Una lettera inviata da una orladina che, da qualche anno vive fuori del suo paese

Riceviamo via Fb, che frequento poco o nulla, una garbata ma amareggiatissima lettera da parte di una signora, Cettina Paparone, che non ho il piacere di conoscere, che mette il dito sulla piaga delle…periferie di Capo d’Orlando. E, a testimonianza, ci racconta esattamente  quello che è successo qualche giorno fa. Leggiamo. 

Gent.mo Signor Galipó, sono un’orlandina che da qualche anno non vive più nel suo paese ma che ogni estate torna sentendosi sempre a casa…una casa che però, lo dico con dispiacere, ogni anno sembra sempre più sgangherata, vengo al dunque…

Stamattina di fronte all’uscita a mare 59 sulla via Trazzera Marina alcuni bagnanti che facevano il bagno si sono trovati in difficoltà nel tornare a riva ed hanno cominciato a chiedere aiuto ( li ho sentiti dalla terrazza dei miei genitori) ho telefonato chiamando i soccorsi (presa dall’agitazione il 112 che mi ha passato dopo vari secondi di attesa Sant’Agata e non Capo d’Orlando) mentre mia sorella correva dai bagnini “più vicini” per avvisarli di quanto stava accadendo … nell’attesa (sono arrivati una macchina con due uomini della capitaneria di porto, un’imbarcazione della guardia costiera, i due bagnini raggiunti da mia sorella ed un’ambulanza), fortunatamente i malcapitati riuscivano a raggiungere la riva avvicinati dalle onde e aiutati da altri bagnanti attrezzatisi con mezzi di fortuna, un salvagente e delle cime … e’ finita bene!

Una domanda piena di amarezza però rimane, perché la periferia di questo paese e’ sempre più abbandonata a se stessa?

Da ragazza, quando vivevo qui, mi innervosiva ed amareggiava sentire queste affermazioni dagli adulti di allora, ho sempre amato e difeso la “mia periferia” mi disturbava che venisse considerata meno del resto del paese .. oggi ahimè sono io a doverlo pensare e dire … perché gli Orlandini ed i turisti che scelgono la periferia di Capo d’Orlando non devono avere lo stesso diritto alla sicurezza in spiaggia di chi ha scelto il centro per godere del nostro mare?

Mi scuso per essermi dilungata e La ringrazio per l’attenzione nell’accogliere il mio sfogo.

Saluti
Catena Paparone

Intanto, sono io a ringraziare lei. Veda cara Signora, da tempo immemore nelle varie competizioni elettorali di Capo d’Orlando, i candidati di turno con ambizioni di sindacatura, non fanno altro che sbandierare il loro interesse e il loro amore per le periferie come se, improvvisamente, fossero sorte tutte durante le campagne elettorali. Chiusa la campagna elettorale le periferie tornano a non esistere più. Tutti se ne dimenticano come se nelle  contrade di questo nostro paese,  che per inciso amiamo più di tanti piccoli provocatori che si aggirano tra di noi, le donne e gli uomini, i vecchi e i bambini, non esistessero più, come fossero diventati tutti invisibili.

Luca Giuffrè, Anna, Carlos Vinci e il sottoscritto ci siamo occupati concretamente delle contrade della nostra cittadina, denunciando con stile, con garbo e lungi da ogni tentativo di strumentalizzazione, il degrado, l’abbandono delle nostre contrade. Piscittina, Scafa, San Gregorio, Trazzera Marina,  sono stati i nostri capisaldi mettendo però a nudo disfunzioni, abbandono e trascuratezza.

La sua lettera, gentilissima signora Paparone, mi rattrista alquanto: un pò perchè le sue parole  trasudano amarezza ma anche amore per il suo paese e, soprattutto, perchè ci fa capire ancora una volta che fare politica, mettersi al servizio degli altri, sarebbe una bella cosa. Peccato che è anche un’utopia. Andiamo avanti nella speranza che domani sia un giorno migliore!

San Gregorio
Trazzera Marina