Totò Cuffaro e il distanziamento fisico: “Avrei perso la metà dei voti, infatti mi chiamavano vasa vasa”

Cuffaro e il distanziamento: «Avrei preso la metà dei voti». L’ex presidente della Regione ha parlato in una intervista al Mattino: «Infatti mi chiamavano Vasa Vasa…»
Una campagna elettorale con il distanziamento e senza contatti diretti con gli elettori? Un disastro. La mia capacità di raccolta del consenso sarebbe stata più che dimezzata». A dirlo è Salvatore Cuffaro, ex presidente della Regione Sicilia, in un’intervista al Mattino.
«Mi chiamavano “vasa vasa” per questo, no? Io amavo il rapporto diretto: abbracci, saluti, strette di mano, i famosi baci. La disponibilità a stare insieme alle persone era la mia arma politica».
«Capisco le ragioni di natura sanitaria, per carità, ma che politica è senza contatto umano? Io ogni mattina, uscendo di casa, incontravo centinaia di persone, intrattenevo grandi rapporti umani. E la sera quando rientravo mi sentivo arricchito umanamente. Ciascuna di quelle persone mi aveva lasciato qualcosa. È la parte più bella della politica, il rapporto diretto con la gente», ricorda Cuffaro. Per l’ex senatore dell’Udc «oggi la leadership è vacua. Quando si è ancorati al niente, all’aver fatto 3 battute per 10mila like, poi ne fai una quarta che è sballata ed è crollata. Ai miei tempi i leader erano pochi, ed era difficile diventarlo. Ma se lo diventavi, era per sempre. Rimanevi un punto di riferimento. Il tuo consenso era radicato, strutturato.
E noi, pur non avendolo mai votato per ragioni ideologiche e nient’altro, gli volevamo un gran bene e quando ci incontravamo, spesso, era una festa!