Operazione rischiosa sulla tratta Capo d’Orlando – Luino, andata e ritorno.

 

Siamo ad un punto di svolta fondamentaele e, forse, anche dal punto di vista turistico. Si dovrà decidere in un prossimo futuro se ci si intende assecondare la vocazione turistica di Capo d’Orlando oppure toglierci mano e rimettere in un cassetto, una volta per tutte, le ambizioni frustrate di questa popolazione che discetta dalla fine degli anni ’50 sul tema turimo senza alcuna conclusione.

Lo studio tecnico ACETI con sede in Luino, a due passi dalla terra elevetica, ha progettato un resort denominato  “Citrus” che, crediamo voglia dire “Agrumeto”. “Nomina sunt conseguentia rerum”. I nomi sono la conseguenza delle cose.  Il resort, ammettiamolo per onestà intellettuale, elegante e gradevole dal punto di vista estetico, potrebbe dare un forte impulso ad un turismo non di massa.area-1

Questo significa che da un lato si costruisce in zona agricola, nell’ex Piana di Capo d’Orlando (zona Trassari), nel poco agrumeto rimasto e dall’altro il resort lo chiamiamo Citrus. Sembra una piccola beffa. Quindi, si vorrebbe realizzare in quel terreno inedificabile, sì un piccolo gioiello urbanistico che trasformerebbe tutta la zona interessata nella quale non sono previsti insediamenti urbanistici, facendola diventare però zona altamente edificabile. Difficile conciliare le due cose ma le paese delle meraviglie nulla è vietato.

Il titolare dello studio Aceti di Luino, per chi non lo sapesse, è il  suocero di un ex assessore appena disarcionato ed è questo un handicap per la credibilità dello studio in questione. All’interno dello studio che ha realizzato il progetto “Citrus”, bellissimo ed elegante lo ripetiamo a scanso di equivoci, troviamo anche la signora dell’ex assessore che noi abbiamo contribuito a far mandare a casa.

Ma il fatto che la signora, con tanto di laurea in architettura se non prendo una colossale cantonata, sia la compagna di vita di un ex amministratore che non amiamo non significa nulla. Il progetto Citrus è un progetto che dovrebbe essere approvato e realizzato così com’è: elegante, per nulla invasivo e gradevole agli occhi. E per chi ama l’estetica non potrebbe dire il contrario. Ma quì cade l’asino. Ci siamo posti alcune domande:

Prima domanda: il progetto sarà approvato così com’è oppure  qualcuno ben individuato fa il gioco delle tre carte, questa vince e questa perde ed alla fine perde ancora una volta e sempre il paese? Voglio dire, il progetto che abbiamo visto e che ci hanno fanno vedere, è esattamente come sarà l’opera finita?area-2

Seconda domanda: perchè, ci siamo chiesti, attorno a quest’opera si è lavorato sotto sotto, taci maci, ed improvvisamente spunta il “Citrus”? Nella fantomatica revisione del PRG che “giace” nel cassetto del sindaco da troppo tempo , perchè non lo si porta ancora in Consiglio comunale? A chi fa comodo tenerlo sotto chiave in attesa di tempi migliori, politicamente parlando?

Terza domanda: ma quanti sono gli interessati a finanziare la costruzione del Citrus che costerebbe svariati milioni? E la variante al Piano Regolatore Generale chi la proporrà?

Quarta domanda: è un progetto che apparentemente cammina nella direzione giusta, cioè, intendiamo dire, si vuol favorire lo sviluppo del turismo a Capo d’Orlando oppure si vuo favorire una colossale speculazione immobiliare dei nuovi cementisti speculatori?area-3

Allo studio ACETI l’ardua risposta?