da parte dell’A.G.

28 NOVEMBRE 2017 – LA POLIZIA DI STATO ARRESTA PIROMANE NEL CENTRO STORICO DELLA CITTÀ DI MESSINA

Gravi le conseguenze che si sarebbero potute registrare ieri notte a causa dello scellerato gesto di un pregiudicato messinese.

Quest’ultimo, infatti, nel centro storico della città, ritrovo della movida messinese, in prossimità di un esercizio commerciale nelle adiacenze di Piazza Duomo, appiccava un incendio le cui fiamme si propagavano velocemente, data la grande mole di materiale usato per la combustione, avvolgendo anche un palo per l’illuminazione pubblica che veniva in tal modo danneggiato.

L’intervento tempestivo delle volanti della Questura di Messina, che allertavano immediatamente del fatto i VV.FF accorsi sul posto prontamente, evitava non solo ulteriori danni a cose ma anche e soprattutto pericoli per l’incolumità pubblica.

I poliziotti perlustravano la zona alla ricerca del possibile responsabile e grazie anche alle informazioni raccolte da alcuni passanti risalivano a Sudano Giuseppe trentunenne messinese.

Nascosto in prossimità di alcuni distributori automatici di bevande il piromane veniva sottoposto a perquisizione personale che dava esito positivo avendo gli operatori di polizia rinvenuto nella tasca del suo giubbotto ben 4 accendini.

Inoltre il Sudano emanava un forte odore di fumo ed una volta bloccato dai poliziotti confermava di esserne l’autore.

Veniva pertanto tratto in arresto per il reato di danneggiamento a seguito di incendio e trattenuto nelle camere di sicurezza in attesa di giudizio come disposto dall’A.G competente.

7 DICEMBRE 2017 – LA POLIZIA DI STATO ESEGUE L’ORDINANZA DI APPLICAZIONE DELLA MISURA CAUTELARE IN CARCERE DI HISHAM MARJAN: LE VOLANTI DELLA QUESTURA DI MESSINA LO AVEVANO ARRESTATO LO SCORSO SETTEMBRE

Risale allo scorso settembre l’arresto da parte dei poliziotti delle Volanti della Questura di Messina del ghanese Hisham Marjan che con pervicacia e spregiudicatezza metteva a segno plurime rapine ai danni di giovani donne.

Stesso il modus operandi utilizzato nei confronti delle vittime: pedinamenti, aggressioni e strattonamenti perpetrati in orario notturno o alle prime ore del mattino in zone centrali della città ed a volto scoperto.

Gli stessi operatori di polizia che hanno posto fine alle azioni criminose del predetto nella giornata di ieri hanno eseguito nei sui confronti l’ordinanza di applicazione della misura cautelare della custodia in carcere ritenuta dall’A.G adeguata e proporzionata alla gravità dei fatti.

Le attività di indagine svolte dai poliziotti, infatti, grazie anche alla collaborazione delle persone offese hanno permesso di ritenere sussistenti, con qualificata probabilità, i gravi indizi di colpevolezza per i delitti sopra evidenziati.

Un quadro probatorio logico, particolareggiato e privo di contraddizioni dal quale sono  emerse la pericolosità, la professionalità e la caratura criminale dell’autore che unite al pericolo di reiterazione delle condotte criminose hanno imposto l’applicazione della misura cautelare sopra specificata.

14 DICEMBRE 2017 – OPERAZIONE NATALE SICURO. LA POLIZIA DI STATO INTENSIFICA IL CONTROLLO DEL TERRITORIO. TRE GLI ARRESTI IN CITTÀ

Già partiti i servizi straordinari di controllo del territorio della Polizia di Stato per garantire maggiore sicurezza e serenità nel periodo delle festività natalizie. L’operazione ad alto impatto “Natale Sicuro” ha già visto impegnati nei giorni scorsi i poliziotti in attività di vigilanza e prevenzione in prossimità di centri commerciali, grandi magazzini, outlet e mercatini natalizi di Messina e provincia.

Nelle giornate dell’11 e del 12 dicembre scorsi, operatori delle Volanti e unità del Reparto Prevenzione Crimine “Sicilia Orientale” di Catania, col supporto di personale del locale Gabinetto di Polizia Scientifica, hanno proceduto al controllo di 323 automezzi e di 397 persone di cui 345 cittadini italiani e 52 stranieri. 53 le persone risultate avere precedenti di polizia.

La presenza costante dei poliziotti ha permesso l’arresto in flagranza di MARINO Francesco, 32 anni, messinese, con precedenti per furto con strappo. L’uomo è considerato l’autore di due furti messi a segno in noti esercizi commerciali in centro città, ultimo dei quali perpetrato in una gioielleria. Le telecamere all’interno lo hanno immortalato arraffare  un orologio del valore di 299 euro ed allontanarsi velocemente dal negozio. I poliziotti delle Volanti lo hanno individuato ed arrestato alcuni minuti dopo all’interno di un supermercato poco distante. Aveva ancora nel giubbotto l’orologio rubato con tanto di supporto rigido per l’esposizione. Nelle tasche teneva anche un paio di occhiali da vista griffati, muniti ancora di targhetta con codice a barre, che l’arrestato ha ammesso di aver rubato in un altro negozio. In atto indagini per valutare eventuali altri furti.

Ulteriori due arresti sono stati eseguiti invece in nottata, intorno alla mezzanotte, quando è scattato l’allarme presso l’ufficio postale di Santa Lucia Sopra Contesse. Le Volanti intervenute hanno sorpreso RIZZO Giovanni, 30 anni, con precedenti penali e CRISAFULLI Rosario, 21 anni, entrambi messinesi, allontanarsi a bordo di un’auto.

I due hanno confermato il loro coinvolgimento nel tentativo di furto ai danni dell’ufficio postale dove i poliziotti hanno riscontrato chiari segni di effrazione. La saracinesca era stata infatti sollevata per metà e bloccata con un tubo di un metro e mezzo circa, la porta d’ingresso forzata probabilmente con un palanchino così come la porta di accesso all’area riservata ai dipendenti e alla cassaforte.

I due, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, sono stati sottoposti agli arresti domiciliari in attesa di rito direttissimo.