Sant’Agata Militello (Messina) Il consiglio comunale del 14 e 15 febbraio scorsi.

Il sindaco di Sant’Agata Militello, Carmelo Sottile, importante cittadina del Messinese, pare ci abbia preso gusto e sforna comunicati stampa riguardanti la vita politico-amministrativa della sua città. Questa volta la sua nota molto critica per la verità, come le precedenti, riguarda i lavori del Consiglio comunale del 14 e del 15 febbraio scorsi e Sottile bacchetta i consiglieri che fanno capo al Presidente del Consiglio Antonio Scurria, in un crescendo Rossiniano..

Il consiglio comunale ormai sembra attivo solo per discutere interrogazioni (il più delle volte inutili e strumentali) e mozioni.antonio-scurria-1-640x381.jpg
Nel consiglio comunale convocato per giorno 14 u.s. (San Valentino) presente l’amministrazione quasi al completo, ma nulla di fatto per la discussione degli ultimi due punti all’ordine del giorno, relativi alla Consulta giovanile dei Nebrodi ed alla variazione di bilancio per il progetto PON Inclusione (234.000 euro), senz’altro di maggiore rilevanza rispetto alle interrogazioni, essendo poi caduto il numero legale con aggiornamento della seduta al giorno successivo andata deserta anche quest’ultima per mancanza di numero legale (solo 2 su 11 della maggioranza-opposizione ).

Per cui la reazione dell’opposizione relativa al verificarsi dell’assenza in Consiglio comunale di sindaco e giunta per non avere risposto alle interrogazioni , con relativa segnalazione al Prefetto da parte del presidente del Consiglio, lascia il tempo che trova, anche in considerazione del fatto che molteplici sedute di consiglio, alle quali hanno sempre presenziato gli amministratori, sono andate deserte per mancanza di numero legale, ed assenza degli stessi consiglieri, con inutili esborsi del comune per i gettoni di presenza.

Carmelo Sottile, Sindaco S. Agata di Militello
Carmelo Sottile, Sindaco S. Agata di Militello

In ogni caso, va precisato che la presenza dell’Amministrazione non è indispensabile ai fini dello svolgimento dei lavori, né tantomeno incide sul piano della legittimità degli atti e tanto più sulle votazioni e approvazioni, per cui
la mancata partecipazione ovviamente non invalida le sedute ma può comportare valutazioni solo ai fini del controllo attribuito al consiglio.
Invece, a proposito di interrogazioni, non si rinviene alcun obbligo normativo a che una interrogazione debba essere necessariamente ,a prescindere da una specifica indicazione in tal senso nel contenuto del regolamento, trattata in Consiglio comunale.

Il ricorso a metodi come i social network o altri mezzi di comunicazione («Sindaco e assessori ormai rispondono solo tramite facebook» secondo quanto sostenuto dal consigliere Barbuzza) sicuramente potrebbe essere il mezzo migliore per comunicare con i cittadini, visto e considerato che anche questi ultimi non partecipano alle sedute, verosimilmente perché delusi (anche loro) dalle modalità della conduzione dei lavori consiliari e visto che le problematiche “sollecitate dai cittadini stessi tramite i consiglieri proponenti” con le interrogazioni, e le relative risposte che darebbero al riguardo gli amministratori, rimarrebbero, sostanzialmente, “lettera morta” tra le mura dell’aula consiliare, e non arriverebbero comunque ai cittadini.
Tuttavia la giunta, pur non sottraendosi a presenziare le sedute del Consiglio, se non in rarissime ipotesi, si avvale anche del confronto mediatico, sicuramente più vicino alla gente, proprio perché la sede del consiglio comunale il più delle volte si è rivelata impraticabile a causa, in primo luogo, della conduzione dei lavori consiliari, senza il giusto rispetto del ruolo istituzionale dell’amministrazione, specie, per esempio, nella predisposizione dell’ordine del giorno, in cui gli argomenti e le proposte provenienti dall’esecutivo, vengono, contrariamente a quanto previsto dalla legge, sempre poste dietro alle interrogazioni ed alle mozioni, con il rischio che le stesse, poi, non vengano trattate, come è successo nella seduta di giorno 14 u.s., dopo la discussione di oltre 10 interrogazioni( l’art 19 l.r. 7/92 dice: il consiglio comunale è convocato dal presidente con all’ordine del giorno gli adempimenti previsti dalla legge o dallo statuto e compatibilmente con questi dando la precedenza alle proposte del sindaco ).

Panorama S. Agata di Militello
Panorama S. Agata di Militello

Ma l’Aula consiliare si rivela impraticabile per l’amministrazione anche a causa dell’atteggiamento politico oppositivo-ostruzionistico da parte del presidente del consiglio, il quale, facendo ricorso continuo a diffide ed esposti che coinvolgono in più casi i dipendenti comunali, con conseguente rallentamento dell’azione amministrativa, specie in circostanze che producono un beneficio nell’espletamento di servizi ai cittadini e principalmente per la diversa visione politica con l’attuale amministrazione, parrebbe interferire attraverso note dirette agli uffici con le attività gestionali richiamando spesso il ricorso all’intervento della Procura della Repubblica, dell’ ANAC, della Corte dei Conti, dell’Assessorato regionale agli enti locali e della Prefettura, ect.

Quindi visto che è proprio di qualche giorno fa la segnalazione al
Sig. Prefetto ed a tutto il “mondo“ da parte del presidente del consiglio per la mancata partecipazione dell’Amministrazione ai lavori di una seduta di Consiglio Comunale per le mancate risposte alle interrogazioni , malgrado l’assenza alle sedute non inficia lo svolgimento dei lavori consiliari, sarebbe anche il caso che i consiglieri richiedessero alle sedi competenti la verifica di un’eventuale sussistenza di profili di irregolarità nello svolgimento delle competenze e funzioni proprie del presidente del Consiglio.