Ragusa, schiavizzate e costrette a prostituirsi con un rito magico: due arresti

Le avevano contattate in Nigeria, offrendo loro un lavoro in Italia. Poi le avevano fatte imbarcare su natanti sovraffollati, per un viaggio organizzato dai trafficanti libici che la polizia definisce “ad alto rischio di naufragio”. Una volta arrivate in Europa, però, le donne subivano un rito magico esoterico, lo “Ju Ju”, e venivano costrette così a “lavorare” in Italia per pagare il “debito” con i trafficanti di uomini, una somma compresa fra 25 e 35 mila euro. Così, la squadra mobile di Ragusa, in collaborazione con quelle di Roma e Bergamo, ha fermato due donne, Maris “Anita” John e Jessica “Jennifer” Usanan, accusate di avere organizzato la tratta delle schiave dall’Africa

all’Italia, reclutando le donne. Alcune delle vittime erano minorenni.

Le vittime, secondo l’inchiesta della Dda di Catania, venivano minacciate e sottomesse psicologicamente. In Nigeria, poi, le minacce arrivavano anche ai familiari. Maris John e Jessica Usanan, sulle cui piste la polizia ragusana si è messa dopo alcuni sbarchi avvenuti a Pozzallo fra la fine del 2015 e l’inizio del 2016, sono state rintracciate rispettivamente a Roma e Bergamo.

sbarchi porto di Pozzallo
sbarchi porto di Pozzallo