“C’è il partito della procura e quello della famiglia, il Paese si divide come per Juve e Inter, il tifo è ultrà”.

In fondo ad una pagina del mio quotidiano preferito, La Repubblica del grande Eugenio Scalfari, che il buon Dio lo faccia vivere ancora a lungo, Francesco Merlo, una delle firme più prestigiose del giornalismo nazionale, a proposito del caso della Dj Viviana e del piccolo Gioele, aveva individuato una forma di tifo tra chi fosse d’accordo con la tesi di Daniele Mondello che le ricerche per ritrovare sua moglie e il piccolo di soli 4 anni non erano state fatte bene e chi parteggiasse per la Procura della Repubblica di Patti, guidata da Angelo Vittorio Cavallo.
Pur essendo un ideologo tifoso della vecchia signora, nel caso specifico non ci eravamo schierati ma semplicemente siamo stati attenti all’evolversi della situazione giorno dopo giorno.
Però, se Francesco Merlo, ci chiedesse di schierarci lo faremmo a favore della Procura di Patti e del suo procuratore, che ho avuto la fortuna di conoscerlo personalmente traendone un’ottima impressione.
“Un pensionato dell’arma di 66 anni ha dunque mortificato gli scientifici che per sedici giorni avevano battuto invano ogni centimetro analizzando ogni cosa visibile e invisibile, I REPARTI SPECIALI DEI CARABINIERI E DELLA GUARDIA DI FINANZA, I CANI MOLECOLARI, I CACCIATORI DI LATITANTI, I VIGILI DEL FUOCO E I FORESTALI DELLA POLIZIA”.
Erano coordinati dal procuratore Angelo Cavallo che, in camicia bianca sbottonata sul petto, prosegue Merlo, non ha mai chiesto scusa per non aver trovato il corpicino, non ha ringraziato Di Bello e neppure si è rifugiato nel vecchio buon senso dei proverbi della “sua” Sicilia: “mbriachi e picciriddi, centu occhi li devono cercare”. Fin qui il bravo Merlo a cui gli è fuggito il fatto che Cavallo non è siciliano bensì pugliese, e quindi non poteva conoscere il vecchio proverbio che lui invece da buon siciliano conosce bene. Questo è un piccolo dettaglio, insignificante. E vedo, non me ne voglia l’interessato, che anche Merlo si è schierato e anche lui è un ultrà.
Le posso assicurare carissimo Merlo, che una buona parte delle notizie che lei ha attinto dalla stampa, non rispondono a verità. Angelo Vittorio Cavallo, nelle ricerche è stato diligente, scrupoloso e se vogliamo anche un po’ sfortunato. Giuseppe Di Bello di Capo d’Orlando, è stato più fortunato a “cercare dove gli altri non c’erano andati”. Ma non colpevolizzerei Angelo Cavallo, capo della Procura di Patti, che ha fatto l’impossibile per ritrovare Viviana e il piccolo Gioele. Ed accusarlo, del contrario, mi sembra eccessivamente ingeneroso.
A Francesco Merlo, vada la mia stima incondizionata.