Il rito della “santina” e della “punciuta” per essere “combinati” con Cosa nostra

 

Il rito della santina e della punciuta – per giurare piena fedeltà a Cosa Nostra – nell’area di Menfi e di Sambuca di Sicilia non si usa più. Ne parla, davanti ai magistrati della Dda di Palermo, il 18 agosto del 2016 il collaboratore di giustizia, ritenuto ormai ex capo della famiglia mafiosa di Menfi, Vito Bucceri.

Mentre appena poche settimane fa, il neo pentito favarese Giuseppe Quaranta aveva raccontato di come lui era stato, formalmente, “combinato”: con la santina in mano che viene bruciata e la cosiddetta “punciuta”, un anno e mezzo prima – stando a quanto emerge dalle pagine dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere dell’inchiesta “Opuntia” – Bucceri aveva spiegato che né lui, né Calogero Rizzuto di Sambuca di Sicilia – anche quest’ultimo collaboratore di giustizia dopo l’arresto, nel 2008, nell’ambito dell’operazione “Scacco Matto” -avevano seguito quella procedura.