Tribunale di Bari

Scommesse Catania alleata della Sacra Corona Unita

Dalle carte catanesi su mafia e scommesse salta fuori che il boss Carmelo Placenti  venne costretto a cercare alleanze fuori Sicilia. Entrando in contatto con esponenti di spicco della criminalità organizzata di altre città. Il suo nome fa capolino di continuo, ad esempio, nelle carte del blitz sulle scommesse online della Procura di Bari: è lui in contatto con i fratelli Martiradonna, figli di Vito (“Vitin l’Enel”, condannato per associazione mafiosa poiché considerato il cassiere del clan Capriati, Sacra corona unita), che curano in prima persona l’affare delle scommesse in Puglia, con agganci anche in altre regioni del Paese, Sicilia compresa.

I due filano d’amore e d’accordo, si chiamano “fratelli”, ma a un certo punto qualcosa si rompe e i Martiradonna, già in contatto con Fabio Lanzafame (oggi pentito), impongono ai Placenti di farsi da parte e di lasciare ad altri posto nel territorio. Ciò, secondo quanto si legge nelle carte del Gip, con la discesa in campo di Gaetano Loria (a Bari soprannominato “ ‘u sicilian”), personaggio di spicco del clan dei Carcagnusi, che prima di finire in gattabuia trova il modo di risolvere la questione con una  decisione drastica.