12 anni in Appello al prete pedofilo del Villaggio Sant’Agata

Padre Pio Guidolin, il prete della chiesa del Villaggio Sant’Agata accusato di pedofilia, originario di Villorba nella Marca trevigiana , è stato condannato a 12 anni di reclusione dalla Corte d’Appello di Catania. Due anni in meno rispetto alla pesantissima pena inflitta lo scorso dicembre dal Gup. La sentenza di secondo grado è arrivata ieri quando era prevista l’apertura del procedimento in appello dopo che la difesa aveva presentato ricorso. Tutto definito in un’unica udienza: la lettura da parte del giudice relatore e poi la requisitoria della pg Maria Aschettino che – anche a seguito dell’ammissione di responsabilità da parte dell’imputato – ha chiesto la condanna a 10 anni di reclusione.

Ma la Corte d’Appello dopo la camera di consiglio ha condannato il sacerdote a 12 anni oltre al pagamento delle ulteriori spese per il II grado del giudizio. Confermata la sentenza nel resto. E quindi sul risarcimento delle parti civili: il gup aveva stabilito una provvisionale di 10 mila euro  ai familiari delle vittime assistite dal pool di legali composto dagli avvocati Michele Ragonese, Maria Chiaramonte, Graziella D’Urso, Massimo Di Stefano e Riccardo Liotta.

Padre Pio Guidolin ha preso carta e penna. E dal carcere ha scritto una lettera di suo pugno, poche righe in un foglio a righe. Il sacerdote condannato mette in stampatello le parole ‘confessione e pentito’. “Dopo una lunga riflessione dovuta anche ai due anni di ‘detenzione’”, scrive Guidolin, vorrei “esprimere con questa confessione il proprio completo pentimento per i fatti di cui sono accusato. Ho molto riflettuto e questa riflessione credo abbia fatto di me un altro uomo. Mai e poi mai – promette il prete – succederanno nella mia vita futura, fatti analoghi, ho fatto molto male oltre che a questi ragazzi, anche tutte le persone che credevano in me e di ciò sono profondamente amareggiato e pentito”.

Poi il sacerdote si rivolge direttamente ai giudici: “Credo che anche voi abbiate considerazione, del mio stato d’animo che oggi che mi vede un uomo profondamente cambiato. Spero – chiarisce –  che questo non vi sembri un ripiego per ottenere benefici, ma che sappiate leggere il mio profondo cambiamento leggendo il mio cuore”, chiosa Guidolin.

La storia processuale che coinvolge Padre Pio Guidolin inizia nel 2017, quando è stato arrestato con la terribile accusa di violenza sessuale aggravata.Un vero e proprio scandalo per la Chiesa di Catania. Le indagini svolte dai carabinieri e coordinate dal procuratore aggiunto Marisa Scavo hanno portato alla luce gli abusi anche ai danni di adolescenti, che sarebbero stati soggiogati dalla “forza carismatica” di Guidolin. Il sacerdote avrebbe saputo convincere alcuni giovanissimi fedeli parrocchiani a subire abusi sessuali “tacciati” per atti spirituali, con tanto di “olio santo” e “preghiere ad alta voce”.

Padre Guidolin inoltre avrebbe potuto contare della copertura e appoggio di alcuni parrocchiani. Le vittime sono state sentite nel corso dell’udienza per l’incidente probatorio che è finito dritto negli atti del processo. La difesa pronta ad andare in Cassazione: ” Pena troppo alta”.