E… non è ritorno al passato – di F. Sinagra BRISCA

E’ successo, prima che a Roma alcuni giorni fa, anche a Marsala, la ridente cittadina sul mar Tirreno, che ha vissuto momenti storici indelebili nella nostra memoria come lo sbarco dei Mille, e dove i resti archeologici sul vicino isolotto di Mozia sono carichi dei significati sui sacrifici e sulla religiosità dell’antica civiltà fenicia, originaria della cultura mediterranea.
Alcuni consiglieri comunali, in questo difficile periodo d’impegno anti covid, si sono dedicati non alle urgenze per il bene comune, ma hanno impiegato il loro tempo a istituire registri dei bambini mai nati e individuare per loro uno spazio cimiteriale. A Roma è stato fatto in concreto incorrendo in giuste denunce di violazione della privacy: un ritorno della caccia alle streghe? La proposta è purtroppo di una consigliera donna attivista del movimento per la vita, che non tiene conto che ci sarebbe molto da fare per la difesa dei bambini già nati, e fra i tanti quelli migranti morti drammaticamente vicino alle nostre spiagge e quelli minorenni che ogni anno scompaiono senza che si sappia che fine facciano. Si tratterebbe della solita uscita/proposta infelice quando c’è invece un grande bisogno di soluzioni per la vita sia dei bambini in crescita, che già sono in sofferenza, che per quella a rischio di tanti anziani.
Quella proposta si qualificherebbe come una triste operazione di facciata, con cui cercare consenso nella distrazione dai problemi reali, ma soprattutto colpevolizzando le donne con difficoltà di adempiere al compito materno a una scelta civile che pure appartiene loro come conquista legale nel diritto civile.
Facciamo il punto su queste strane proposte funebri con Monsignor Vincenzo Paglia, direttore della Pontificia accademia per la vita, il quale dice che “Compito della Chiesa è certo predicare la dottrina ma anche praticare l’amore, la vicinanza, l’aiuto, la misericordia, perché la decisione abortiva è sempre un dramma. E ripeto si condanna il peccato e non il peccatore […] una grande battaglia di civiltà: creare le condizioni perché scompaia questa piaga e ci sia una società capace di accogliere e far crescere tutti, dai bambini agli anziani”.
In Sicilia, ancor più delle altre regioni, sono del tutto carenti i consultori, che pure la Legge 194 del 1978 prevedeva proprio come prevenzione all’aborto “Sulla tutela sociale della maternità e interruzione volontaria della gravidanza”. Dunque la proposta di un sito cimiteriale sembra avere senso macabro, soprattutto dal momento che la pillola abortiva in day hospital è stata discussa e appena approvata in Parlamento. E’ lungo l’elenco delle carenze sociali per fare della maternità una scelta davvero positiva: l’Italia continua a non essere un paese per donne.
Franca Sinagra Brisca