Com’è la vita con il decreto Conte?

Piccoli accorgimenti e piccoli cambiamenti nella nostra vita quotidiana. Così cambieranno da oggi e fino al 3 aprile le nostre giornate dopo la firma di ieri sera da parte del premier Conte del nuovo decreto che estende su tutto il territorio nazionale la “zona rossa”. Le misure varate prevedono su tutto il Paese il divieto di spostamento se non per “comprovati motivi di lavoro” oppure “gravi esigenze familiari o sanitarie”.

Si può uscire per fare la spesa – Il decreto del Presidente del Consiglio prevede la possibilità di uscire di casa per motivi strettamente legati al lavoro, alla salute e alle normali necessità, quali, per esempio, recarsi a fare la spesa. Non è prevista la chiusura dei negozi di generi alimentari, che anzi rientrano tra le categorie che possono sempre restare aperte. Il Governo ha diramato una nota per chiarire ulteriormente: “Non è necessario e soprattutto è contrario alle motivazioni del decreto, legate alla tutela della salute e a una maggiore protezione dalla diffusione del Covid-19, affollarsi e correre ad acquistare generi alimentari o altri beni di prima necessità che potranno in ogni caso essere acquistati nei prossimi giorni. Non c’è alcuna ragione di affrettarsi perché sarà garantito regolarmente l’approvvigionamento alimentare”.

Spostamenti da comune a comune – Dalla pubblicazione del decreto in Gazzetta, vale a dire da stamattina, chiunque dovrà spostarsi per qualsiasi motivo (compresi lavoro o visite mediche) da un comune a un altro dovrà avere una giustificazione e presentare una autocertificazione per il controllo. Si può scaricare un modulo, semplice da compilare in cui si motiva il proprio spostamento. Per chi non avesse la possibilità di stamparlo, basta ricopiare il testo su un foglio di carta così da poterlo esibire in caso di controllo.

Cosa resta aperto e attivo – Farmacie e parafarmacie (anche quelle presenti nei centri commerciali), uffici comunali (con restrizioni sul ricevimento per il pubblico), Cimitero, consegna pasti a domicilio, assistenza domiciliare, trasporto pubblico, trasporti sociali, ambulatori medici e mercati rionali (con limitazioni)

Chiusi e sospesi fino al 3 aprile – Sospesa l’attività didattica delle scuole di ogni ordine e grado e degli asili nido, sospesi concorsi pubblici, eventi, congressi, attività culturali così come riunioni e assemblee in luogo pubblico o privato. Sospesa l’attività nelle palestre e nelle piscine, così come nei centri sportivi. Resteranno chiusi musei, biblioteche, cinema e teatri, così come i parchi archeologici regionali. Disposta la chiusura per pub, scuole da ballo, sale da gioco, sale scommesse e discoteche. Vietate le celebrazioni, comprese quelle di matrimoni e funerali, e tutte le messe.

Chiusi bar e ristoranti dopo le 18 – A partire da oggi i bar e i ristoranti in tutta Italia dovranno chiudere dopo le 18. Durante le ore di apertura, dovranno mantenere l’obbligo di distanza di un metro altrimenti l’attività sarà sospesa.

Aperti ma con prescrizioni – Le attività commerciali dovranno rispettare la distanza di un metro per i clienti altrimenti scatterà la sanzione: se non riescono per motivi strutturali dovranno chiudere. Nei giorni festivi e prefestivi saranno chiuse le medie e grandi strutture di vendita, nonché gli esercizi

commerciali presenti all’interno dei centri commerciali e dei mercati. Si raccomanda anche di contingentare gli accessi a negozi, mercati, fiere per evitare “assembramenti di persone”.

Centri commerciali chiusi sabato e domenica – In sintesi sabato e domenica i negozi presenti nei centri commerciali dovranno essere chiusi (escluse farmacie e alimentari); sempre sabato e domenica disposta la chiusura delle medie e grandi strutture di vendita. Per i supermercati, mercati, negozi di vicinato, così come per bar e ristoranti la limitazione riguarda le misure per evitare assembramenti (distanza di sicurezza di almeno un metro e ingressi contingentati). Stesso criterio che dovranno usare i pubblici esercizi. Infine per quanto riguarda le attività sportive sono previsti gli allenamenti a porte chiuse solo per tesserati professionisti e olimpionici.