Editore agli arresti: asta fallimentare per il settimanale “Centonove”

 

La testata regionale “Centonove”, che per venticinque anni ha raccontato con notizie e inchieste la Sicilia, da domani sarà all’all’asta all’ufficio Fallimenti della seconda sezione civile del tribunale di Messina, con un prezzo a base d’asta di 221.682 euro più Iva.

Il periodico è stato ideato e fondato a Messina dal giornalista Enzo Basso, oggi agli arresti domiciliari per un’inchiesta della Guardia di finanza su una “bancarotta impropria” che ha coinvolto anche il giornale. Il prezzo base verrà stabilito con riferimento all’offerta più alta pervenuta, con possibilità di offerte in aumento di mille euro rispetto all’importo minimo indicato.

“Rare volte mi è successo nella vita di leggere un cumulo di imprecisioni quali quelle riportate nell’ordinanza firmata dal gip che ha autorizzato il mio arresto – ha detto Basso scrivendo una sorta di memoriale difensivo – e si sta spulciando tutto quello che ho fatto negli ultimi 24 anni, come giornalista-imprenditore dell’editoria, si mischiano fatti di vent’anni fa con vicende di quindici anni fa e si presenta poi un conto con un mandato limitato agli ultimi cinque anni”.

Secondo la Finanza, che notificò gli arresti domiciliari a Basso il 30 ottobre scorso, il sistema del giornalista-editore “consisteva nel creare società ad hoc, che venivano gravate di oneri connessi alla titolarità di importanti testate giornalistiche edite nella provincia di Messina, indebitate con l’erario e con gli istituti previdenziali e successivamente messe in liquidazione con il contestuale spostamento della gestione della testata ad altre imprese”.