San Martino

Lettera aperta al direttore Il caso dei lampioni stradali soppressi…

Sono una persona anziana che risiede ormai da trent’anni nella contrada Catutè di Capo d’Orlando, in una casa isolata fra altre cinque ville poste in fila lungo una stradella che corre sul costone (che spesso brucia in estate) sopra il paese, per finire ai tralicci di ripetitori telefonici e radio. Questa strada resta al buio da due anni: sono stati tolti i pali dell’illuminazione a motivo della sostituzione per usura. Era rimasto acceso solo un lampione proprio davanti alla mia casa, ma da dicembre nemmeno più quello e, nonostante i vari solleciti porti personalmente ad assessori e impiegati, l’assicurazione “provvederemo subito” non ha avuto alcun seguito.
Deprimente e pericoloso uscire con la torcia a trovare parenti e vicini. Una via isolata e al buio potrebbe attirare l’interesse di malintenzionati, infatti l’illuminazione pubblica da un secolo è segno di progresso e di civiltà, il primo deterrente contro ogni tipo di illegalità. Si sente dire che gli americani acquistino armi contro la pandemia, forse in previsione di un imbarbarimento da covid-19 ?
Inoltre, all’inizio della strada c’è una curva buia pericolosissima (si volerebbe nel panorama…), invece nella piazzetta della contrada, da molti anni tre potenti fari si accendono verso le chiome dei pini della villetta/giardini, a rinforzo di due lampioni a bracci: che senso ha? Esistono anche un oscuramento un’illuminazione illegali? Sono tentata di dotare il mio lampione cieco di un faro a led solare, a mie spese con rimborso sull’IMU…che ne pensa?
Oltre a questo servizio comunale doveroso per via degli oneri civici pagati, mi risulta inconcepibile e vergognoso il metodo dell’intervento: forse che in una famiglia, quando si cambiano le scarpe usurate si resta scalzi fino alla decisione di ricomprarle per tutti? Non sarebbe stato più ragionato settorializzare togliendo e sostituendo a giro veloce per non creare differenze fra cittadini protetti e reietti? O forse piace abbellire il salotto del centro città e lasciare sguarnita la contrada?
Ringrazio il direttore per la pubblicazione e porgo cordiali saluti.

Gent.ma Signora,
ricordo che alcuni anni fa, quandi i malavitosi cominciavano a bussare la porta per chiedere il pizzo ci fu la “rivolta dei commercianti” orlandini e poi nacque l’ACIO, si disse che il paese aveva bisogno di un nuovo impianto di illuminazione per scoraggiare ogni tentativo che potessero mettere in atto i malintenzionati approfittando delle tenebre. L’impianto fu fatto, ma sono passati venti anni ed oggi Lei giustamente segnala che l’illuminazione della Contrada Catutè risulta pressochè al buio e nessuno che intervenga. Allora mi sono chiesto: forse si vuol favorire i mascalzoni che approfittando del buio avrebbero la possibilità di intrufularsi nelle abitazioni con più facilità per razziare ogni cosa senza essere visti?