Malagiustizia a Barcellona Pozzo di Gotto (Messina)

Accade a Barcellona, in un Palazzo di Giustizia dove il gip Pugliese è costretto a scrivere che per l’udienza camerale per un’opposizione non può che fissare al prossimo febbraio. Perché ci sono troppe opposizioni a richieste d’archiviazione e per cronica scarsezza d’organico, chi ci lavora è costretto a fare salti mortali. A chiedere di “rivedere” la posizione del pm è l’ingegnere Carmelo Cascio, 65 anni, di Alì Terme, uno degli accusatori delle magagne di Casa Nostra -Tremonti di Messina, figlio del compianto Armando, deputato regionale e vice presidente Sicilcassa. E’ stato investito nell’estate del 2016 prima dell’ingresso in una galleria in territorio di Barcellona, mentre era in bici , dall’auto della milazzese Laura Milone ed ha dovuto superare vari traumi e non solo cranici con 237 giorni complessivi di degenza ospedaliera o casalinga. Sembra filare tutto liscio giudiziariamente parlando ma sei nel Distretto Giudiziario di Messina e così si formano due fascicoli, uno dirottato al Giudice di Pace che archivia e deve ancora depositare le motivazioni e l’altro passa dalle mani del pm Paiola e corre verso l’archiviazione, stavolta con opposizione nei termini. Cascio è difeso dall’avvocato milanese Chiara Guzzon, rimasta basita per l’iter dei due fascicoli e per quel fascicolo aperto contro ignoti quando ci sono nome e cognome dell’investitrice e numero di targa dell’auto . Troppi cattivi pensieri assalgono Cascio e il suo legale che chiede l’unificazione dei fascicoli 377 e 2335 del 2016 e meno approssimazione. Curioso che per un fatto così grave sia stato chiamato un giudice di pace. O, forse, non è proprio curioso. Ma chi è davvero Luana Milone? Così …vip?