Proseguiamo il viaggio tra le amministrazioni elette il 4 e 5 di ottobre, saliamo a Naso, un tempo faro di cultura

Una premessa è d’obbligo: amiamo dire che l’elettore ha sempre ragione anche quando sbaglia. E’ il caso degli elettori di Naso, paese un tempo faro di cultura per un’intera provincia, oggi relegata a ruolo di spettatrice mortificata. La sua discesa negli inferi è progressiva e nessun sindaco della recente storia nasense è riuscito a combinare nulla di buono per arginare, facciamo un esempio, il triste fenomeno dello spopolamento del piccolo comune, che sembra diventato un deserto di case.
Per esprimere la nostra impressione sull’attività amministrativa del sindaco uscente, Daniele Letizia, che esce dalla porta e rientra dalla finestra, abbiamo atteso che si chiudessero le urne che hanno visto primeggiare nella competizione di domenica e lunedì scorsi, Gaetano Nanì, presidente del Consiglio Comunale uscente, a scapito di Sara Caliò e Gisella Pizzo.
Probabilmente, ci saremo distratti un po’ ma non ricordiamo quali meriti politici-amministrativi abbia avuto il sindaco Letizia che dopo due mandati anonimi ed incolore, si è ricandidato per coprire la carica di vice sindaco. Ma, quali interessi hanno questi personaggi in un paese ridotto a poche migliaia di anime dove non si saprebbe nemmeno come passare il tempo? Ebbene, il sindaco uscente si ricandida nella lista vincitrice e i nasitani, bontà loro, non si sono dimenticati di lui avendo brillato in tutti i settori della vita pubblica e lo premiano. Giustamente!
A cominciare dal settore della viabilità: notiamo che al primo stormir di fronda, decine di strade del territorio cedono formando pericolose voragini come fossero di ricotta; popolazione ridotta al minimo storico a causa dello spopolamento, sarebbe stato sufficiente mettere in campo una seria programmazione per mettere al centro il lavoro, avrebbe potuto costituire quanto meno un argine al triste fenomeno; il turismo a Naso ormai non si sa più cosa sia, l’unica attività che funziona, è quella di abbassare le saracinesche in attesa che “adda passa a’nuttata”.
Adesso toccherà a Gaetano Nanì risollevare le sorti di questo paese che da anni, troppi anni, si dice che sta morendo. Ed è possibile che non ci sia nessun medico capace di impedire un’esalazione anticipata? Nanì, come uomo a noi sembra più umile, più radicato nel territorio del suo predecessore e ci aspettiamo qualcosa di diverso e migliore rispetto a prima. Ascolterà le istanze che provengono dal basso?
A Naso, il 4 e 5 ottobre il cambiamento non c’è stato, poteva dirsi tale con un risultato elettorale diverso ma i nasitani hanno preferito la continuità. Beati loro, noi che seguiamo da oltre un secolo le vicissitudini del mondo che ci circonda, siamo preoccupati. I cittadini di Naso dell’esito del voto, saranno certamente contenti e noi, in attesa che la nuova amministrazione dia qualche segnale di vita, aspettiamo Nanì nella speranza che non si camuffi da Godot…Per quanto ci riguarda, noi non ci distrarremo più come avvenuto in passato. Vigileremo.