Amministraive 2020. Analisi e prospettive

È un risultato dalle molteplici e complesse chiavi di lettura quello che emerge dallo spoglio, ancora in corso, in Sicilia per le amministrative 2020: 60 i comuni alle urne, tra cui Agrigento ed Enna, gli unici capoluoghi di provincia al voto; quindici i comuni oltre i 15 mila abitanti dove bisognava ottenere il 40% più uno dei voti per essere eletti al primo turno. Nell’isola, nel complesso, ha votato appena il 59,18% (409.385) dei 691.762 elettori aventi diritto. Il dato che emerge in tutta la sua chiarezza è che M5s e Lega perdono dove correvano da soli.

A Enna vince il sindaco uscente Maurizio Di Pietro, appoggiato da liste civiche e da Italia Viva, che si attesta intorno al 60 per cento, mentre il rivale Dario Cardaci (centrosinistra), naviga attorno al 24 per cento. Nella città di Pirandello, Franco Miccichè (liste civiche e Vox) spariglia i pronostici: è in vantaggio a metà spoglio sfiorando il 40%, manca soltanto l’ufficialità, seguono l’uscente Lillo Firetto e l’ex sindaco Marco Zambuto (centrodestra), ma tranne colpi di scena sarà ballottaggio. L’alleanza M5s-Pd risulta vincente nella città ex Fiat di Termini Imerese, grosso ed importante centro del Palermitano, dove Maria Terranova (consigliera uscente M5s) veleggia poco sopra il 40%, mentre a Barcellona Pozzo di Gotto (Me) il commercilista Mamì espressione del centrosinistra barcellonese, deve arrendersi al candidato del centrodestra Pinuccio Calabrò, che naviga sopra il 60%.

Analizzando i risultati anche di altre regioni, il ministro Luigi Di Maio, comunque esulta: “Le coalizioni ci premiano ovunque, gli iscritti avevano ragione”. Magro il bottino dei pentastellati, invece, nei comuni dove l’intesa col centrosinistra non è stata possibile. A Milazzo (Me), è in testa, con oltre il 40% Pippo Midili (Forza Italia, Fratelli d’Italia, Diventerà Bellissima) , a Carini (Pa) sfiora il 40% Giovì Monteleone del centrosinistra, mentre Ambrogio Conigliaro del M5s è intorno al 4%. Male anche la Lega.

Tornano in auge vecchi volti della Seconda Repubblica: nell’isola di Favignana (Tp) vince Francesco Forgione, ex leader di Rifondazione comunista in Sicilia e un passato a capo della commissione Antimafia nazionale; ad Augusta (Sr) l’ex sindaco degli anni ’90 Pippo Gulino lotta gomito a gomito con l’ex consigliere comunale Giuseppe Di Mare: entrambi sono sostenuti da liste civiche. Distanziati di circa dieci punti percentuali l’ex sindaco Massimo Carrubba e il sindaco uscente del M5s Cettina Di Pietro. Giochi fatti a San Mauro Castelverde (Pa), conferma senza troppi sussulti da parte di Giuseppe Minutilla e Gibellina (Tp): in entrambi i comuni c’era un solo candidato e per essere eletti era necessario che alle urne si recasse il 50 per cento più uno dell’elettorato attivo.

Così è stato: Giuseppe Minutilla, 66 anni, è stato confermato a San Mauro Castelverde (1.847 anime), Salvatore Sutera a Gibellina, cittadina famosa per il terremoto che la devastò nel 1968.

La lega in sicilia va male anche quando corre con il centrodestra (è il caso di Termini Imerese, dove forse senza la lega il centrodestra avrebbe preso di più e perso con minore distacco. Nel resto d’italia la lega ha perso ovunque nei posti più importanti da Bolzano a Reggio Calabria, da Aosta a Matera, da Lecco a Trento, da Mantova a, udite udite a Legnano.