Premio Mondo Donna 2020

Premio Mondo Donna 2020 – di Linda Liotta

La VII edizione della manifestazione Premio Mondo Donna, ideata da Salvatore Monastra e dall’assessore alle Pari Opportunità Cettina Scaffidi nella passata amministrazione, è un appuntamento annuale, interprete dell’attualità che viviamo. Il lavoro svolto dal dott. Monastra è meritevole per molti aspetti, ma quello che a me oggi piace mettere in risalto è la coerenza con cui ha costruito un evento attorno alla forza delle donne. Senza coerenza non si è credibili. Ed infatti il merito di Salvatore Monastra è stato proprio quello di essere riuscito a dare lustro alle ospiti premiate, trasmettendo al pubblico il messaggio che ognuna di esse avrebbe voluto veicolare: il percorso di ogni donna è frutto di sacrifici come quello degli uomini, solo che ci vuole doppia determinazione, doppia capacità nel saper incassare le difficoltà che si incontrano, doppia comprensione verso gli altri, doppia sensibilità nell’analizzare i segnali. Insomma le donne sono consapevoli del lavoro certosino necessario per poter raggiungere le vette desiderate. E l’organizzatore, secondo il mio modesto parere, è stato capace di spingere l’onda della volontà femminile che travolge tutte le scorrettezze che le donne subiscono lungo il loro cammino. Un esempio per tutte quanto accaduto alla Botteri. Se ancora oggi una giornalista di fama internazionale come Giovanna Botteri è stata oggetto di body shaming, cioè è stata derisa per il suo modo di vestirsi e pettinarsi, cosa dovrebbe accadere di più che dimostri il grado di grettezza di alcuni individui? Quando si vuol colpire l’intelligenza di una donna si usa ancora il vecchio sistema: la si mette in ridicolo, la si attacca sulle cose futili per spostare l’attenzione dalle cose più serie e valide. Perchè l’intelligenza delle donne, nel XXI secolo fa sempre paura come al tempo delle streghe. Fino a quando ci sarà una qualsivoglia forma di “inquisizione”, le donne dovranno faticare il doppio, ma state tranquilli che alla meta ci arriveranno comunque. L. Liotta