La querela di Lucia Borsellino al presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci

“Assessore Borsellino, il suo nome non le consente assolutamente di non avere rispetto alcuno per le autorità che rappresentano qualunque tipo di istituzione pubblica. Glielo dico perché sono sufficientemente paziente nei suoi confronti”, tuonava il 2 luglio 2014 dai banchi dell’opposizione all’Ars il deputato Nello Musumeci, oggi presidente delle Regione siciliana contro l’allora assessore alla Sanità Lucia Borsellino.

Una frase mal digerita dalla figlia di Paolo Borsellino che, per aver legato il suo cognome ad un’ipotetica mancanza di rispetto nei confronti delle istituzioni, lo ha querelato per ingiuria e diffamazione. Sulla vicenda la procura ha chiesto l’archiviazione, ma l’avvocato dell’ex assessore Borsellino, Vincenzo Greco, ha presentato opposizione all’archiviazione. Nell’udienza di ieri il gup Wilma Mazzara si è riservata la decisione. Nei prossimi giorni deciderà se archiviare il procedimento, ordinare un supplemento d’indagine o disporre l’imputazione coatta.

L’attacco in aula di Nello Musumeci a Lucia Borsellino riguardava la mancata visita dell’allora assessore alla Sanità all’ospedale di Militello in Val di Catania, il paese natale di Musumeci. Una visita promessa e concordata tre volte con il sindaco del comune catanese e due deputati regionali che però è sempre saltata per sopraggiunti impegni dell’assessore. Per l’attuale presidente della Regione, Lucia Borsellino non si sarebbe scusata pubblicamente per la mancata visita, violando quello che Musumeci definisce il “galateo istituzionale” e dunque mancando di rispetto alle istituzioni.