Spiaggia Capo d'Orlando erosa

Capo d’Orlando. Ripascimento del litorale orlandino. Il prossimo 2 febbraio tutti al capezzale della moribonda spiaggia.

Un tempo, neppure troppo lontano, era il vanto di una città intera e, se mi si permette, anche l’invidia dei paesi che non potevano permettersi un arenile come quello orlandino. Oggi, purtroppo, c’è chi parla ancora di turismo tentando di impapocchiare noi poveri ingenui, dimenticando volutamente, quindi in malafede, che parlare di turismo senza uno straccio di spiaggia è come voler nascondere il sole con un dito, anche se il dito è grosso, sempre di dito si tratta.

Le recenti devastanti mareggiate hanno reso necessario accelerare i tempi in vista dell’intervento per la difesa dell’arenile nei tratti di maggior criticità ovvero, tra la foce del Torrente Zappulla ed i pennelli stabilizzatori realizzati qualche anno fa dalla Provincia Regionale di Messina dal Faro di Capo d’Orlando alla zona di Villa Bagnoli.

L’ultimo step- afferma il sindaco Franco Ingrillì- avrà luogo il prossimo 2 febbraio, nel corso di un vertice, aperto al pubblico, si confronteranno i tecnici comunali, il progettista, l’ingegnere Antonio Sutera, l’esperto Giuseppe Mallandrino dell’Università di Palermo, Legambiente Nebrodi, sodalizi del territorio e cittadini”. “ Con delibera dello scorso 10 ottobre, l’esecutivo orlandino.- precisa Ingrillì-  ha approvato il progetto per la difesa della spiaggia, il cui importo complessivo ammonta a 4 milioni 985 mila euro .

Il progetto approvato prevede un intervento organico e complesso finalizzato al miglioramento, all’ampliamento ed alla rigenerazione del litorale – commenta il primo cittadino-  nonostante l’elaborato non comprenda  l’intero litorale paladino, è comunque suscettibile di modifiche ed integrazioni proprio nell’intento di superare tutte le criticità legate all’erosione. Puntiamo sui fondi europei per salvare un bene primario per la nostra città: la difesa della costa riveste infatti un’importanza strategica da un punto di vista ambientale, sociale ed economico”. “A tutti i costi – conclude Ingrillì –  vogliamo raggiungere un obiettivo prioritario per la nostra amministrazione che unisca la salvaguardia del territorio e la difesa di tutte le attività collegate con il turismo balneare”.

L’area costiera oggetto di intervento ricade precisamente in due zone costiere diverse, denominate zona 1 che si estende dal torrente Zappulla fino ai Pennelli stabilizzatori eseguiti dalla Provincia regionale di Messina nel 2005 e “ Zona 2”, che si sviluppa dal promontorio paladino sino alla zona di accumulo di materiale solido, innanzi al molo di sopraflutto del porto. In queste zone è compreso il lungomare Andrea Doria particolarmente colpito dal fenomeno erosivo, che necessita di essere messo in sicurezza.

Secondo il presidente di Legambiente Nebrodi, Enzo Botempo: “ Bisogna abbandonare l’idea della costituzione di barriere rigide, poiché non basterebbero a risolvere il problema dell’erosione. Occorrerebbe invece ripristinare il flusso proveniente dal torrente Zappulla, rimuovere gli ostacoli che impediscono l’alimentazione del litorale ed operare versamenti in spiaggia, previo monitoraggio”. “ L’obiettivo finale- conclude il presidente Bontempo- deve essere la ricostituzione della capacità di resilienza dell’arenile”. Gli ambientalisti di Capo d’Orlando vanno ripetendo questi concetti da anni. Purtroppo per noi, non sono stati mai ascoltati ed oggi le conseguenze, peraltro disastrose, li vediamo senza l’aiuto di lenti di ingrandimento. Vorremmo, quindi, che il 2 febbraio data fissata per l’assemblea pubblica, si evitasse la solita tiritera ipocrita e piagnucolona. Bisogna agire da subito e concretamente dimenticando almeno per una volta che il 4 marzo prossimo ci si dovrà recare alle urne…evitiamo le passarelle!

Enzo Bontempo
Enzo Bontempo