Non ci sono fondi per le scuole della provincia nissena

Non ci sono più soldi per le scuole e gli istituti superiori della provincia nissena rischiano di non potere ripartire con le lezioni giorno 7 a causa delle bollette non pagate alla società elettrica, alla società di telefonia e del gas. La vicenda è stata discussa questa mattina nel corso di un vertice fra i dirigenti scolastici, la deputazione nazionale e i dirigenti della ex provincia. L’incontro si è tenuto nei locali della ex provincia di Caltanissetta e vi ha partecipato anche il dirigente dell’ufficio scolastico regionale, dell’ambito Enna/Caltanissetta, Salvatore Benfante Picogna. Dopo un lungo dibattimento, la proposta lanciata dal vice segretario della provincia, Renato Mancuso, è quella di intestare le utenze alle stesse scuole, chiedendo all’assessorato regionale di competenza di anticipare, in via straordinaria, circa otto mila euro ad ogni istituto per fronteggiare, intanto l’emergenza, e poi battersi per chiedere l’abolizione del prelievo forzoso.

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Intestare le utenze alle scuole però, vuol dire intestarle ai dirigenti che, ovviamente, non ci stanno. Per la ex provincia si tratterebbe di una situazione momentanea, ed anche l’unica da potere attuare per garantire il regolare riavvio delle lezioni, ma i dirigenti scolastici temono il contrario e non avendo fondi a disposizione il timore è quello che in caso di inadempienze, da parte degli uffici competenti, a doverci rimettere di tasca propria sarebbero proprio i capi istituto.

Scuole superiori Caltanissetta
Scuole superiori Caltanissetta
Salvatore Benfante Picogna
Salvatore Benfante Picogna