Castel di Lucio (Messina) Si arroventa il clima politico–amministrativo in vista del voto di primavera

 

In primavera i cittadini di Castel di Lucio, sui Monti Nebrodi, dovranno rinnovare la loro classe dirigente, sindaco e consiglio comunale. Puntualmente, l’aria a Castel di Lucio inizia a surriscaldarsi, e le polemiche cominciano a prendere il sopravvento anche nei rapporti interpersonali. Intanto, prima di addentrarci nella polemica in atto tra il sindaco Giuseppe Franco e il consigliere Alessandro Giordano, vorremmo dire che amministrare una realtà piccola e tutt’altro che ricca come quella Castelluccese non è semplice e il buon Franco ha fatto del suo meglio; detto questo cerchiamo di capire quali sono i motivi della pesante critica sollevata dal consigliere comunale di appartenente al gruppo di minoranza, Impegno Civico, lanciata, dal proprio profilo Facebook, al primo cittadino di Castel di Lucio, accusandolo di non essersi minimamente interessato della questione che, qualche mese fa, ha portato inopinatamente alla chiusura dell’ufficio di collocamento di Castel di Lucio.

Le critiche mosse da Giordano, in cui il sindaco viene biasimato, anche, da un altro consigliere di minoranza, Silvana Patti, che, condividendo la disamina del collega Giordano, cambia argomento e torna sulla controversia “Castello” mettendo in evidenza come la denuncia querela, presentata dal sindaco Franco nei confronti del consigliere Giordano, sia gravata sul bilancio comunale e quindi sulle tasche dei cittadini. Sbagliato a suo modo di vedere. Leggiamo, in ogni caso, le dure affermazioni del consigliere di opposizione Alessandro Giordano:

“Sono tre mesi che l’ufficio collocamento di Castel di Lucio è senza corrente elettrica. Sono novanta giorni che il Sindaco( il locale è comunale) ne è informato e non ha mosso un dito. L’ufficio è temporaneamente chiuso. Chi scrive è il dipendente dell’ufficio in questione, ma, soprattutto, è un acerrimo e irriducibile avversario politico, dentro e fuori il consiglio comunale, del Sindaco e dei componenti della tavola Comune. Per essere più preciso, incalza Giordano, ho una concezione della politica e della gestione della cosa pubblica diametralmente opposta a quella di chi governa la nostra piccola comunità. Devo dire che negli ultimi cinque anni sono stato più di una volta oggetto delle attenzioni del Sindaco. La prima volta, riferendosi ad un paio di commenti da me espressi sulla vicenda “Castello”, mi ha querelato per diffamazione. I giudici hanno archiviato. La seconda delicatezza me l’ha riservata quando ero convalescente dopo aver subito un delicato intervento chirurgico. Ha scritto due lettere ai miei superiori, rammenta il consigliere, arrivando a chiedere la restituzione dei locali a causa della forzata sospensione del servizio. Un modo originale per dimostrarmi la sua vicinanza in un periodo per me delicato. Anche la seconda cartuccia era caricata a salve. Ora farà di tutto per rifarsi e provocarmi il maggior disagio umano ed economico possibile. Questo mio sfogo ha il duplice scopo di mettere al corrente l’opinione pubblica e denunciare la totale indifferenza, in tutte e tre le vicende, della comunità castelluccese. Per me viaggiare per e da Mistretta non è la fine del mondo. Per molti ritrovare la dignità di cittadini liberi non sarà semplice. Ovviamente, non faccio di tutta l’erba un fascio. Ho avuto la vicinanza e il sostegno dei miei colleghi dell’attuale minoranza, conclude Giordano, di tanti miei elettori e amici. Mi è mancato il sostegno di alcune associazioni e alcune personalità, che avrebbero potuto e dovuto opporsi alla prepotenza di chi perseguita i suoi avversari.”

Fin qui il consigliere Alessandro Giordano. Per motivi di spazio rinviamo la replica del sindaco, Giuseppe Franco, in un’altra pagina del nostro giornale.