Palermo calcio

La replica dei legali del Palermo calcio

“Prendiamo atto dell’ennesima iniziativa d’indagine che interesserebbe l’U.S. Città di Palermo coincidente con il delicato momento di cessione della proprietà attraversato dalla società. Anche in tale occasione abbiamo collaborato con gli organi inquirenti, per far luce sulla vicenda, pur dissentendo dai dubbi investigativi sollevati dalla Procura”. A sostenerlo è l’ufficio legale del Palermo che ha pubblicato una nota sul sito ufficiale del club. “L’istanza di fallimento – si legge – è stata valutata e rigettata da un organo collegiale sulla base di dati oggettivi emersi da una perizia, anch’essa collegiale. I numeri della contabilità hanno attestato che il Palermo Calcio era ed è una società solida, dove la proprietà è sempre intervenuta allorquando ce ne sia stata necessità. A conferma di ciò il provvedimento di rigetto dell’istanza di fallimento non è stato oggetto di impugnazione da parte della Procura di Palermo divenendo così definitivo, circostanza che denota l’assenza di alcun dubbio sulla correttezza formale e sostanziale dell’iter del procedimento che ha generato il provvedimento di rigetto”. “La società ha dimostrato la sua solidità – aggiunge la nota – anche subito dopo tale provvedimento favorevole, infatti sin da giugno, nonostante il sequestro di oltre un milione 200 mila euro intervenuto nel momento della iscrizione al campionato 2017/18, è riuscita a far fronte a tutti gli impegni economici e finanziari richiesti, allestendo una squadra che sta svolgendo un ruolo da protagonista. Auspichiamo che tutto ciò non incida in alcun modo sulla cessione della proprietà, giunta ormai alla definizione, e sulla capacità della squadra di svolgere serenamente il proprio impegno per il raggiungimento della promozione in serie A”. Sullo sfondo, intanto, un incarico nel Palermo di Vincenza Palazzolo, amica del giudice Sidoti, ora sospeso per un anno dal gip di Caltanissetta.

Procura di Palermo
Procura di Palermo