Antenna c.da Scafa Alta: “Dopo che i buoi sono scappati…”

La notizia secondo la quale il sindaco di Capo d’Orlando avrebbe bloccato i lavori per l’installazione di una Antenna, ha riportato alla mente quella credenza popolare ma sempre valida che recita: “dopo che i buoi sono scappati dalla stalla, costruiamo il cancello di ferro”.
Con questo vogliamo dire che arriva tardivo l’intervento di diffida del sindaco, al di là delle enunciazioni di principio a noi sembra che manchi la volontà politica di abbatterla. Per ovvie ragioni, prima fra tutti che i signori che dovranno realizzare questo bel mostriciattolo di antenna, avranno avuto l’autorizzazione a farla. Sì, ma da chi?
L’Arpa Sicilia adesso dovrà valutare i rilievi e le osservazioni riportate in una relazione depositata da un laboratorio di consulenza da cui si evincono criticità e incongruenze sull’analisi di impatto elettromagnetico presentato dalla società titolare del’impianto.
Pertanto, il comune di Capo d’Orlando chiederà “all’Arpa di valutare celermente le osservazioni presentate e, nel contempo, si diffida la ditta dal proseguire le operazioni di realizzazione dell’antenna e/o attivare l’impianto nelle more della verifica e del relativo esito sulle opposizioni presentate”. Inoltre, “la normativa concede alle Amministrazioni comunali una competenza limitata in questo settore demandando tutto alla Regione ma faremo tutto quanto è in nostro potere per tutelare gli interessi della comunità orlandina”.
Ci permettiamo ricordare al primo ciattadino che la zona nella quale si vorrebbe installare l’antenna in questione, non fa parte delle 3 prescelte dal comune (come da regolamento comunale) per installare questo tipo di apparecchiature tecnologiche. Non dovrà far nulla, quindi, che pretendere il rispetto e le prerogative del Consiglio comunale che non ha autorizzato, in ultima istanza, la ditta a sventrare il territorio per insediare la bellissima antenna.
Due parole, infine, per il comitato spontaneo sorto per tutelare il paesaggio ed impedire l’installazione selvaggia delle antenne per la telefonia mobile, perchè il valore di utilità pubblica della tutela del patrimonio storico culturale ed ambientale di una comunità compreso il paesaggio, prevale sull’interesse pubblico, al miglioramento della qualità del segnale dei telefoni cellulari.
Il comitato contesta vibratamente anche la scelta di Scafa che come dicevamo prima, non farebbe parte dei tre indicati da un Piano approvato dall’allora commissario. E, in questo caso, i cittadini del comitato hanno dimostrato di essere migliori di chi li amministra.