Palazzo Municipale Capo d'Orlando

Consiglio Comunale di Capo d’Orlando, l’assenza di Sanfilippo e Gemmellaro garantiscono la maggioranza

Ieri sera, abbiamo assistito osservatori interessati, alla diretta streaming del Consiglio comunale di Capo d’Orlando. Una diretta quasi soporifera vissuta su pochi spunti che però non hanno sortito l’effetto sperato. Pazienza, questo passa il convento.
L’amministrazione Ingrillì priva di una maggioranza qualificata, ma guidata da un marpione di vecchio stampo nonostante la “giovanissima” età, approva – grazie all’assenza dei consiglieri Gaetano Sanfilippo e Gaetano Gemmellaro – i punti all’ordine del giorno del consiglio comunale riunitosi in seconda convocazione.
Andiamo per ordine. Ieri con un nostro articolo avevamo anticipato l’importanza politica che avrebbe avuto il consiglio comunale, perchè quanto in esso si fosse verificato avrebbe tracciato le prime linee, dato i primi indirizzi ai progetti protagonisti della campagna elettorale ormai prossima. Avevamo paventato, nell’articolo di ieri, la tenuta di Linda Liotta e Felice Scafidi, che si sarebbero potuti rendere uccel di bosco, e quindi indebolire la minoranza e non consentire che si creasse un muro contro muro tra forze politiche in aula di pari numero (8 contro 8). Ed invece i due ex ingrilliani si sono presentati, al contrario dei due consiglieri Sanfilippo e Gemmellaro. Si poteva verificare che i primi due non avrebbero dato prova di coerenza politica, dubbi immediatamente fugati in quanto non hanno deluso le aspettative. Loro c’erano e non vogliono che la storia di questo paese la riscrivano solo gli altri e passi sotto il loro naso.
Il secondo aspetto che è emerso, ma questo è un male endemico di questo consiglio, è stato l’eccessivo formalismo regolamentare a cui si è aggrappato il presidente del consiglio nel non consentire alla minoranza di presentare alcuni emendamenti alle proposte. Da qui nasce il “soporifero”. Discutere emendamenti portati in aula è una prassi consolidata da tempo perchè consente di dare a tutti i consiglieri la possibilità di condividere le scelte amministrative, arricchendone le proposte. Solo a seguito di una vibrante ed accorata replica dei consiglieri Micale, Scafidi e Mangano, il sindaco ha tranquillizzato l’aula dicendo che si è trattata di un’applicazione del regolamento alla lettera ed eccezionale stante l’urgenza di deliberare punti in scadenza a fine mese. Ma non si è discusso ugualmente. (La zampata del vecchio volpone).
Infine, chi ha seguito con attenzione le dichiarazioni fatte dai consiglieri, ha potuto constatare con grande stupore che sono state fatte cumulativamente. Mi spiego meglio. Sia il consiglieri Felice Scafidi nella sua dichiarazione di voto ha parlato anche a nome dei consiglieri Mangano, Liotta e Gazia, e sia in seguito lo stesso Gazia, precisamente nel punto sulla stipula della convenzione tra i comuni di Capo d’Orlando e Oliveri, ha fatto una dichiarazione di voto a nome dei consiglieri di minoranza presenti e cioè Micale, Liotta e Scafidi, in quanto Bottaro e Mangano si erano allontanati dall’aula.
Un’ultima considerazione: visto che il gruppo di minoranza si è mostrato coeso e compatto, e lo dimostrano le dichiarazioni di voto unanimemente espresse, non abbiamo capito il senso politico della dichiarazione del consigliere Micale, specie la puntualizzazione: scusate, mi sono trovato per caso, ma solo per caso, intruppato in questa minoranza, ma voglio dire che essendo distante anni luce dai consiglieri dell’ex maggioranza, Liotta e Scafidi, vi prometto che non succederà più.
Le cose le abbiamo volute teatralizzare, e come si può immaginare non sono andate esattamente così ma il succo, ve lo garantiamo, è stato questo. Ed allora ci siamo chiesti se il dire del consigliere Micale fosse un segnale mandato a qualcuno per tranquillizzarlo oppure se Alessio Micale intenderà fare l’analisi del sangue ai suoi probabili ‘vicini di casa’ prima di decidersi cosa fare da grande? In questo caso, ci può contare, le analisi qualcuno le farà anche a lui perchè sulla moralità politica di Linda Liotta e Felice Scafidi, potrà dubitare soltanto chi non ha, a sua volta, la coscienza del tutto limpida. Noi non ne dubitiamo minimamente. Ma è una opinione personalissima. Questi sono i fatti ed alcuni spunti di riflessione, a voi le considerazioni ed ai posteri l’ardua sentenza!