Amministrative 2021. A Capo d’Orlando ci sarà un ritorno al passato?

Agosto volge al termine e sugli ultimi scorci di un’estate macchiata dai fatti drammatici di cronaca e di un’emergenza sanitaria resuscitata, prevalgono su tutto le previsioni circa i futuri candidati a sindaco di Capo d’Orlando. Le vociferazioni sui papabili alla poltrona di Primo cittadino nelle amministrative del 2021 si rincorrono e sovrappongono, sono azzardate ed in contrasto tra loro, si confondono alle chiacchiere da bar o ai pettegolezzi sotto gli ombrelloni. Sono, per lo più, voci messe in circolazione artatamente da gruppi di “esperti politologi” di casa nostra con l’unico scopo di confondere le acque, il solito vecchio giochetto che non incanta più nessuno. Comunque sia, i giochi che precedono la campagna elettorale sono ormai iniziati, pertanto si è ampiamente nella fase in cui si rimescolano le carte, si azzardano strategie e si bleffa e rilancia. A breve, però, la partita vera e propria avrà inizio e, noi pensiamo, sarebbe per la gente molto più interessante si cominciasse a riflettere seriamente sul futuro di una comunità frustrata, disorientata dopo 4 anni di un’incerta amministrazione targata Ingrillì, e con una prospettiva davvero desolante e preoccupante.

Tra le tante voci, una si erge su tutte, sembra il rombo di un missile proiettato verso il passato. Perchè di una sindacatura bis dell’attuale Ingrillì non vi è certezza. Restituirà il testimone a chi glielo aveva consegnato? Questa è la voce più accreditata e verosimile. Intanto, però, chiariamo subito che dall’attuale amministrazione avremmo voluto una governance con maggiore personalità, con più grinta e con meno condizionamenti; con meno presenze ingombranti in Giunta, ove la convivenza non sempre è stata facile, ciò è confermato dai 3 rimpasti. Tenere a bada quel fior fiore di assessori impresentabili che del conflitto di interessi hanno fatto il loro modo di essere, non è mai stata condizione ideale per avviare una buona gestione della cosa pubblica. Inoltre, a prendere per oro colato tutte le critiche che abbiamo registrato in questi ultimi mesi sul modus operandi di Ingrillì, dovremmo dedurre che la sua gestione è stata fallimentare da qualsiasi lato lo si voglia guardare. Noi che invece amiamo scrutare anche il rovescio della medaglia, non prendiamo nulla per oro colato e diciamo che non sempre il detto latino “vox populi” debba necessariamente dire “vox dei”.
Se queste voci fossero credibili, dovremmo sotterrare in qualche fossa comune, questa e la precedente gestione Amministrativa dal momento che i guai di Ingrillì, nascono sì dai suoi limiti personali ma anche e soprattutto dai disastri della gestione precedente. In contrapposizione a ciò, invece gli orlandini cosa fanno? Non vedono l’ora che torni il vecchio messia, per razziare i pochi brandelli rimasti appesi allo scheletro della città, Capo d’Orlando. Gli orlandini, per fortuna non tutti, si limitano a girarsi indietro invece di guardare avanti, ragionando freddamente sulle macerie del passato che si riflettono sul presente.
Diciamo onestamente, le responsabilità del sindaco Franco Ingrillì ci sono. Ma si crederebbe davvero che l’unico responsabile dello sfaccio di un paese, che sembra spegnersi a poco a poco, sia esclusivamente Franco Ingrillì? I politologi più saputelli sono convinti che il popolo sia sordo e cieco, smemorato e poco avvezzo alla logica. I politologi pro-passato sono certi che non possa esserci futuro senza un ritorno al passato. Noi, invece, NO.