Un ritorno alle origini per Miss Germanotta e la nuova vita di Lady Gaga

Ci aveva già provato qualche anno fa, ma con Robert Rodriguez fu più per gioco che per altro: un divertito ruolo da femme fatale in Machete Kills, qualche citazione nelle recensioni e poco altro da mandare alle cronache future. Detto in parole povere: un fallimento che la nostra Stefani ricorda molto bene. Adesso però Lady Gaga ha deciso di fare sul serio e tentare la scalata a Hollywood partendo da un titolo come È nata una stella, classico del Novecento già visto in tre versioni e ora diretto da un debuttante di lusso: l’attore Bradley Cooper. Un azzardo come un altro, dirà qualcuno a questo punto, e invece no perché per la nuova prova come attrice Lady Gaga ha deciso di far cadere il suo celebre alter ego e apparire sui titoli e sui poster unicamente come Stefani Germanotta, senza riferimento alcuno ai trionfi pop.

La trama del film è nota, ovvero la relazione complicata tra un veterano di successo della musica country, Jackson Maine – interpretato dallo stesso Cooper – e la sua talentuosa allieva Ally (Lady Gaga, anzi no, Stefani Germanotta) che in breve tempo arriverà a offuscare la stella (già opaca) del maestro. La nuova variante di È nata una stella – che anche in Italia probabilmente rimarrà A Star Is Born e uscirà a maggio per la Warner – è la quarta dopo quella datata 1937 con Janet Gaynor, quella del 1954 con l’enorme Judy Garland e quella del 1976 rivista da Barbra Streisand. «Il personaggio di Ally è stato rivisto e aggiornato ovviamente», ha spiegato Cooper, alle prese con un primo film da regista piuttosto ambizioso, «ma il centro di tutto saranno le canzoni, perché quando sali su un palco e canti non puoi più nasconderti».

Bradley Cooper
Bradley Cooper