Carcere di Gela Contrada Balate

No all’ergastolo ostativo

“La giustizia non può essere vendetta”. Gli avvocati del foro di Gela  e della Camera penale “Eschilo” ne sono convinti ormai da tempo e anche ieri, insieme agli esponenti radicali di “Nessuno tocchi Caino”, hanno caldeggiato una revisione delle norme sull’ergastolo, a cominciare da quello ostativo. “Fine pena mai”, così recita il brocardo classico degli ergastolani ostativi, condannati al carcere a vita. “Per loro la pena finirà solo il 31 dicembre del 9.999 – ha detto l’avvocato Maurizio Scicolone – è la formula che i funzionari del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria utilizzano per i condannati all’ergastolo ostativo. Sembra un paradosso ma non lo è, perché parliamo di condannati destinati a morire in carcere. C’è un deliberato dell’Unione Camere penali italiane che prevede il superamento dell’ergastolo ostativo”. L’avvocato Joseph Donegani, che ha preso parte al tavolo del dibattito, usa una formula piuttosto immediata nel sintetizzare le incongruenze normative che reggono le fondamenta del fine pena mai. “La società nel tentativo di estirpare la violenza dal reo – ha spiegato – ne commette una superiore, negandogli definitivamente il ritorno alla libertà”. La Camera penale “Eschilo” sostiene la causa di “Nessuno tocchi Caino” che sta lottando contro l’ergastolo ostativo e che lo scorso anno ha deliberato l’ingresso nel direttivo anche di alcuni ergastolani a vita, compreso l’ex stiddaro Orazio Paolello, la cui testimonianza è contenuta nel documentario “Spes contro spem”, proiettato ieri all’ex chiesa di San Giovanni. “Il carcere a vita vanifica la funzione riabilitativa della pena prevista dalla nostra costituzione – ha spiegato il presidente della camera penale l’avvocato Giacomo Ventura – purtroppo, quella contro l’ergastolo ostativo non è una battaglia attuale, troppo spesso sopita da un clima di colpevolismo diffuso. La camera penale è certa della necessità di abolire il fine pena mai”. Al tavolo dei relatori c’era l’ex presidente della Regione Salvatore Cuffaro, che ha voluto rendere la propria testimonianza di ex detenuto. “Davanti all’ergastolo ostativo, che smentisce i principi della nostra costituzione – ha detto – perché un detenuto dovrebbe riabilitarsi, sapendo che non potrà mai più ritornare nella società? Il carcere ti toglie il respiro. Oggi, in Italia, il carcere è l’esatto opposto di quello che viene previsto dalla nostra costituzione”.