Salvini in tribunale a Catania accompagnato da Giulia Bongiorno: accusato di sequestro di persona e abuso in atti di ufficio

Matteo Salvini oggi in tribunale a Catania, per l’udienza preliminare davanti al giudice Nunzio Sarpietro.
È accusato di sequestro di persona e abuso in atti di ufficio per il caso della nave Gregoretti. Inizia così un procedimento che potrebbe portare al processo dell’ex ministro dell’Interno, oppure all’archiviazione della richiesta di rinvio a giudizio. Matteo Salvini è arrivato al Palazzo di Giustizia di Catania accompagnato dal suo avvocato, l’ex ministro leghista, la siciliana Giulia Bongiorno.
Il leader della Lega, arriva di fronte al gup, dopo la richiesta di giudizio fatta dal Tribunale dei ministri di Catania, richiesta che ha ottenuto il via libera del Senato lo scorso 12 febbraio. Per l’accusa avrebbe “abusato dei suoi poteri privando della libertà personale 131 migranti a bordo dell’unità navale Gregoretti della guardia costiera italiana dalle 00:35 del 27 luglio 2019 fino al pomeriggio del 31 luglio”, quando fu disposta l’autorizzazione allo sbarco nel porto di Augusta, nell’ambito di un accordo per la distribuzione dei migranti in altri cinque paesi Ue.
Salvini: “A Catania mi dichiarerò colpevole di aver difeso il mio Paese”. La Procura etnea, guidata da Carmelo Zuccaro, si era già pronunciata per l’archiviazione ma il tribunale dei ministri, chiese il processo, sottolineando come Salvini fosse stato responsabile di aver “determinato consapevolmente l’illegittima privazione della libertà personale” dei migranti, “costretti a rimanere in condizioni psicofisiche critiche” a bordo. Per i giudici non vi erano “ragioni tecniche ostative all’autorizzazione allo sbarco”, e “le persone soccorse potevano tempestivamente essere sbarcate e
avviate all’hot spot di prima accoglienza per l’identificazione, salvo poi essere smistate secondo gli accordi eventualmente raggiunti a livello europeo”.
La difesa di Salvini insiste sugli accordi a livello Ue e sui motivi di ordine pubblico. Salvini, nell’ultima memoria, ha parlato di un “Gps per l’orientamento in mare che dopo il salvataggio fu trovato uno zainetto” a dimostrazione di “una probabile presenza a bordo, tra i migranti, degli scafisti responsabili del traffico”. “Due scafisti – conclude la difesa di Salvini – che furono poi identificati e fermati”.