Punto nascita a rischio chiusura all’ospedale di S. Agata Militello

Assurdo ma vero. Il punto nascita dell’ospedale di S. Agata Militello che, per inciso ricade in un bacino con una popolazione di circa 100mila abitanti, rischia di chiudere. E questo,  nonostante un servizio di Ginecologia e ostetricia inappuntabile, un primario degno di questo nome, il dott. Umberto Musarra, ed una equipe di tutto rispetto che non lascia nulla al caso.

Il rischio chiusura del Punto nascita del nosocomio santagatese, che non è condiviso da nessuno popolazione e addetti ai lavori,  sarebbe uno degli effetti della nuova rete ospedaliera regionale che, l’altro ieri, ha segnato una tappa fondamentale con il decreto firmato dall’assessore Ruggero Razza.

Assessore che, ad onor del vero, ha dimostrato fin quì di non essere per nulla superficiale o peggio sprovveduto come altri suoi colleghi, ed ha avuto, invece, la capacità di saper ascoltare le esigenze del territorio. E proprio per questo, non crediamo che l’ assesore regionale alla sanità, giustamente fidatissimo del presidente Nello Musumeci, voglia assumersi la responasabilità di decretare la morte del Punto nascita dell”ospedale di Sant’Agata Militello, tra i centri più importanti della provincia Messinese. Sarebbe una iattura!

E’ vero che in virtù delle direttive impartite dal Ministero della Sanità, è necessario toccare quota 500 parti l’anno entro il 31 dicembre 2019 ma è anche vero che non si può stare lì a contare con il  bilancino del farmacista: gli oltre 300 parti registrati nel 2018, dove li mandiamo? E chi glielo racconta alle donne gravide di Castel di Lucio, Alcara Li fusi, Militello Rosmarino, San Fratello, giusto per citarne solo quattro paesi che durante le doglie dovranno essere trasportate a 100 chilometri di distanza? Ma mi facciano il piacere, mi facciano!

Umberto Musarra
Umberto Musarra