Coronavirus, in Sicilia crescono i positivi: 30 casi in più, 16 a Catania

Tre persone in più sono in ospedale, ma nessuno in Rianimazione. In totale, gli attualmente positivi sono 342, di questi 41 sono ricoverati, di cui 4 in terapia intensiva. Sono 30 i nuovi contagiati in Sicilia, secondo il bollettino diffuso dal ministero della Salute: più della metà sono a Catania. Dei 30 nuovi positivi 13 sono migranti. Tre persone in più sono in ospedale, ma nessuno in Rianimazione. In totale, gli attualmente positivi sono 342, di questi 41 sono ricoverati, di cui 4 in terapia intensiva.
Nella provincia etnea si contano 16 casi, 6 sono a Messina (di cui 5 migranti). Gli altri casi che interessano solo migranti sono stati registrati: 4 a Caltanissetta, 2 a Palermo, uno a Ragusa e uno a Enna. I guariti nelle ultime ventiquattro ore sono due e i tamponi effettuati 2.795. L’allarme dei sindacati: “Si rischia nuovo lockdown”
“La Sicilia rischia un nuovo lockdown, e non può permetterselo”. A lanciare il grido di allarme sono Cgil, Cisl e Uil regionali, che esprimono forte preoccupazione per la crescita del tasso di contagiosità, superiore a 1. “Le ultime rilevazioni – affermano i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil siciliane, Alfio Mannino, Sebastiano Cappuccio e Claudio Barone – indicano che l’isola è al secondo posto dopo il Veneto, fra le 8 regioni con un Rt da allerta. E anche le dichiarazioni dell’esperto Cristoforo Pomara, già componente del Comitato tecnico scientifico regionale confermano la necessità di non abbassare la guardia, perché la situazione è fortemente critica”.
Cgil, Cisl e Uil chiedono agli Enti locali di vigilare sul pieno rispetto delle misure di sicurezza, da quelle sul distanziamento sociale all’uso della mascherina. “Osserviamo purtroppo – affermano Mannino, Cappuccio e Barone – un’evidente noncuranza da parte dei cittadini e degli esercenti, per cui riteniamo indispensabile che si attuino controlli capillari e che siano sanzionate le inosservanze alle norme”. I sindacati confederali ricordano i protocolli di sicurezza nei luoghi di lavoro sottoscritti nel pieno dell’emergenza da Covid-19, con il governo regionale e le parti sociali e datoriali, “grazie ai quali – aggiungono – è stata tracciata una precisa strada da seguire, per tutelare i lavoratori e garantire un efficace funzionamento della macchina produttiva regionale”.