Incidente sulla A20. Illese la figlia dell’ex parlamentare Sonia Alfano con una amica

Un grave incidente, per fortuna senza gravi conseguenze, si è verificato lo scorso primo dell’anno sull’autostrada A20 nei pressi dello svincolo di Cefalù. Nel terribile impatto due ragazze Giusy la figlia dell’ex parlamentare europea Sonia Alfano e una amica, Miriam, sono rimaste fortunatamente illese mentre l’auto sulla quale viaggiavano le due ragazze, è praticamente inutilizzabile, ridotta ad un ammasso di lamiere. A raccontare l’accaduto la stessa ex parlamentare Sonia Alfano sulla sua pagina di Facebook.

L’attuale commissario liquidatore della Tirrenoambiente ha puntato soprattutto l’attenzione al disinteresse dei numerosi automobilisti che dopo l’incidente che ha visto coinvolte la figlia ed una sua cara amica, non si sono nemmeno fermati per prestare soccorso. “E’ disarmante pensare che per oltre 20 minuti nessuno si sia fermato vedendo l’auto in quelle condizioni e con due ragazze ancora dentro il veicolo” ci ha dichiarato Sonia Alfano”. L’ex euro parlamentare prosegue “Il nuovo anno è iniziato benissimo. Posso infatti dire che l’uno gennaio 2018 alle ore 20:15 sono nate per la seconda volta mia figlia Giusy e Miriam, una delle sue più care amiche nonché per me una figlia”.

“L’uno gennaio sera alle ore 20:15 sul tratto autostradale Messina Palermo all’altezza dello svincolo di Cefalù, mia figlia Giusy, a causa del tratto autostradale non illuminato e della deformazione del manto stradale, scrive Sonia Alfano sulla sua pagina Facebook, ha perso il controllo dell’auto dopo aver fatto ben 6 rocambole, schivato un albero ed ha finito la sua corsa all’interno dello spartitraffico. Ha percorso circa 95 metri con l’auto ribaltata prima di finire la sua corsa. Sono stati attimi interminabili durante i quali lei ha creduto di morire e di non rivedere più la sua famiglia. Nonostante Giusy abbia 21 anni, la sua freddezza alla guida le ha evitato la morte certa. Ma mentre quell’auto rimaneva capovolta, decine di auto sfrecciavano senza fermarsi a prestare aiuto. Si è fermato solo un signore che ha messo a rischio la sua stessa incolumità pur di prestare soccorso a due ragazze di 21 anni. Vittorio, questo il suo nome, le ha tranquillizzate e le ha liberate da airbag esploso e cinture di sicurezza incastrate. Vittorio nel vedere Gjusy e Miriam illese, ha pianto di gioia. Cosi come la gioia ha pervaso gli animi delle 2 squadre di vigili del fuoco e delle ambulanze, giunte per una segnalazione di incidente mortale. Per fortuna loro stanno bene, solo tanta paura. Ma non altro, nemmeno un banalissimo graffio. Mi chiedo, continua Sonia Alfano, invece a che razza appartengano quelle bestie che hanno deciso di continuare la loro corsa senza nemmeno preoccuparsi se ci fossero sopravvissuti a bordo di quell’auto. I soccorsi sono stati veloci, e ringrazio tutti per essersi presi cura delle mie cucciole. Polizia stradale, vigili del fuoco, 118 e personale dell’ospedale san Raffaele di Cefalù. Ma da mamma ringrazierò a vita Vittorio per aver aiutato Giusy e Miriam ad uscire dall’auto, anche perché la macchina su cui viaggiavano è dotata anche di un impianto a gas, e davvero poteva succedere di tutto. Oggi mia figlia ha pianto per la paura perché ha rivissuto quei lunghissimi momenti. Ha capito che le è stata data una seconda possibilità. Io sono felicissima che tutto sia andato cosi ma spero solo che chi non si è fermato a prestare soccorso, possa sentirsi uno schifo. Ovviamente sono stati fatti tutti gli esami tossicologici e verifiche sul cellulare per dimostrare che l’incidente non è stato causato da alcuna forma di distrazione. Mi auguro soprattutto che quella maledetta autostrada che purtroppo ha già  fatto troppi morti, possa essere manutenzionata ed attenzionata da chi ci governa. Spero insomma che il buon senso possa albergare nelle coscienze. Noi dopo 24 h di normale e fisiologico “fermo delle funzioni vitali” a causa del terribile spavento, riprenderemo presto a festeggiare l’ingresso del nuovo anno che ha deciso di donarmi per la seconda volta quel meraviglioso miracolo che si chiama vita! Grazie a chi in quelle ore mi era vicino e ha cercato di tranquillizzarmi”.

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