Capizzi

Mafia di montagna, due capitini scelgono il rito abbreviato

Cinquantadue imputati su cinquantotto scelgono di essere giudicati con il rito abbreviato: soltanto in sei, fra cui l’ex sindaco di San Biagio Platani Santo Sabella, accusato di avere stretto un patto elettorale con il boss del paese Giuseppe Nugara, optano per la strategia processuale del rito ordinario. Dopo un paio di passaggi interlocutori per decidere sull’ammissione delle parti civili, entra nel vivo l’udienza preliminare scaturita dalla maxi inchiesta antimafia denominata “Montagna”.
Ecco l’elenco degli imputati: Adolfo Albanese, 71 anni, residente a Caltavuturo; Giuseppe Blando, 54 anni, di Favara; Vincenzo Cipolla, 56 anni, di San Biagio Platani; Domenico Antonio Cordaro, 53 anni, di San Cataldo; Franco D’Ugo, 53 anni, di Palazzo Adriano; Giacomo Di Dio, 50 anni, di Capizzi ; Santo Di Dio, 50 anni, di Capizzi; Salvatore Filippo Giacomo Di Gangi, 74 anni, di Sciacca; Angelo Di Giovanni, 46 anni, di Favara; Stefano Di Maria, 25 anni, di Favara; Vincenzo Dolce, 52 anni, di Cerda; Francesco Maria Antonio Drago, 51 anni, di Siculiana; Pasquale Fanara, 59 anni, di Favara; Daniele Fragapane, 33 anni, di Santa Elisabetta; Francesco Fragapane, 38 anni, di Santa Elisabetta; Raffaele Fragapane, 41 anni, di Santa Elisabetta; Giovanni Gattuso, 62 anni, di Castronovo di Sicilia; Alessandro Geraci, 32 anni, di Petralia Sottana; Angelo Giambrone, 36 anni, di Santo Stefano Quisquina; Calogerino Giambrone, 52 anni, di Cammarata; Francesco Giordano, 50 anni, di Niscemi; Salvatore La Greca, 75 anni, di Cammarata; Viviana La Mendola, 40 anni, di San Giovanni Gemini; Raffaele La Rosa, 59 anni, di San Biagio Platani; Roberto Lampasona, 40 anni, di Santa Elisabetta; Antonio Licata (detto Sandro), 27 anni, di Favara; Calogero Limblici, 60 anni, di Favara; Domenico Lombardo, 25 anni, di Favara; Calogero Maglio, 51 anni, di Favara; Vincenzo Mangiapane, 47 anni, di Cammarata; Vincenzo Mangiapane, 64 anni, di Cammarata; Vincenzo Mangiapane, 63 anni, di Cammarata; Domenico Maniscalco, 53 anni, di Sciacca; Giovanni Antonio Maranto, 54 anni, di Polizzi Generosa; Pietro Paolo Masaracchia, 68 anni, di Palazzo Adriano; Salvatore Montalbano, 25 anni, di Favara; Giuseppe Nugara, 53 anni, di San Biagio Platani; Salvatore Pellitteri, 42 anni, di Chiusa Sclafani; Vincenzo Pellitteri, 66 anni, di Chiusa Sclafani; Calogero Principato, 26 anni, di Agrigento; Luigi Pullara, 54 anni, di Favara; Salvatore Puma, 41 anni, di Racalmuto; il collaboratore di giustizia Giuseppe Quaranta, 50 anni, di Favara; Calogero Quaranta, 26 anni, di Favara; Pietro Stefano Reina, 67 anni, di San Giovanni Gemini; l’ex sindaco di San Biagio Platani: Santo Sabella di 53 anni; Giuseppe Scavetto, 49 anni, di Casteltermini; Antonio Scorsone, 53 anni, di Favara; Calogero Sedita, 35 anni, di Santo Stefano Quisquina; Giuseppe Luciano Spoto, 79 anni, di Bivona; Massimo Spoto, 40 anni, di Bivona; Vincenzo Spoto, 42 anni, di Bivona; Nazarena Traina, 48 anni, residente a Cammarata; Gerlando Valenti, 46 anni, di Favara; Stefano Valenti, 52 anni, di Favara; Vincenzo Valenti, 50 anni, di Favara; Giuseppe Vella, 38 anni, di Favara; Salvatore Vitello, 43 anni, di Favara; Antonino Vizzì, 54 anni, di Raffadali. Quasi tutti gli imputati, compreso il trentottenne Francesco Fragapane di Santa Elisabetta, ritenuto il nuovo capo del mandamento della Montagna, hanno scelto la strategia processuale del rito abbreviato. In sostanza non ci sarà alcuna decisione sul rinvio a giudizio e un vero e proprio dibattimento. Sarà il giudice dell’udienza preliminare di Palermo, Marco Gaeta, a decidere se assolvere o condannare. In quest’ultimo caso la pena sarebbe ridotta di un terzo.

I difensori, però, hanno chiesto alcune “condizioni” al rito abbreviato che di norma esclude l’ammissione di altre prove. In particolare è stato chiesto di sentire il pentito Giuseppe Quaranta, altri testi e trascrivere alcune intercettazioni. Il pm si è opposto alle “condizioni” e il giudice scioglierà la riserva all’udienza successiva in programma fra sette giorni. Gli unici a scegliere il giudizio ordinario, oltre Sabella, sono Lombardo, Montalbano, Principato, Scavetto e Scorsone.