Alfonso Bonafede

Depistaggio Borsellino.

“Non posso entrare nel merito di fatti che sono oggetto di indagine e che devono essere accertati. Posso dire che il diritto del popolo italiano è il diritto alla verità. E su questo lo Stato deve impegnarsi, ciascuno nel proprio ruolo. La magistratura portando avanti tutte le indagini e gli accertamenti che saranno necessari per arrivare alla verità. E poi il ministero, una volta accertati i fatti e lacune, ha la possibilità di portare avanti tutte le verifiche insieme al Csm”.

Lo ha detto a Palermo il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, a margine del convegno “Costruire il futuro della convenzione di Palermo” al Palazzo di giustizia del capoluogo siciliano, parlando con i giornalisti della relazione illustrata ieri dalla commissione regionale Antimafia che pone nuovi interrogativi sul depistaggio legato alla strage di via D’Amelio.

“Posso dire che da questo punto abbiamo un livello di magistratura altissimo, forse il più alto in Europa – ha proseguito – è interesse del ministero andare a individuare se ci sono state lacune e quindi intervenire con procedimenti disciplinari. Questa procedura sarà breve, una volta accertato un fatto il ministero si può attivare. Il ministero è molto impegnato nel monitorare tutto quello che accade per eventualmente attivarsi laddove ci sono state delle lacune, da questo aspetto dipende la credibilità della giustizia agli occhi dei cittadini”.

“Io – ha aggiunto il procuratore nazionale antimafia, Federico Cafiero de Raho – sono convinto che ci siano le condizioni perche’ si faccia luce e si arrivi alla verità, non solo perché sono ottimista di natura, ma anche perché con il lavoro si raggiunge qualunque obiettivo”.

Federico Cafiero De Raho
Federico Cafiero De Raho
Strage di via D'Amelio Palermo
Strage di via D’Amelio Palermo