Cammarata

Voto di scambio a Cammarata (Agrigento)

Nel comune di Cammarata, nell’Agrigentino, nel mirino finisce l’elezione di una consigliera comunale d’opposizione, Giovanna Bonaccolta (che non è destinataria di alcuna misura cautelare), moglie di Pietro Stefano Reina, il pediatra del paese arrestato questa mattina con l’accusa di voto di scambio e concorso esterno in associazione mafiosa. Gli inquirenti ricostruiscono i contatti fra Reina e Calogerino Giambrone (anche lui arrestato ed esponente della famiglia mafiosa di Cammarata) nei mesi precedenti alle consultazioni amministrative del maggio 2015. Da quanto emerge nell’atto d’accusa dei pm della Dda di Palermo Reina si comporta come il regista della campagna elettorale della moglie e chiede i voti a Giambrone promettendogli che, una volta eletta, la moglie avrebbe curato gli interessi della famiglia mafiosa. Giambrone accetta di sostenere la donna, chiedendo però che Reina faccia da intermediario con il fratello della moglie (titolare di un’area di servizio lungo la statale 189) per la fornitura di caffè al bar. In sostanza i voti delle famiglie sarebbero andati alla Bonaccolta se il fratello della candidata avesse accettato di rifornirsi di caffè esclusivamente dal cognato di Giambrone. Uno scambio che però non andò in porto. Giovanna Bonaccolta venne eletta con 321 voti, ma l’area di servizio non cambiò fornitore di caffè.