Mistretta (Messina) Non si placano le polemiche per le incaute dichiarazioni del vicesindaco Oieni sul “Protocollo Antoci”.

Entrare nell’occhio del ciclone ci vuol poco, basta una semplice incauta dichiarazione e per uscirne dovrai sudare le proverbiali sette camicie. Anche se la dichiarazione del vicesindaco di Mistretta Vincenzo Oieni non è stata soltanto incauta ma poco rispettosa nei confronti di un uomo, Giuseppe Antoci, che da alcuni anni mette a repentaglio la propria vita per combattere l’arroganza della mafia del pascoli dei Nebrodi.
Anche il presidente del consiglio comunale amastratino, Felice Testagrossa e dei consiglieri comunali di maggioranza e minoranza, che, con due note affidate alla stampa, lanciano un appello nel quale chiedono al sindaco, Liborio Porracciolo, a ritirare la delega di vice ad Oieni.
“Esprimo la più convinta e profonda solidarietà al Presidente del Parco dei Nebrodi Giuseppe Antoci e all’Arma dei Carabinieri – scrive il presidente Testagrossa – per l’inaccettabile, sconcertante ed incomprensibile attacco mediatico, sferrato senza ragionevoli motivi dal vicesindaco del comune di Mistretta, durante l’incontro pubblico tenutosi a Nicosia, lunedì 29 gennaio u.s., alla presenza di innumerevoli Sindaci e rappresentanti delle istituzioni locali e regionali. Dai video ripresi e diffusi dai social network, emerge forte preoccupazione per il duro attacco sferrato dal vice sindaco Oieni, con riferimento al Protocollo di legalità Antoci, protocollo già sottoscritto dall’Amministrazione comunale ed inspiegabilmente mai applicato in ambito locale dal Sindaco avv. Liborio Porracciolo. Non a caso, i fondi comunali, i cui contratti risultano già disdettati, stranamente, risultano ancora oggi riassegnati senza regolari bandi pubblici, in forza di un avviso del Sindaco Porracciolo dell’11/05/2016, con il quale lo Stesso, autorizzava la prosecuzione della conduzione dei fondi, disapplicando di fatto o meglio non tenendo assolutamente conto del protocollo di legalità già sottoscritto e oggi oggetto del duro attacco. Tale anomala situazione locale, non consente agli allevatori amastratini (che certamente nulla hanno da temere dall’esito scaturente dalle certificazioni antimafia previste dal protocollo Antoci), di poter richiedere nelle forme previste dalla Legge i contributi da parte di Agea, stante che agli stessi non è data la possibilità di partecipare a regolari bandi pubblici, non essendo in possesso di un regolare contratto. Nel prendere formalmente le distanze da questa imbarazzante vicenda, che coinvolge oltre le istituzioni locali anche l’intera comunità amastratina, auspico, vivamente, che il Sindaco Porracciolo per quanto accaduto faccia tesoro dell’invito formulato dal Presidente del Parco Antoci e, nel più breve tempo possibile, metta in atto tutte le decisioni conseguenti che il caso richiede. Coscienza e senso del dovere devono diventare un patrimonio collettivo e non soltanto di quei pochi che, a causa delle loro battaglie per la legalità, oggi si ritrovano a vivere sotto assedio”.
In una nota l’intero gruppo consiliare “riconferma la più ampia solidarietà al Presidente del Parco dei Nebrodi, Giuseppe Antoci, per l’impegno profuso per restituire legalità alla gestione dei terreni comunali e di contrasto alla criminalità organizzata, esprimono il più vivo ringraziamento alle Forze dell’Ordine per la diuturna attività di controllo del territorio e di prevenzione dei reati e auspicano che il sindaco Porracciolo, voglia adottare, con immediatezza i provvedimenti più opportuni al fine di porre termine e rimedio all’imbarazzo delle istituzioni cittadine”.
Dal sindaco di Mistretta, Liborio Porracciolo, non abbiamo ancora sentito una sola parola di critica al suo vice. Forse, è stato colto da improvvisa e grave forma di afasia?