Capo d’Orlando, il clamoroso autogol della Lista Orlandina fa ancora discutere

L’atteggiamento da piccoli ducetti crescono, nei confronti della consigliera comunale Linda Liotta, secondo i tre consiglieri, diconsi tre, che hanno deciso motu propriu di allontanarla dalla Lista Orlandina,  fa ancora discutere a distanza di oltre tre settimane da quell’incomprensibile ed ingiusto provvedimento. La posizione dei tre,  capogruppo Colombo, Facciolà e Leonino, è stata mal digerita dall’opinione pubblica che ancora non si dà pace.

L’epurazione tipica da Politburo’, subita da Linda Liotta e di cui ancora oggi non sappiamo di quale infame reato si sia macchiata, visto che aveva dato prova di assoluta corretteza nei confronti dei suoi colleghi di lista, della maggioranza ingrilliana e dei cittadini tutti, rimane avvolta dal mistero. Inoltre, la nota del consigliere Liotta, diramata a seguito della sua epurazione dalla lista “affondata e guidata” dall’ex sindaco Sindoni, non ha sortito alcun riscontro dell’attuale primo cittadino, Franco Ingrillì. Non che fossero necessari grandi proclami o nitide dichiarazioni di solidarietà da parte delle Istituzioni per l’ingiustificato ed immotivato gesto tirannico compiuto a carico della Liotta, ma un cenno di vicinanza riteniamo fosse il minimo che un sindaco avrebbe dovuto fare a protezione del proprio consigliere. Simile all’atteggiamento del sindaco anche la scelta del cosiddetto responsabile della Lista Orlandina, assessore alle Politiche giovanili e Pubblica Istruzione, con delega al silenzio, Andrea Paterniti. Nessuna parola neanche da parte dell’ex vice sindaco/assessore.

Diciamocelo chiaro, la Liotta ha ricevuto attestazioni di solidarietà da parte dei cittadini e questo resterà nella storia del nostro Paese, come anche rimarrà indelebile il sapore amaro della sopraffazione da lei subita. Per capire come il sindaco intenderà trattare questa pagina tutt’altro che da libro Cuore, dobbiamo aspettare il 5 febbraio, data del prossimo Consiglio comunale? Intanto, che facciamo, continueremo a passare insonni le notti che separano il tempo da quì al 5 febbraio?