condanne pesanti per i cantieri palumbo

Lo smaltimento illecito dei rifiuti costa carissimo ai vertici deii cantieri navali Palumbo di Messina. Ben  sette condanne comminate da parte dei giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Messina ( presiedeva Mario Samperi). Il Tribunale ha condannato gli imprenditori Antonino  e Raffaele Palumbo a 6 anni, Mario Fierro a 2 anni, Giuseppe Costa a 1 anno e 10 mesi, Santi Scopelliti a 4 anni e 2 mesi, Raffaele Donnarumma a 4 anni e 2 mesi, Salvatore Croce a 3 anni. Disposta la sospensione della pena per Costa e Fierro. Condannati ad una sanzione amministrativa  la Palumbo spa, Futura sud srl, Stabia Yacthing & Coating srl. I giudici hanno previsto anche un risarcimento per le parti civili. A rappresentare l’accusa in aula, il pubblico ministero della Distrettuale Antimafia Fabrizio Monaco.

L’inchiesta è partita nel febbraio 2011 quando gli ispettori della Forestale scoprirono rifiuti speciali provenienti dagli scarti di lavorazione dei bacini dei cantieri navali esistenti lungo la zona Falcata di Messina. Vennero disposti dalla Prucura alla Guardia di Finanza accertamenti patrimoniali nei confronti dei titolari della Palumbo S.p.a., Raffaele e Antonio Palumbo, e furono sequestrati 226mila euro, equivalente sino alla concorrenza della somma coincidente con il risparmio conseguito dalla Palumbo S.p.a. per non aver proceduto, in termini di legge, allo smaltimento del rifiuto speciale prodotto.

Il processo di primo grado, si è concluso ieri, 8 anni dopo l’avvio dell’inchiesta, con 7 condanne. L’avvocato Nino Favazzo, legale di Raffaele Palumbo, così commenta: “Difficilmente gli imputati, principali protagonisti del processo  sono disposti ad accettare sentenze di condanna a loro carico. Compito del difensore, esaurito l’impegno processuale, è anche quello di tentare di spiegare, in attesa di conoscere le motivazioni, le dinamiche che hanno potuto orientare la valutazione del giudice. Vi sono però casi – e quello della decisione odierna è uno di quelli – in cui riesce davvero difficile persino immaginare quale possa essere il percorso motivazionale che ha portato a condanna. Basti pensare che, nel corso della lunga ed articolata istruttoria dibattimentale, mentre nessuna delle ipotesi di accusa ha trovato un minimo riscontro, è stata la difesa dei Palumbo a provare, documenti alla mano, che nessun illecito smaltimento di rifiuti si è verificato, ricostruendo, passaggio dopo passaggio, la intera filiera. Ecco perché l’accusa ieri e la sentenza oggi risultano oggettivamente inaccettabili. I difensori della Palumbo Spa esprimono stupore, alla luce della istruttoria dibattimentale, per la decisione del Tribunale di Messina, Seconda sezione penale, e sono fiduciosi sul ribaltamento della sentenza nel giudizio di appello”.

cantieri navali palumbo
Cantieri navali Palumbo