Ex Province oggi Liberi Consorzi, un disastro annunciato

Il pasticcio era nell’aria da tempo e da scuole ed enti che comunque dipendevano dalle ex province l’allarme era stato lanciato con largo anticipo. Ora i nodi annunciati sono puntualmente arrivati al pettine perché le ex province, oggi liberi consorzi comunali, non hanno più le risorse per pagare le utenze delle scuole, dall’acqua al metano, dalla luce al telefono. Ex province sull’orlo del dissesto soprattutto a causa del cosiddetto prelievo forzoso dello Stato e stabilito a suo tempo dal Governo Crocetta nell’ambito di una abolizione delle province che, a conti fatti, sta creando più problemi di quanti ne abbia “risolti” e che sostanzialmente non ha fatto risparmiare quasi nulla.

A Caltanissetta c’è aria di rivolta da parte dei dirigenti scolastici che dovranno attingere ai fondi della scuola visto che il Libero Consorzio non può più operare alcun impegno di spesa. Molti presidi hanno inviato una diffida al commissario straordinario dell’ente e al dirigente del settore pubblica istruzione, trasmessa anche a prefetto, assessori regionali alla pubblica istruzione e alle autonomie locali, direttore dell’Ufficio scolastico regionale Sicilia.

Il mancato pagamento delle utenze da parte del Libero Consorzio si configurerebbe come interruzione di pubblico servizio e lesione del diritto allo studio. Sta di fatto che a quattro giorni dalla riapertura delle scuole si rischiano le lezioni al freddo. Già da ieri alcuni istituti sono al freddo. Intanto è stata disposta la disdetta delle utenze inerenti al riscaldamento di tutti gli uffici provinciali, e che, a seguire, si procederà al drastico ridimensionamento di quelle elettriche e telefoniche, razionalizzando quelle idriche.

Ad Agrigento intanto è stata bloccata la stabilizzazione dei precari, garantendo comunque il loro posto di lavoro fino al dicembre del 2019. Si tratta di 133 persone che ora hanno paura. Il commissario Di Pisa ha firmato un atto di indirizzo, con il quale manifesta “l’intento di procedere alla stabilizzazione di tutto il personale precario”.

Anche a Enna c’è il rischio che si blocchi la stabilizzazione dei 99 precari anche perché l’Ente rischia di dovere dichiarare il dissesto. E intanto prova a vendere alcune case cantoniere, tre nel comune di Aidone, a Gagliano, ad Assoro, a Nissoria  a Villarosa, Piazza Armerina a Calascibetta , da cui spera di incassare poco meno di mezzo milione, mentre intende affittare di via Varisano/piazza VI Dicembre, in piazza della Bonifica a Pergusa ed un altro locale a Nicosia

A Ragusa comunque sono state stanziate le somme per versare le indennità ai dirigenti e gli arretrati contrattuali dei dipendenti dell’ex provincia.

Nissoria
Nissoria
Commissario Di Pisa
Commissario Di Pisa